Il 42,9% dei piemontesi visita musei e mostre, contro una media nazionale del 35,8%, un dato che colloca la regione al secondo posto in Italia. Il 47% legge almeno un libro all’anno, mentre la partecipazione agli spettacoli teatrali raggiunge il 25,6% della popolazione e quella ai concerti di vario genere il 27,8%. Sul fronte del sostegno privato alla cultura, dal 2019 ad aprile 2026 in Piemonte sono stati erogati attraverso l’Art bonus 157,2 milioni di euro, quarto risultato tra le regioni italiane, dietro soltanto a Lombardia, Toscana ed Emilia Romagna. E cresce anche il turismo internazionale: la spesa dei viaggiatori stranieri in Piemonte aumenta del 49,2% rispetto al 2024 e del 21,3% rispetto al 2019, segnalando una ripresa vigorosa del turismo internazionale del periodo post pandemico.
È quanto emerge dal 22° Rapporto Federculture, il volume che ogni anno offre una radiografia del sistema culturale italiano, presentato oggi a Cuneo, con un approfondimento dedicato al Piemonte ne conferma il ruolo di primo piano nel panorama culturale nazionale e mettendo in evidenza il legame sempre più stretto tra cultura, sviluppo dei territori e turismo. Il tema portante dell’edizione di quest’anno, “La cultura che cambia i territori”, trova in Piemonte una declinazione particolarmente significativa, sia nell’analisi della partecipazione dei cittadini alla vita culturale, sia sul fronte delle politiche di rigenerazione urbana. Non a caso, la presentazione del Rapporto si inserisce nella quattro giorni di eventi per l’inaugurazione del nuovo polo culturale della città di Cuneo di Palazzo Santa Croce e della nuova biblioteca civica Esseci. Proprio il percorso di rigenerazione del complesso e la sua restituzione alla cittadinanza sono al centro di uno dei principali casi studio nazionali contenuti nel volume.
I CITTADINI PROTAGONISTI: PARTECIPAZIONE E CONSUMI CULTURALI
Sul fronte della fruizione culturale, il Piemonte occupa quasi sistematicamente posizioni nella metà superiore della graduatoria nazionale, con valori spesso superiori alle medie italiane. La partecipazione agli spettacoli teatrali raggiunge il 25,6% della popolazione, sesto dato nazionale, rispetto al 24,3% italiano. Ancora più marcata è la propensione alla visita di musei e mostre, che interessa il 42,9% dei residenti, contro il 35,8% della media nazionale, collocando il Piemonte al secondo posto tra le regioni italiane. Significativo anche il dato relativo a monumenti e siti archeologici, visitati almeno una volta nell’anno dal 34,8% dei piemontesi, quinto valore nazionale e superiore alla media italiana del 32,3%. Ai concerti di musica classica partecipa l’11,5% della popolazione regionale, mentre per i concerti di altri generi musicali la quota raggiunge il 27,8%, ancora una volta sopra la media italiana del 26,3%. Tra i dati più significativi emerge quello sulla lettura: il 47% dei piemontesi ha letto almeno un libro negli ultimi dodici mesi, rispetto a una media nazionale del 41,6%.
INVESTIMENTI PUBBLICI E PRIVATI, UN EQUILIBRIO SOLIDO
L’analisi della spesa pubblica dedicata alla cultura evidenzia un impegno che coinvolge i diversi livelli territoriali. Nel 2024, ultimo anno per il quale sono disponibili i dati consuntivi, la Regione Piemonte ha destinato 13,91 euro per abitante alla tutela e alla valorizzazione dei beni culturali, mentre i Comuni piemontesi hanno investito complessivamente 52,8 euro per abitante nel settore. Particolarmente rilevanti sono i risultati relativi al sostegno privato. L’Art bonus rappresenta uno degli indicatori della capacità del territorio di mobilitare risorse a favore della cultura: dal 2019 ad aprile 2026 in Piemonte sono stati erogati complessivamente 157,2 milioni di euro, dato che colloca la regione al quarto posto nazionale, dopo Lombardia, Toscana ed Emilia-Romagna. Tra il 2024 e il 2025, i contributi Art bonus in Piemonte sono cresciuti da 19,98 a 22,74 milioni di euro, con un incremento del 13,8%. Una progressione che evidenzia il consolidamento del rapporto tra territorio, imprese, cittadini e istituzioni culturali.
Un ruolo importante è svolto anche dalla presenza di aziende e fondazioni bancarie. A livello nazionale, nel 2024 le erogazioni delle Fondazioni bancarie al settore arte e beni culturali hanno raggiunto complessivamente 256,5 milioni di euro, con una presenza particolarmente significativa nelle regioni economicamente più strutturate, tra cui il Piemonte.
IL TURISMO CULTURALE: UN MOTORE ECONOMICO IN CRESCITA
Anche i dati sul turismo confermano la capacità della cultura di contribuire allo sviluppo del territorio. La spesa dei viaggiatori stranieri in Piemonte cresce del 49,2% rispetto al 2024 e del 21,3% rispetto al 2019, superando quindi anche i livelli precedenti alla pandemia.
Il Rapporto mette inoltre in evidenza un dato più generale sulla relazione tra cultura e sviluppo economico: nei comuni italiani a vocazione culturale il reddito medio annuo pro capite si attesta intorno ai 25.600 euro, contro circa 22.000 euro nei comuni con altre caratteristiche. Un differenziale che sottolinea come la cultura possa rappresentare non soltanto un elemento dell’offerta sociale e culturale di un territorio, ma anche un fattore di attrattività e sviluppo economico. Un fenomeno particolarmente rilevante in una regione come il Piemonte, caratterizzata da città d’arte, musei, castelli, residenze UNESCO, paesaggi vitivinicoli e numerosi territori nei quali patrimonio culturale e offerta turistica si intrecciano.
“I dati del Rapporto confermano quanto la cultura sia ormai una componente essenziale dello sviluppo dei territori. Non parliamo soltanto di patrimonio da tutelare o di offerta culturale, ma di un sistema capace di generare partecipazione, attrattività, qualità della vita e crescita economica. Il Piemonte rappresenta da questo punto di vista un esempio significativo, grazie alla capacità di mettere in relazione istituzioni, imprese, fondazioni e comunità locali. È questa la direzione su cui dobbiamo continuare a lavorare: fare della cultura una politica strutturale di sviluppo, capace di accompagnare le trasformazioni delle città e dei territori e di produrre benefici duraturi per le comunità” – dichiara Andrea Cancellato, Presidente di Federculture.
“Il quadro che emerge dal Piemonte è molto interessante perché ci mostra come la cultura riesca a incidere su più aspetti della vita di un territorio. Dove c’è una partecipazione culturale diffusa, spesso troviamo anche una maggiore capacità di attrarre risorse, visitatori e nuove opportunità. Il punto, quindi, non è guardare i singoli dati separatamente, ma capire il legame che esiste tra questi fenomeni. È proprio da questa lettura complessiva che possiamo comprendere meglio il valore che la cultura può avere per lo sviluppo e la vitalità dei territori” - Alberto Bonisoli, Direttore del Centro Studi di Federculture
“Il tema scelto da Federculture, La cultura che cambia i territori, descrive bene il percorso che abbiamo avviato insieme alla Città di Cuneo. Fondazione Artea ha accompagnato la nascita della nuova Biblioteca Civica attraverso ricerca, approfondimento scientifico e relazioni internazionali, confrontandosi con alcune delle più innovative esperienze europee. Un percorso che dimostra quanto aprirsi al confronto possa generare valore, aiutando un territorio a costruire una propria visione e a tradurla in scelte concrete. È questa la sfida: fare della rigenerazione attraverso la cultura un processo capace di attivare partecipazione, conoscenze, relazioni, ed energie e diventare un vero motore di sviluppo sociale, culturale ed economico” - Davide De Luca, Direttore di Fondazione Artea.
«Il dato più importante che ci restituisce il Rapporto Federculture è che il Piemonte non è soltanto una regione con un grande patrimonio culturale: è una regione che partecipa alla cultura. Il 42,9% dei piemontesi visita musei e mostre, secondo dato più alto in Italia, e il 47% legge almeno un libro all’anno. Numeri che raccontano un territorio nel quale la cultura continua a essere trasmessa, cercata e vissuta. - dichiara Marina Chiarelli, assessore alla Cultura della Regione Piemonte - In questi giorni, a Terra Madre, abbiamo ascoltato una frase antica: “se i giovani sapessero, se i vecchi potessero”. Credo che oggi la cultura abbia proprio il compito di accorciare questa distanza: dare ai giovani gli strumenti e soprattutto la possibilità di agire, di mettere in pratica ciò che sanno, trasformando conoscenze e idee in qualcosa di concreto, e nello stesso tempo non disperdere il sapere di chi è venuto prima. Tradizione e creatività devono procedere insieme. Vale per i saperi contadini, per la conoscenza della terra, delle stagioni e dei territori, ma anche per i libri, le biblioteche, i musei e per tutto il nostro patrimonio culturale. Le culture locali custodiscono differenze, storie e conoscenze che rappresentano una ricchezza perché preservano l'identità e l'unicità dei nostri territori. Per questo investire in cultura significa tenere insieme memoria e futuro. Nel 2026 Regione Piemonte ha destinato alla cultura oltre 45 milioni di euro, sostenendo musei, biblioteche, spettacolo, cinema, patrimonio e realtà culturali diffuse. Cuneo ne è un esempio concreto, dal sostegno a Scrittori in Città al sistema bibliotecario e alla valorizzazione del patrimonio librario. E proprio qui, il titolo scelto da Federculture, “La cultura che cambia i territori”, assume un significato concreto: le radici non sono qualcosa a cui tornare, ma qualcosa da cui partire. Custodire ciò che abbiamo ricevuto significa metterlo nelle mani delle nuove generazioni e dare loro lo spazio e gli strumenti per trasformarlo in futuro».