Si è tenuta oggi, 2 ottobre, presso il provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria, la riunione avente ad oggetto la distribuzione delle integrazioni del personale del secondo scaglione del 186° corso di Polizia Penitenziaria. Nel corso dell'incontro è emerso un quadro che desta profonda preoccupazione, con solo 99 unità assegnate a questo provveditorato: oltre al completamento e all'apertura delle nuove sezioni negli istituti di Novara e Cuneo, è stata annunciata, a sorpresa a breve la riapertura del carcere di Alba, per un aumento complessivo di circa 450 posti detentivi sul territorio.
Di fronte a tale prospettiva, il Sinappe (Sindacato Nazionale Autonomo Polizia Penitenziaria) ha espresso totale contrarietà e ferma denuncia per le condizioni drammatiche in cui versa il personale già in servizio. Il numerico assegnato al Provveditorato non riesce a soddisfare la carenza di alcun Istituto Penitenziario all'interno del distretto.
Negli istituti penitenziari del distretto, i poliziotti sono ormai allo stremo delle forze: Oltre 100 ore di straordinario mensili pro capite , lunghi periodi trascorsi senza il godimento del riposo settimanale, grandi difficoltà nella concessione dei congedi ordinari, turni di servizio che superano regolarmente le 12 ore consecutive , difficoltà enormi nella tutela della genitorialità e nelle vicissitudini personali e familiari del personale di Polizia Penitenziaria correlati al servizio, esposizione disciplinare del personale che deve coprire più posti di servizio ove previsti i presidi fissi.
- Casa Circondariale Di Brissogne (AO): La Segreteria Sinappe- L'istituto è quotidianamente teatro di eventi critici all'ordine del giorno, una spirale di tensione causata in larga misura dal continuo afflusso e trasferimento di detenuti problematici, inviati nella struttura valdostana a causa dei fallimenti gestionali ed emorragici di altri istituti. A farne le spese è il Personale, sottoposto a turni logoranti e costretto a rinunciare persino ai propri diritti soggettivi, trasformati ormai in un'utopia;
- Casa Circondariale di Vercelli: A richiamare l'attenzione sulla realtà vercellese è il Segretario Provinciale del SiNAPPe di Vercelli, Mirko Barbato: «Vercelli è al collasso: il senso del dovere non può sostituire il personale che manca. Ogni carenza di organico ricade sulla salute, sul riposo e sulla vita familiare dei colleghi. La misura è colma. Siamo tutti pronti a scendere in piazza per pretendere rinforzi concreti e condizioni di lavoro sostenibili: la sicurezza di un carcere non può reggersi sull'esaurimento di chi ci lavora»;
- Casa Circondariale di Biella : La Segreteria Sinappe- L'istituto biellese, con una capienza di circa 600 detenuti, non può continuare a funzionare con una pianta organica di circa 175 unità di Polizia Penitenziaria. La gestione di soggetti complessi provenienti da altre realtà si sommano a un quadro organico ridotto ai minimi termini, dove il Personale di Polizia Penitenziaria è costretto a coprire molteplici posti di servizio contemporaneamente, accumulando un monte ore di straordinario impressionante;
- Casa Circondariale di Ivrea : La Segreteria Sinappe- Alla Casa Circondariale di Ivrea la situazione è giunta a un punto di rottura epocale. Le croniche ed estenuanti carenze d'organico costringono gli agenti a sostenere turni estenuanti e accorpamenti di posti di servizio ai limiti della sicurezza personale. Il Personale opera in un contesto ad altissimo rischio, privo dei necessari margini di manovra e costretto a gestire una popolazione detentiva complessa a fronte di risorse umane visibilmente insufficienti e garanzie sui diritti minimi dei lavoratori del tutto azzerate.
A rincarare la dose sulla situazione specifica delle strutture del territorio è il Vice Segretario Regionale del Sinappe, Matteo Ricucci:"Le condizioni di lavoro all'interno di istituti come Brissogne, Biella, Asti, Ivrea, Vercelli, Sanremo e di tutte le altre realtà del Provveditorato sono diventate insostenibili. Non è più accettabile che la sicurezza e la tenuta dell'intero sistema penitenziario gravino esclusivamente sul sacrificio e sulla salute dei poliziotti. Pretendere di estendere i posti detentivi e aprire nuove sezioni senza un piano straordinario di assunzioni e di reale supporto organico significa condannare il personale al burn-out e mettere a repentaglio la sicurezza dei lavoratori_ ."
Una posizione condivisa e amplificata a livello centrale dal Segretario Nazionale del Sinappe, Raffaele Tuttolomondo, che individua chiare responsabilità verticistiche: "È sotto gli occhi di tutti la totale disattenzione dell'Amministrazione Centrale nei confronti di questo Provveditorato. Si continuano a calare dall'alto scelte gestionali e ri-organizzative senza considerare l'impatto devastante che queste producono sulle donne e sugli uomini in divisa. Il Sinappe ha informato formalmente il Provveditore che tale situazione è inaccettabile "
A margine dell'incontro, la dirigenza del Sinappe e ha ribadito che il limite della sopportazione è stato ampiamente superato. Il Sindacato si riserva fin d'ora di adire tutte le sedi e gli organi preposti a tutela del Personale ed è pronto ad avviare la mobilitazione, scendendo in piazza a manifestare per difendere la dignità, i diritti e la sicurezza della Polizia Penitenziaria.