Trentatré paesi uniti, per la prima volta, in un progetto condiviso di valorizzazione e promozione territoriale. Nel pomeriggio di mercoledì 23 settembre, il Castello di Monastero Bormida ha ospitato “La Val Bormida si presenta”, l’incontro promosso dall’Unione Montana Alta Langa per illustrare il percorso intrapreso nell’ambito della Strategia Nazionale per le Aree Interne.
Al centro della serata, il lancio della piattaforma turistica digitale destinata a raccogliere e rendere accessibili luoghi, esperienze, attività e storie del territorio della Val Bormida, forte di un’identità condivisa che merita un nuovo racconto. Il progetto nasce dalla volontà di restituire unitarietà a una valle articolata e attraversata da diversi confini amministrativi, ma accomunata da una storia, da un paesaggio e da un patrimonio di relazioni che trovano nel fiume Bormida il proprio elemento di connessione.
Nella Foresteria Tiziana Ciriotti, la splendida sala che ha ospitato l’incontro, è intervenuto il sindaco Luigi Gallareto, in rappresentanza di Monastero Bormida e della provincia di Asti. Fatti gli onori di casa, ha voluto ripercorrere le tappe che hanno condotto fino a questo risultato: “È stata una faticosa avventura, iniziata nel 2014 e destinata a concludersi nel 2028. In questi anni, grazie anche alla competenza e alla disponibilità dell’Unione Montana Alta Langa come capofila, noi 33 Comuni abbiamo imparato a unirci. Quella di oggi non vuole essere una passerella, ma un punto di avvio. Per la prima volta abbiamo un sito unitario, una programmazione turistica condivisa e la possibilità di ragionare su una gestione coordinata dei flussi”. Gallareto ha ricordato anche il peso di procedure e burocrazia per amministrazioni di piccole dimensioni, leggendo però proprio nella capacità dei 33 Comuni di lavorare insieme uno dei risultati più significativi maturati durante il lungo percorso della Strategia per le Aree Interne. Ha concluso richiamando una riflessione dell'antropologo Piercarlo Grimaldi sulla necessità di conservare la capacità di raccontare storie, e ha aggiunto: “Ciò che fa innamorare soprattutto il turista straniero è la genuinità con cui questa zona sa raccontare la propria esistenza, la propria storia, le tradizioni e persino le proprie contraddizioni. È qualcosa di diverso da un’ospitalità costruita”.
“Siamo partiti dal presupposto che un’area marginale abbia peculiarità e differenze che meritano di essere messe in risalto: la qualità del paesaggio, il tempo, l’autenticità delle relazioni e la capacità delle nostre comunità di accogliere. Una condizione periferica può diventare un valore aggiunto”, commenta il presidente dell’Unione Montana Alta Langa, Davide Falletto. Per Falletto, il lancio della piattaforma non conclude dunque il lavoro: apre piuttosto la fase nella quale amministrazioni e territorio dovranno farne uno strumento condiviso e realmente utilizzato.
Il lavoro è stato preceduto da un’analisi sociologica e strategica volta a fotografare le caratteristiche dell’area, le sue potenzialità e le principali criticità. Un territorio che continua a confrontarsi con lo spopolamento e l’invecchiamento della popolazione, ma nel quale emergono anche segnali incoraggianti: tra il 2019 e il 2023 gli arrivi turistici sono cresciuti del 54% e le presenze del 46%, con una componente internazionale che genera circa tre quarti dei pernottamenti (e una permanenza media che sfiora le 4,5 notti).
Mauro Carbone, destination manager, racconta: “Ci siamo occupati dei 33 Comuni, ma anche di un trentaquattresimo, per così dire: quello dei turisti. Ogni notte sul territorio dormono mediamente 270-280 persone, quasi abbastanza da eleggersi un loro sindaco. I turisti ci sono, arrivano soprattutto dall’estero e si fermano a lungo. Gli olandesi, per esempio, arrivano a una permanenza di circa sei notti. Significa che il valore generato da ciascun visitatore è particolarmente alto in questo territorio”. La sfida individuata da Carbone è quindi passare dalla somma di 33 destinazioni alla percezione di un unico territorio, facendo seguire alla costruzione della piattaforma una gestione diffusa e l'adesione degli operatori e degli amministratori a una strategia comune di comunicazione. “Dobbiamo arrivare al punto in cui, alla domanda “Dove vai in vacanza?”, si possa rispondere semplicemente “in Val Bormida”. Poco importano i confini amministrativi: si può dormire in un paese, mangiare in un altro e visitarne un terzo. Per chi viaggia, quella è sempre Val Bormida: un luogo da scoprire lentamente” – e conclude – “Perdersi è forse la cosa più bella che si possa fare in Val Bormida, per trovare qualcosa che non si pensava di trovare. Deve piacerti il silenzio, la quiete, il tempo della scoperta”. Giuliano Rossi, marketing manager e strategy planner, appoggia queste stesse considerazioni. Le sue origini milanesi gli hanno permesso di scoprire anche empiricamente che la Val Bormida non è immediatamente riconosciuta come un territorio unitario al di fuori dei confini regionali, e dunque supporta anch’egli il ragionamento rispetto alla costruzione di una destinazione: “Il nostro obiettivo è fare in modo che diventi una destinazione scelta consapevolmente, per godere di un viaggio da vivere lentamente e profondamente”.
[Da sinistra: Mauro Carbone, destination manager; Fabio Gallina, moderatore e speaker radiofonico; Giuliano Rossi, marketing manager e strategy planner; Stefania Bongiovanni, creative director]
A partire da questi dati è stata costruita una strategia rivolta non soltanto ai turisti, ma anche a quanti cercano luoghi nei quali soggiornare più a lungo, lavorare da remoto, vivere esperienze autentiche oppure scegliere una nuova dimensione di vita. I segmenti chiaramente identificati negli studi di marketing più recenti e pienamente rispondenti alla vision strategica sono dunque tre: nomadi digitali (l’espressione più tipica della digitalizzazione del lavoro, che vogliono coniugare una migliore qualità della vita e la passione per i viaggi con il lavoro), pensionati expat (un fenomeno nuovo, ma in espansione in tutto il mondo, che vede una ridefinizione del modo di vivere dei pensionati, alla ricerca di un costo della vita più basso, clima favorevole e servizi sanitari di qualità) e viaggiatori esperienziali (trend in forte crescita, in cui chi viaggia pone l’accento su un modo diverso di entrare in contatto con una destinazione rispetto al turismo di massa). La Valle Bormida è una destinazione che risponde perfettamente ad alcuni delle tendenze più attuali e trainanti in termini di turismo: autenticità, no overtourism, costi accessibili, qualità della vita, piccoli centri e distanza non proibitiva da grandi centri (Milano, Torino, Genova), per citare alcuni esempi.
Per chi ama il contatto con la natura incontaminata e il vivere lento, la Val Bormida è una reale “Hidden Gem” (“gemma nascosta”), un tesoro tutto da scoprire. Una seconda proposta, denominata “Inner Pace” (“ritmo interiore”), mette al centro un soggiorno nella Valle Bormida per ritrovare la propria dimensione e i propri ritmi interiori, riscoprendo la bellezza del contatto con la natura incontaminata.
L’iniziativa si inserisce nel quadro della Strategia Nazionale per le Aree Interne, la politica territoriale promossa da Stato e Regioni per migliorare la qualità dei servizi e ampliare le opportunità economiche nei territori più distanti dai principali centri di offerta. L’Area Interna Valle Bormida è stata confermata anche nella programmazione 2021-2027.
“Le aree interne non sono territori da assistere, ma luoghi nei quali investire, perché custodiscono risorse ambientali, sociali ed economiche decisive per il futuro del Piemonte – sottolinea Marco Gallo, assessore regionale tra le cui deleghe figura anche quella allo Sviluppo e promozione della montagna e alle Aree interne –. Il progetto della Val Bormida dimostra quanto sia importante superare i confini amministrativi e lavorare su una visione condivisa, capace di mettere in rete istituzioni, comunità e imprese. La Regione Piemonte sostiene questo percorso con la convinzione che la promozione debba procedere insieme al rafforzamento dei servizi, delle opportunità di lavoro e delle condizioni necessarie per vivere e fare impresa in questi territori”.
L’identità della Valle è stata tradotta anche visivamente: una palette costruita intorno a verde, azzurro, avorio e terracotta, un nuovo logotipo, un archivio fotografico e materiali coordinati per piattaforma e social network. Il racconto passa persino dall'olfatto, con una nota che richiama il marino e l'erba appena tagliata scelta per profumare tutti i materiali informativi e promozionali forniti ai presenti.
Nel corso dell’incontro sono stati presentati gli esiti del lavoro di analisi, la strategia di posizionamento e comunicazione, la nuova identità della Val Bormida e il portale digitale dedicato al territorio, raggiungibile all’indirizzo www.discovervalbormida.it. La piattaforma sarà progressivamente arricchita attraverso il coinvolgimento diretto delle Amministrazioni locali, degli operatori turistici, delle imprese, delle associazioni e delle comunità. L'incontro è stato anche occasione per scoprire il patrimonio del Castello di Monastero Bormida: eccezionalmente aperti il piano nobile e la Gipsoteca Edoardo Rubino, visitabili dai partecipanti al termine dell’incontro. Si è conclusa con un brindisi la presentazione che ha riunito i rappresentanti dei 33 Comuni coinvolti per sancire pubblicamente l’avvio di una nuova fase di collaborazione.
A suggellare simbolicamente il percorso, al termine dell’incontro è stata consegnata agli amministratori presenti una targa della Val Bormida da esporre nei rispettivi Municipi, accompagnata dalla firma del manifesto condiviso: un segno concreto dell’adesione dei 33 Comuni a un racconto territoriale che prova, per la prima volta, a superare i confini amministrativi.