Politica - 22 settembre 2026, 18:03

Pentenero-Calderoni (Pd): "Autonomia differenziata senza risorse: il centrodestra spacca il Paese. E Cirio, come don Abbondio, abbassa la testa davanti a Meloni"

I consiglieri regionali contestano il percorso del Governo e chiedono garanzie su sanità, scuola e servizi: “Il Piemonte non può pagare il prezzo di un'autonomia senza adeguati trasferimenti”

"Il Partito Democratico ha espresso voto contrario sull'autonomia differenziata, un provvedimento che rischia di cambiare in profondità il rapporto tra Stato, Regioni e Comuni e non l'ha fatto per opposizione ideologica al tema: proprio la Giunta di centrosinistra guidata da Chiamparino aveva avviato un negoziato formale con lo Stato per ottenere maggiore autonomia su specifiche materie, ma era stata la Regione ad avanzare le richieste, non erano state calate e imposte dall'alto! Il Governo Meloni ha scelto, invece, la strada della propaganda, ignorando la complessità del tema e blindando le pre-intese con una procedura accelerata, nonostante il dissenso di molte Regioni e il parere contrario dell'ANCI e dell'UNCEM. È un punto di non ritorno che rischia di frammentare i diritti fondamentali e di trasformare l'Italia in una somma di piccoli Stati indipendenti, con regimi normativi diversi su sanità, scuola, professioni, finanza pubblica e rapporti internazionali" dichiarano la Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale, Gianna Pentenero e il Consigliere regionale del Partito Democratico Mauro Calderoni.

"Sanità e scuola sono già oggi materie nelle quali le Regioni esercitano forme di autonomia. Lo sappiamo bene: ogni giorno ci confrontiamo con la gestione dei servizi sanitari, con il personale scolastico, con le reti territoriali. Ma proprio per questo, è evidente che senza trasferimenti adeguati, senza risorse certe, senza una diversa organizzazione dei servizi, l'autonomia non rafforza i territori: li divide. La Corte Costituzionale, già nel 2024, aveva censurato i pilastri della legge Calderoli, evidenziando che un'autonomia "a risorse zero" produrrà inevitabilmente diseguaglianze profonde. La scelta di equiparare i LEP ai LEA del 2017 – quando otto Regioni erano già inadempienti – cristallizza le differenze e apre la strada a una sanità a due velocità, dove chi vive nelle aree più fragili del Piemonte o del Paese avrà servizi peggiori e tempi di attesa più lunghi" affermano gli esponenti dem.

Pentenero e Calderoni aggiungono: "Siamo stati messi di fronte a un pacchetto di competenze di ripiego, prive di autonomia fiscale e con un ruolo del Consiglio regionale mortificato. A questo si aggiunge la scelta del Governo di cancellare il bollo auto, una tassa regionale, scaricando sulle Regioni il peso di minori entrate che rischiano di tradursi in tagli a sanità, trasporti, welfare e servizi ai Comuni. Ancora una volta si promettono sgravi senza indicare risorse certe per compensare i territori, aggravando le conseguenze di un'autonomia differenziata già priva degli strumenti necessari per garantire equità e coesione sociale. Dopo trent'anni di propaganda sul trattenimento delle tasse e sulle 23 materie, il Governo presenta un pacchetto ridotto al minimo sindacale. Analizzando gli ambiti proposti – protezione civile, professioni, previdenza complementare e sanità – emerge chiaramente che la gran parte delle funzioni è già esercitabile dalle Regioni, oppure prevede ampliamenti talmente condizionati dal controllo statale da risultare puramente nominali. In sanità non arrivano nuove risorse e la previsione sui fondi integrativi rischia di creare un sistema che discrimina i cittadini per reddito e territorio, consolidando una sanità a due velocità".

"Ribadiamo che nessuna riforma può essere calata dall'alto senza il coinvolgimento dei territori. L'ANCI ha espresso un parere durissimo: i Comuni non sono stati coinvolti. Sono i sindaci a garantire ogni giorno servizi sociali, scuola, trasporto locale, protezione civile. Rafforzare le Regioni indebolendo i Comuni è un errore istituzionale che pagheranno i cittadini. Il Partito Democratico ha sempre proposto un modello di autonomia solidale, cooperativa e costituzionale, non un regionalismo competitivo che mette i territori l'uno contro l'altro. L'autonomia deve servire a rendere le istituzioni più efficienti e vicine ai cittadini, non a creare nuovi confini e nuovi muri. Ma Cirio, come don Abbondio con i bravi, si limita ad abbassare la testa e ad accettare, ancora una volta, le imposizioni di Roma, invece di difendere il Piemonte e i suoi cittadini!" concludono i Consiglieri Pd.

c.s.