Farinél - 20 settembre 2026, 12:25

FARINÉL / Bra’s, quando una festa diventa comunità

La Salsiccia di Bra, le persone arrivate da tutta Italia e quell’emozione che resta anche quando la piazza si svuota

È sempre difficile parlare di un evento a cui hai lavorato per così tanto tempo. Perché quando lo vivi da dentro non sai mai bene dove finisca la fatica e dove cominci la felicità. Ti restano addosso le corse, le telefonate, le riunioni con il direttore Luigi Barbero, la direttrice artistica Valentina Moretto e tutto lo staff di Ascom Bra, le preoccupazioni, i dettagli da sistemare fino all’ultimo minuto. E poi, all’improvviso, arriva la gente. Arrivano i volti. Arriva Bra’s.

E allora capisci che tutto quel lavoro aveva un senso. Lo capisci quando vedi persone arrivate da tutta Italia per la Salsiccia di Bra, per assaggiarla, per conoscerla, per viverla dentro la città. Non solo turisti, non solo appassionati, ma persone vere, ognuna con la propria storia, con il proprio modo di esserci, con la propria curiosità.

Mi ha emozionato vedere arrivare tanti ciechi, in gran numero, dentro una festa pensata per essere davvero di tutti con il progetto “Vista senza limiti” di Confcommercio Cuneo.

Mi ha emozionato la signora di novant’anni partita da Torino in treno, perché certe passioni non hanno età e certe giornate meritano il viaggio. Mi ha fatto sorridere quel cane con la spilla di Bra’s, piccolo simbolo di una partecipazione semplice, spontanea, persino tenera.

Questo è stato e continuerà a essere oggi Bra’s: un grande evento di popolo. Non una festa urlata, non un’esagerazione, non una vetrina fredda. Una festa piena, ordinata, viva. Un posto dove famiglie, amici, giovani, anziani, curiosi e innamorati del gusto hanno potuto stare insieme senza eccessi, senza bisogno di strafare, con una sola voglia comune: divertirsi e degustare prodotti che raccontano una grande storia di territorio.

Forse è proprio questo che mi porto a casa. Non soltanto il successo, non soltanto i numeri, non soltanto l’orgoglio di vedere Bra al centro dell’attenzione. Mi porto a casa gli sguardi, i passi, le mani tese, le storie che si sono incrociate sotto lo stesso nome. Mi porto a casa l’emozione di una città che sa accogliere e di un prodotto che sa raccontare molto più del suo sapore.

Bra’s è stato questo: la Salsiccia di Bra diventata incontro, piazza, sorriso, appartenenza. E quando un evento riesce a far sentire tutti parte della stessa festa, allora vuol dire che non è stato solo organizzato bene. Vuol dire che ha avuto un’anima.

Per questo, quando le luci si abbassano e la piazza lentamente si svuota, resta qualcosa che non si misura. Resta il rumore bello della gente che c’è stata, resta la gratitudine per chi ha creduto in questa idea, resta l’orgoglio di una comunità che, per qualche giorno, ha saputo aprire le braccia e dire a tutti: questa è Bra, questa è casa nostra, entrate e fate festa con noi. E se alla fine ti viene un nodo in gola, non è stanchezza. È la consapevolezza rara e preziosa di aver vissuto qualcosa che resterà.

Marcello Pasquero