Politica - 20 settembre 2026, 17:10

Oltre cento cuneesi a Pontida, Bergesio: "La Lega deve continuare a essere il sindacato del territorio"

Il senatore della Granda al raduno con la delegazione provinciale. Giletta, commissario provinciale del movimento giovani: "Vogliamo essere protagonisti del presente con opportunità per vivere e non con sussidi per sopravvivere". Intanto il leader Salvini annuncia un congresso straordinario a ottobre per risanare possibili spaccature

Cento cuneesi a Pontida per il primo Raduno della Lega senza il fondatore del partito Umberto Bossi, scomparso proprio quest'anno a cui è stato intitolato il "sacro prato".
Un tributo che arriva all'indomani del giorno del compleanno: ieri, sabato 19 settembre, il Senatur avrebbe compiuto 85 anni. Una targa per "colui che per primo diede voce al suo popolo e orgoglio alla sua terra".

Non solo: da Pontida arriva anche l'annuncio di Salvini: «Non voglio divisioni, facciamo congresso straordinario a ottobre» e poi incalza: «Chi è a caccia di poltrone non le troverà a casa nostra. Non voglio perdere tempo e non voglio cedere il microfono a chi insulta la Lega e la infanga. Certa gente senza dignità non può avere parola dove c'è l'Alberto da Giussano, certa gente è solo a caccia di poltrone e non le troverà a casa nostra» ha tuonato dal palco di Pontida.

L’annuncio a sorpresa di Matteo Salvini arriva alla fine, quando le tensioni che avevano preceduto Pontida tra i fedeli al segretario e il fronte nordista sembravano essere state messe sotto al tappeto, limitate a qualche sparuto coro o striscione.
«Domani convocherò il consiglio federale della Lega e proporrò di convocare nel mese di ottobre un congresso straordinario per decidere insieme come marciare uniti e compatti».

È la notizia che spiazza, l’annuncio di quello che può trasformarsi in un referendum sulla leadership del “Capitano”. Come si comporteranno ora i nordisti? Come risponderà la provincia di Varese, i cui amministratori, giunti sul Pratone intitolato oggi a Umberto Bossi, avevano ripetuto che la Lega è e resta una sola?
La prima «voce fuori posto» dopo il congresso, «che danneggia il lavoro di decine di migliaia di militanti in tutta Italia, dovrà spiegare a voi perché continua a fare il gioco della sinistra», è l’avvertimento del leader, che lascia il palco sulle note di Eye of the Tiger.

Bergesio 

E' sempre una Pontida straordinaria – commenta il senatore cuneese Giorgio Maria Bergesio -, un momento in cui si fa il confronto con gli anni precedenti, tenendo conto che siamo al governo dal 2022, e le tante cose fatte. Un'occasione anche di programmazione futura e verso questo anno che ci separa dalla fine della legislatura. Dalla provincia di Cuneo siamo tanti, oltre 100 persone qui oggi a sostegno del partito e a portare la voce del territorio, perché la Lega deve continuare a essere il sindacato del territorio. Lo sta facendo con il nostro leader Matteo Salvini. Stiamo lavorando benissimo sia al governo sia come Lega, ma dall'altra parte dobbiamo continuare a lavorare e a costruire. Lasciamo da parte i sondaggi e guardiamo invece la realtà dei fatti”. 

E non manca infine il ricordo al fondatore Bossi. 

“Ci manca davvero tanto. Proprio per lui e in continuità con quanto ha fatto dobbiamo proseguire verso l'autonomia, il federalismo, la sicurezza, il lavoro, le questioni legate ai nostri territorio che sono fondamentali. Sulle infrastrutture si sta facendo un grandissimo investimento. Questo è il vero valore della nostra Lega oggi”.

E infine ribadita la rotta nel segno dell'unità anche da Bergesio che rimette agli organi di informazioni la responsabilità di alimentare il dibattito su fratture interne al partito.

“Dibattito solo sugli organi di informazione – afferma senza dubbi -:nessuno mette in discussione il nostro leader che è stato eletto ad un congresso un anno fa e ha tutte le carte in regola per continuare a fare bene come ha sempre fatto. Attorno ci sono delle legittime aspettative e quelle che competono i temi e gli argomenti ben vengano, ciascuno nel proprio ruolo deve fare bene, se poi ci sono delle ambizioni particolari queste devono però uscire al momento e nella sede opportune. Diversamente – conclude - , dobbiamo fare squadra, lavorare insieme, uniti e forti come abbiamo sempre fatto”.


Giletta


Gabriele Giletta, sindaco di Villanova Solaro, tra i sindaci più giovani di Italia, e commissario provinciale della Lega Giovani ha partecipato a Pontida Giovani ieri, sabato 19 settembre.

Un momento emozionante, ma anche molto importante – racconta -. Un approfondimento dedicato agli amministratori locali della Lega, ai tanti sindaci, ai consiglieri comunali, provinciali e regionali. La Lega si conferma un partito fortemente radicato al territorio. E i giovani anche ieri hanno confermato la loro volontà di essere protagonisti del presente, senza bisogno di sussidi per sopravvivere, ma di opportunità per vivere”

Il contributo delle nuove generazioni all'interno del movimento per Giletta risulta “fondamentale sui singoli territori per la loro forza ed energia identitarie che poi trasmettono ai militanti”

Sul momento di difficoltà che starebbe attraversando la Lega Giletta conferma coesione: “Siamo un partito fortemente unitario, continua a fare e a essere la solita Lega che deve occuparsi dei territori e della gente per dare voce anche a tutti i Comuni, compresi quelli più piccoli”. Citando poi il fondatore Bossi ricorda infine che “è un partito che parla alle persone e dà forza ai territori”.
 

L'omaggio a Bossi

Il raduno è iniziato come da tradizione con l'omaggio ai "militanti che non ci sono più e che combattono con noi dall'alto". A fare gli onori di casa il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alessandro Morelli. Il segretario Matteo Salvini, inquadrato dalle telecamere era al lato del palco, insieme ai giovani, ad assistere raccolto al momento di omaggio, accompagnato dalla musica della cornamusa. La prima immagine della lunga carrellata di leghisti morti nel 2026 è stata quella di Bossi, morto lo scorso 19 marzo. Al senatur è stato dedicato poi un lungo video, con immagini di repertorio e gli slogan più noti, accompagnati da diversi applausi. Al termine del video-omaggio, dal pratone si è levato il grido 'Bossi, Bossi'. Poi il 'Va pensiero' cantato dal tenore Davide Pastorino.

Salvini accolto su palco con ovazione

Un'ovazione ha accolto Matteo Salvini sul palco di Pontida. Per lui oltre cinque minuti di applausi, con la folla che grida "Matteo, Matteo". Lui, con addosso una t-shirt bianca, ha risposto mettendosi la mano sul cuore e con un gesto di gratitudine, indicando le persone che lo applaudono dal pratone. Si è levato poi il coro "c'è solo un capitano". "Grazie, è già difficile parlare, me lo rendete ancor più complicato. Grazie dal profondo del cuore, ma non vorrei farvi fare troppo tardi", ha detto lui, prima di iniziare il suo intervento.

"Si vince uniti e la Lega è e sarà più unita che mai", ha affermato salvini che ha aperto il suo intervento con un attacco ai giornali e ha ricordato che "la Lega non ha padroni e non è in vendita". "C'è qua qualche giornalista a inventare e screditare", scrivono che "il pratone è vuoto, che Pontida è vuota. Guardate come è vuota Pontida e fatevi sentire da questi servi di regime che odiano la libertà", ha detto Salvini dal palco. Il riferimento, esplicitato dal vicepremier, era a un articolo sul sito del Foglio. "In questo articolo ancor più surreale viene usata una parola per definire voi: 'mercenari'". E poi, rivolgendosi a "questi servi di un regime destinato a morire", Salvini ha intimato: "Sciacquatevi la bocca quando parlate della Lega di Pontida, quando parlate di libertà, di un terreno sacro che ci sarà sicuramente molto più a lungo delle vostre testate che rispondono al padrone di turno. Non dovete avere paura se scrivete queste infamie, perchè il popolo di Pontida è pacifico, ma fossi in voi proverei tanta vergogna". E dalla folla si è alzato il grido "vergogna, vergogna".

Calderoli: "Lega unica e unitaria sotto guida segretario"

La Lega "è unica e unitaria, sotto la guida del segretario eletto dal congresso". Lo ha detto nel suo intervento a Pontida il ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Roberto Calderoli, che sul palco ha portato un ramoscello di ulivo, per simboleggiare proprio l'unità del partito e l'ampolla con l'acqua del Po.

"Io ne sono custode e l'ho riportata oggi, perché per me è il Santo Graal dell'autonomia, del federalismo e della dichiarazione di indipendenza della Padania", ha detto il ministro. "Qualcuno - ha aggiunto - forse sorriderà, ma è storia. Senza quella minaccia nel '96 non avremmo vinto agli uninominali. Senza quella ampolla col cavolo che avremmo ottenuto dalla sinistra la modifica del titolo quinto della Costituzione".

Bossi "nel 2012 disse 'piuttosto che dividere la Lega io faccio un passo indietro'. E l'ha fatto chi la Lega l'ha creata. Lui l'ha fatto e credo che oggi come dirigenti, un esamino di coscienza sia necessario farlo", ha detto ancora Calderoli. Un esame di coscienza "a partire da me stesso, dal nostro segretario Salvini, a partire dai governatori e di tutti i segretari regionali. Siamo disposti a dire che prima viene la Lega e poi vengono gli uomini e le donne? Io sono convinto di sì", ha detto Calderoli, invitando i "fratelli coltelli ad andare da un'altra parte, qui non c'è posto".

(Afe-Alb/Adnkronos)

Redazione