Economia - 01 ottobre 2026, 14:47

Finanza etica, Ghisolfi: "Regole chiare e applicabili per un credito che generi impatto positivo sui territori"

Il consigliere del Cnel è relatore del disegno di legge che modifica l'articolo 111 bis del Testo unico bancario, approvato dall'Assemblea plenaria. Il testo prevede almeno il 20% dei crediti all'economia sociale, il 70% degli utili destinato al patrimonio e un tetto di uno a cinque sulle retribuzioni

Il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, presieduto dal Professor Renato Brunetta, ex ministro della pubblica amministrazione, è l'organismo collegiale di rilevanza costituzionale che opera come massima Istituzione consultiva del Governo e del Parlamento della Repubblica Italiana sui progetti di legge ricadenti nelle discipline socio economiche e giuslavoristiche, sempre più interconnesse ai temi della sostenibilità ambientale e dell'educazione civica finanziaria

Nuove regole in arrivo per favorire il credito all'economia sociale e rendere pienamente operativa la disciplina prevista dal Testo Unico Bancario. L'Assemblea plenaria del CNEL ha infatti approvato un disegno di legge di modifica all'articolo 111 bis del Testo Unico Bancario, volto ad aggiornare e a rendere concretamente applicabile la disciplina degli operatori bancari di finanza etica e sostenibile. Il testo prende le mosse dalla proposta illustrata da Banca Etica nel corso di una recente audizione presso il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro.

La proposta legislativa ridefinisce gli operatori bancari di finanza etica e sostenibile come le Banche che, nella valutazione dei finanziamenti alle persone giuridiche e alle società, affiancano ai criteri di merito creditizio la valutazione della sostenibilità sociale e ambientale, facendo riferimento al nuovo quadro normativo europeo tassonomico e prevedendo la pubblicazione dei risultati di impatto.

Tra i requisiti previsti figura la destinazione di almeno il 20 per cento, del portafoglio crediti totale, a soggetti riconducibili al perimetro dell'economia sociale, ampliando la platea dei potenziali destinatari dei finanziamenti. Il testo stabilisce, inoltre, che gli operatori finalizzino almeno il 70 per cento degli utili annuali al rafforzamento patrimoniale così da ampliare la capacità erogabile. Viene confermato un modello di governance democratico e partecipativo, caratterizzato da azionariato diffuso, e viene introdotto un limite alla differenza tra la remunerazione più elevata e quella media dei lavoratori e collaboratori, che non può superare il rapporto di uno a cinque. Sul piano fiscale, il disegno normativo prevede che non concorra, alla formazione del reddito imponibile, una quota pari al 75 per cento delle somme dell'utile destinate al rafforzamento del patrimonio netto.

La proposta punta così a costruire un quadro normativo più aggiornato e operativo per una finanza capace di coniugare solidità bancaria, sostenibilità sociale e ambientale e sostegno all'economia comunitaria e solidale, rafforzando il ruolo del credito nel finanziamento di attività con finalità di interesse collettivo.

"Con questo disegno di legge – ha dichiarato il Consigliere Beppe Ghisolfi, relatore del provvedimento – vogliamo rendere finalmente concreta e operativa la disciplina della finanza etica e sostenibile, aggiornandola alla luce dell'evoluzione del quadro normativo europeo e nazionale. La proposta chiarisce i requisiti degli operatori, rafforza il legame tra attività bancaria, sostenibilità sociale e ambientale e sostegno all'economia sociale, oltre a introdurre criteri più definiti in materia di destinazione del credito, governance e utilizzo degli utili. L'obiettivo è costruire regole chiare, proporzionate e realmente applicabili, capaci di favorire un modello di finanza che coniughi solidità bancaria, responsabilità sociale e capacità di generare impatto positivo sui territori e sulle comunità".