Un sostegno chiaro alla proposta di rendere strutturale la possibilità per i professionisti sanitari dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale di svolgere attività libero-professionale al di fuori dell'orario di servizio.
È quanto emerso dalle audizioni di ieri pomeriggio in IV Commissione Sanità del Consiglio regionale del Piemonte, dedicate alla proposta di legge al Parlamento n. 160, di cui il presidente della Commissione Luigi Genesio Icardi è primo firmatario. La convocazione prevedeva infatti due distinti momenti di approfondimento della proposta con Siiet e Anpse.
A esprimere una valutazione favorevole sono state appunto, Siiet – Società Italiana Infermieri Emergenza e Anpse – Associazione Nazionale Professionisti Sanitari in Evoluzione, intervenute nel percorso di confronto avviato attorno alla proposta. Per Siiet hanno partecipato Marco Pappalardo, responsabile per Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta, e Simona Pastore, infermiera SIIET Piemonte. Per ANPSE sono intervenuti Alberto Pautassi, infermiere e rappresentante del Direttivo, e Daniela Granatiero, tecnico della prevenzione e rappresentante del Direttivo.
Dalle due audizioni è emerso un punto di convergenza: la necessità di adeguare il quadro normativo all'evoluzione che negli ultimi anni ha interessato formazione, competenze e responsabilità delle professioni sanitarie.
Siiet ha espresso un sostegno convinto all'impianto della proposta, sottolineando come la crescita della formazione, delle competenze e dei livelli di specializzazione richieda un'evoluzione altrettanto significativa del sistema chiamato a organizzarli e valorizzarli. In questa prospettiva, la proposta Icardi rappresenta per la Società scientifica un passaggio culturale e ordinamentale, con il superamento della successione di deroghe temporanee a favore di un riconoscimento stabile e regolamentato della possibilità di svolgere attività libero-professionale al di fuori dell'orario di servizio.
Una possibilità che, secondo Siiet , non deve essere interpretata come una spinta verso il privato. Al contrario, può rappresentare uno strumento per trattenere nel Servizio Sanitario Nazionale professionalità qualificate, consentendo loro di ampliare le proprie esperienze e valorizzare le competenze acquisite senza essere costrette a scegliere tra crescita professionale e permanenza nel pubblico.
Da qui uno dei messaggi più significativi emersi nel corso dell'audizione: offrire ai professionisti "una ragione in più per non abbandonare il pubblico".
Siiet ha posto l'accento anche sul rapporto tra formazione e qualità dell'assistenza. Investire nella crescita professionale richiede tempo, impegno e risorse e il riconoscimento delle competenze acquisite può alimentare un percorso virtuoso di ulteriore formazione, mettendo nuove conoscenze ed esperienze a disposizione del sistema e della comunità. Una prospettiva che riguarda anche il cittadino, attraverso una maggiore disponibilità di competenze e possibilità di scelta nell'ambito dell'assistenza.
Favorevole anche la posizione di Anpse, che ha sottolineato la necessità di superare definitivamente una disciplina fondata sulle proroghe per arrivare a un quadro strutturale capace di offrire maggiori certezze ai professionisti.
L'associazione ha richiamato il ruolo essenziale delle diverse professioni sanitarie lungo l'intero percorso di cura: non soltanto negli ospedali, ma anche nell'assistenza territoriale, nelle Rsa, nella riabilitazione, nella prevenzione, nei servizi per la disabilità e nella salute mentale. Professionalità altamente qualificate, con competenze e responsabilità specifiche, che secondo Anpse devono trovare maggiori possibilità di espressione e valorizzazione.
Anche per Anpse uno dei temi centrali è quello dell'attrattività del sistema pubblico. Offrire maggiori opportunità professionali può contribuire a trattenere competenze preziose nel SSN, evitando che la ricerca di prospettive di crescita porti necessariamente all'abbandono del servizio pubblico.
Nel corso dell'audizione è stato affrontato anche il possibile beneficio sul versante dell'offerta assistenziale. Una maggiore disponibilità di prestazioni erogate dai professionisti sanitari – dalla diagnostica alla riabilitazione, dalle attività di laboratorio alla logopedia – potrebbe contribuire ad ampliare l'accessibilità ai servizi e, in determinati ambiti, concorrere alla risposta alle liste d'attesa.
Un percorso che, è stato sottolineato, dovrà essere accompagnato da regole precise, senza sottrarre risorse all'attività istituzionale e garantendo la sicurezza di professionisti e pazienti, il rispetto dei tempi di riposo e la piena compatibilità con l'organizzazione del servizio pubblico.
"Il sostegno espresso da Siiet e Anpse è un segnale importante – sottolinea Luigi Genesio Icardi – perché arriva da chi conosce direttamente l'evoluzione delle professioni sanitarie e le difficoltà che il sistema sta affrontando. Formiamo professionisti con competenze sempre più elevate: dobbiamo creare le condizioni perché possano esprimerle pienamente senza essere costretti a scegliere tra crescita professionale e permanenza nel Servizio Sanitario Nazionale».
La proposta di legge al Parlamento n. 160 punta a rendere strutturale la possibilità per i professionisti sanitari dipendenti del Ssn di svolgere attività libero-professionale al di fuori dell'orario di servizio, nel rispetto dell'attività istituzionale, dell'organizzazione degli enti di appartenenza e dell'assenza di conflitti di interesse.
L'obiettivo è coniugare valorizzazione professionale e tenuta del sistema pubblico, riconoscendo maggiori opportunità a chi vi lavora e mettendo ulteriormente a disposizione dei cittadini le competenze maturate.
"Non stiamo immaginando una via d'uscita dal pubblico, ma uno strumento per rafforzarlo – prosegue Icardi –. Se un professionista può crescere, valorizzare le proprie competenze e avere maggiori opportunità senza lasciare il SSN, quella crescita rimane anche patrimonio del servizio pubblico".
Nel confronto di ieri è stato richiamato anche il tema delle Rsa e delle altre realtà assistenziali che incontrano difficoltà nel reperire personale sanitario. La possibilità di avvalersi, al di fuori dell'orario di servizio, di professionisti che continuano a operare nel Ssn potrebbe rappresentare un ulteriore strumento per rispondere alle necessità di questi settori.
"La sanità è cambiata e con essa sono cambiate competenze, responsabilità e aspettative dei suoi professionisti – conclude Icardi –. La normativa deve accompagnare questa evoluzione. Il confronto con Siiet e Anpse ci conferma l'importanza di costruire regole chiare insieme alle professioni, tutelando il servizio pubblico e mettendo sempre al centro la qualità dell'assistenza ai cittadini".
Il percorso di approfondimento della proposta proseguirà in Commissione, sulla base dei contributi raccolti dalle professioni e dai soggetti coinvolti.