Politica - 24 settembre 2026, 15:37

Nucleare, via libera definitivo del Senato. Bergesio: "Svolta storica per la sovranità energetica"

Il senatore cuneese della Lega commenta la legge delega approvata con 81 sì: puntare su reattori modulari di piccola taglia, con le prime centrali tra il 2033 e il 2034 e l'obiettivo di dimezzare le bollette

"Con l'approvazione definitiva al Senato del Ddl delega sul nucleare sostenibile l'Italia volta finalmente pagina e compie un passo decisivo verso la sovranità energetica. Si tratta di una svolta storica che corona la battaglia che la Lega porta avanti con determinazione da anni per restituire al Paese stabilità energetica e bollette più leggere".
Ad affermarlo è il Senatore della Lega Giorgio Maria Bergesio, commentando il via libera definitivo al provvedimento, passato ieri con 81 voti favorevoli, 51 contrari e 7 astensioni.

"Finalmente riapriamo un discorso rimasto bloccato per quarant'anni da ostacoli e pregiudizi ideologici, frenato dall'onda emotiva del dopo-Chernobyl del 1987 - prosegue Bergesio -. Oggi il contesto è completamente cambiato: il nucleare rappresenta la forma di produzione energetica più pulita, sicura e a zero emissioni, già utilizzata con successo dai principali Paesi europei. La sola Francia conta 18 centrali attive che le consentono di offrire energia a costi nettamente inferiori rispetto ai nostri".

"Continuare a dipendere quasi esclusivamente dall'importazione di gas o dall'acquisto di energia nucleare prodotta oltreconfine è un paradosso non più sostenibile che pesa direttamente sui bilanci di famiglie e aziende - sottolinea ancora il parlamentare, Vicepresidente della Commissione Attività produttive -. Le rinnovabili non programmabili come solare ed eolico sono fondamentali, ma soffrono di un'intermittenza fisiologica e non possono garantire da sole la copertura dell'intero fabbisogno nazionale".

"Il provvedimento approvato ieri delega il Governo a definire entro 12 mesi un quadro normativo chiaro ed organico, con i primi decreti attuativi attesi già entro la fine dell'anno - evidenzia l'esponente della Lega -. Puntiamo sui reattori modulari di piccola taglia (SMR), con una potenza fino a circa 300 Megawatt elettrici, e sui reattori modulari avanzati (ASM) di nuova generazione: strutture sicure, flessibili e ad altissima tecnologia, installabili vicino ai grandi distretti industriali per azzerare le dispersioni di rete e tagliare i costi di trasporto. Le stime ci dicono che le prime centrali potrebbero vedere la luce tra il 2033 e il 2034, per arrivare a coprire tra l'11% e il 22% del nostro fabbisogno elettrico al 2050".

"Regole certe, procedimenti semplificati in capo al MASE, valorizzazione della ricerca italiana, istituzione di un'Autorità indipendente per la sicurezza, garanzie ambientali stringenti e la gestione ordinata e trasparente dello stoccaggio delle scorie: tutto questo quadro consentirà di mobilitare fino a 50 miliardi di euro di valore potenziale e creare oltre 117 mila nuovi posti di lavoro tra diretti e indotto. Sono previste inoltre adeguate misure compensative e risorse finanziarie per i Comuni e i territori che si candideranno ad ospitare gli impianti. L'inserimento del nucleare sostenibile nel nostro mix energetico ci permetterà di centrare gli obiettivi di decarbonizzazione al 2050 e, soprattutto, di raggiungere il traguardo decisivo di dimezzare il costo delle bollette e dare garanzie al nostro sistema produttivo e alle famiglie", conclude Bergesio.