Sono stati due giorni di incontro, memoria e riflessione, ma soprattutto sono stati due giorni capaci di ricordare che "un anniversario non rappresenta un punto di arrivo".
Al Monastero di San Biagio di Mondovì si è conclusa la celebrazione dei 30 anni di Casa do Menor Italia, un appuntamento che ha riunito volontari, sostenitori, benefattori e amici dell'associazione insieme al fondatore Padre Renato Chiera.
Un traguardo importante, inserito in un anno ancora più significativo per l'intera realtà: "40 anni di Casa do Menor in Brasile e cinque anni della missione in Guinea-Bissau".
Sabato 19 e domenica 20 settembre il Monastero è diventato così il luogo nel quale ripercorrere una storia fatta di persone, accoglienza e impegno, ma anche quello nel quale guardare con attenzione ai prossimi anni.
Perché dietro alle celebrazioni c'è una questione estremamente concreta: "continuare a trovare le risorse necessarie per sostenere i progetti".
La due giorni si è sviluppata tra momenti di conoscenza del territorio, incontri di aggiornamento sulle attività in Italia, Brasile e Guinea-Bissau, celebrazioni religiose e momenti conviviali.
Domenica mattina il confronto pubblico sul tema: "Essere presenza: relazioni che generano futuro" ha portato al Monastero Padre Renato Chiera, Alessandro Gisotti, Ezio Aceti e Ivana Borsotto, in un dialogo dedicato al valore della presenza accanto alle persone più fragili.
Ma proprio nel racconto di questi trent'anni è emerso con forza quanto il sostegno economico dei tanti amici di Casa do Menor sia stato e continui a essere decisivo.
Per circa 25 anni l'attività italiana dell'associazione è stata portata avanti da un piccolo ufficio a Roracco, frazione di Villanova Mondovì. Nel tempo quella realtà è cresciuta, fino al trasferimento al Monastero di San Biagio e alla costruzione di una struttura organizzativa più articolata. "Oggi Casa do Menor Italia conta su una squadra di volontari e tre collaboratori e, secondo i dati forniti dall'associazione, attraverso le attività sviluppate in Italia riesce a raccogliere oltre il 40% del fabbisogno della realtà in Brasile".
È un numero che spiega meglio di molte parole perché le donazioni rappresentino un elemento centrale.
Casa do Menor non opera infatti soltanto attraverso iniziative di sensibilizzazione. In Brasile porta avanti case famiglia, accoglienza, formazione professionale, attività per adolescenti e giovani, asili, iniziative sportive e culturali, sviluppo comunitario e percorsi di recupero dalle dipendenze. Sono progetti che hanno come destinatari bambini, ragazzi, giovani e famiglie che vivono situazioni di vulnerabilità.
E per continuare a farlo servono risorse.
Le parole di Padre Renato Chiera (GUARDA IL VIDEO)
La stessa Casa do Menor sottolinea come le attività di raccolta fondi realizzate in Italia siano fondamentali per finanziare i progetti della Casa do Menor São Miguel Arcanjo. Durante l'anno vengono organizzati eventi, iniziative solidali, attività con i volontari e campagne di raccolta che permettono di mantenere attivo questo collegamento tra il territorio italiano e i progetti in Brasile.
"Il messaggio che arriva dal Monastero di San Biagio, dunque, è semplice: festeggiare trent'anni significa anche assumersi la responsabilità di permettere a questa storia di continuare".
Non soltanto ricordando ciò che è stato fatto, ma sostenendo ciò che dovrà ancora essere fatto.
La stessa filosofia è racchiusa nelle parole di Padre Renato Chiera, che ha ricordato come la storia di Casa do Menor sia fatta di «volti, incontri e mani tese» e come l'obiettivo continui a essere quello di stare accanto a chi si sente dimenticato, offrendo ai bambini e ai giovani la possibilità di costruire il proprio futuro.
"Una mano tesa, oggi, può tradursi anche in una donazione".
Casa do Menor Italia ETS permette di sostenere i progetti attraverso carta di credito, PayPal, Satispay, bonifico bancario e conto corrente postale. L'associazione ricorda inoltre che, trattandosi di un Ente del Terzo Settore, le donazioni possono beneficiare delle specifiche agevolazioni fiscali previste dalla normativa.
C'è anche la possibilità di sostenere una "adozione a distanza": Casa do Menor indica un costo di mantenimento di circa 1.000 euro all'anno per un bambino accolto, comprendendo alimentazione, vestiario, scuola e cure mediche, precisando però che è possibile contribuire anche con quote inferiori e costanti.
Il traguardo dei 30 anni, insomma, è stato celebrato. Ma il vero significato della due giorni di Mondovì è andato oltre la festa.
"Casa do Menor ha raccontato ciò che è stato costruito in tre decenni e, contemporaneamente, ha ricordato che il futuro di quei progetti dipende anche dalla capacità di continuare a coinvolgere persone, famiglie, imprese e sostenitori".
Dal Monastero di San Biagio è ripartito così un appello concreto: "la storia continua, ma per continuare ad accogliere, formare e offrire una prospettiva a chi nasce in condizioni di fragilità servono ancora volontari, attenzione e soprattutto donatori".
Perché dopo trent'anni, per Casa do Menor, il modo più concreto di festeggiare non è soltanto guardare indietro. "È fare in modo che ci siano altri trent'anni da raccontare".