Poter trascorrere l'ultima parte della propria vita nella propria casa, accanto alle persone care e alle cose che hanno accompagnato un'esistenza. È da questa immagine molto concreta che Ho Cura OdV di Alba parte per un nuovo investimento destinato alle cure palliative: un articolato percorso di formazione rivolto agli operatori sanitari dell'Asl CN2, con particolare attenzione allo sviluppo dell'assistenza domiciliare.
"Le persone tante volte vorrebbero terminare la loro vita a casa, chiudere il cerchio della loro esistenza a casa, con tutti i loro cari vicini, magari anche con il loro cane, il loro gatto, il loro orto, i loro libri, i loro quadri. Ma spesso questo non è possibile", spiega la presidente dell'associazione Luciana Saglietti.
Il progetto si chiama Micopal – Migliorare le competenze degli operatori sanitari nei percorsi di cure palliative domiciliari e sarà interamente finanziato da Ho Cura. Progettazione, accreditamento e realizzazione sono stati affidati alla Fondazione Luce per la vita ETS, realtà con trent'anni di esperienza nelle cure palliative a domicilio e in hospice.
Per l'associazione albese si tratta di un impegno economico importante, direttamente collegato alla propria missione. "Tutto il denaro che abbiamo è frutto delle donazioni di gente splendida che ci aiuta e noi investiamo sempre questi soldi nel potenziamento delle cure palliative", sottolinea Saglietti.
Il percorso è stato costruito attraverso accordi tra direzione generale, direzione distrettuale e direzione delle professioni sanitarie, con l'obiettivo di individuare i professionisti da inserire nella formazione e sviluppare le competenze degli operatori dedicati alle cure palliative. Nel complesso sarà articolato in quattro moduli, con edizioni ripetute in base ai contenuti per consentire la partecipazione del maggior numero possibile di professionisti previsti dalla normativa per l'assistenza domiciliare.
Il primo passo arriverà già a ottobre all'ospedale Michele e Pietro Ferrero di Verduno. Il primo modulo avrà tre edizioni: due il 19 ottobre, rispettivamente dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14 alle 18, e una terza il 24 ottobre, dalle 8.30 alle 12.30. Il corso è accreditato ECM e questa prima parte prevede 25 partecipanti per ciascuna edizione, tra medici, infermieri, psicologi e fisioterapisti.
Si partirà dai fondamenti: postulati delle cure palliative, normativa nazionale e regionale, modello organizzativo, funzionamento della Rete delle Cure Palliative, rete locale e competenze necessarie nell'assistenza. Tra i riferimenti compare anche la legge 38/2010. Il progettista è Eugenia Malinverni, responsabile scientifica insieme a Carlo Della Pepa; tra i docenti figurano Roberto Burello, Stefania Fagiano, Eugenia Malinverni, Giuseppe Naretto e Daniela Sciancalepore.
Dietro alla formazione c'è però una necessità che Saglietti riconduce direttamente alla situazione del territorio. "Ci sono i medici e gli infermieri dell'hospice che vanno a domicilio e sono di buonissima volontà, molto competenti, ma sono pochi: non ce la fanno. C'è proprio bisogno di potenziare questa rete importantissima", afferma la presidente.
Quando l'assistenza domiciliare non è possibile, osserva Saglietti, si arriva al ricovero ospedaliero, che non può però rappresentare da solo la risposta alle esigenze di tutte le persone nel fine vita. "Io credo molto in questa cosa e sono felicissima che siamo riusciti a concretizzarla".
È un'esigenza che compare anche nelle motivazioni del progetto: molte persone in Italia terminano la propria esistenza in strutture per acuti, a domicilio o nelle RSA senza un adeguato programma di cure palliative. Da qui la necessità di azioni culturali e formative capaci di costruire modelli di assistenza accessibili e sostenibili e garantire continuità di cura tra ospedale e territorio alle persone che affrontano una malattia evolutiva irreversibile.
Dopo ottobre, Micopal proseguirà a dicembre con il secondo modulo, dedicato a "La comunicazione in situazione complessa". Le tre edizioni sono previste il 12, 15 e 17 dicembre, dalle 8.30 alle 16.30, sempre all'ospedale di Verduno. In questo caso saranno coinvolti 20 operatori per ciascuna edizione, individuati all'interno dell'Asl CN2 tra medici, infermieri, psicologi e fisioterapisti.
La formazione entrerà così in uno degli aspetti più delicati delle cure palliative: la comunicazione nelle situazioni complesse e, in particolare, il modo di affrontare una cattiva notizia. Il modulo lavorerà sulle competenze comunicative e relazionali, sui protocolli, sugli aspetti che favoriscono o ostacolano la relazione, sui principi etici dell'informazione e sulla capacità di rispondere anche alle esigenze dei familiari. Sono previsti lezioni, lavori di gruppo, discussione di filmati e role playing. Il secondo modulo assegna 13 crediti ECM.
I docenti saranno Dario Cencio, Stefania Fagiano, Filippo Laurenti ed Eugenia Malinverni. Progettista del corso è ancora Malinverni, responsabile scientifica insieme a Carlo Della Pepa.
Il percorso non terminerà a dicembre. Come anticipa Saglietti, altri due moduli sono previsti nel 2027, completando così un progetto che Ho Cura preparava da mesi e sul quale l'associazione ha scelto di concentrare una parte importante delle risorse ricevute attraverso le donazioni.
"Siamo felici perché l'Asl CN2 è contenta di avere questo corso e noi siamo contenti di poterlo finanziare", conclude Luciana Saglietti.