La lettera aperta sulla sicurezza sottoscritta ad agosto dai sindaci delle sette sorelle della provincia di Cuneo – Alba, Bra, Cuneo, Fossano, Mondovì, Saluzzo e Savigliano – insieme a Borgo San Dalmazzo e Busca avrà il suo primo seguito istituzionale: mercoledì 23 settembre i nove primi cittadini saranno ricevuti in Prefettura a Cuneo.
A comunicarlo in Consiglio comunale è stato il sindaco Alberto Gatto, rispondendo all'interrogazione del consigliere Luciano Giri sugli sviluppi dell'iniziativa.
Il documento, sottoscritto il 19 agosto, aveva posto al centro una questione condivisa dai nove amministratori: la distanza tra le richieste di maggiore sicurezza che arrivano ai sindaci e gli strumenti effettivamente a loro disposizione, considerando che le competenze in materia di ordine e sicurezza pubblica fanno capo allo Stato. Alla lettera aveva risposto l'11 settembre il prefetto Mariano Savastano, richiamando la necessità di una collaborazione tra istituzioni e manifestando la disponibilità ad approfondire le situazioni dei singoli territori.
È da questo scambio che nasce la convocazione annunciata in aula.
"Abbiamo deciso come sindaci di prendere carta e penna e sottoporre questa riflessione alla comunità della provincia di Cuneo", ha ricordato Gatto, spiegando come l'iniziativa sia maturata dopo episodi e situazioni di tensione sociale registrati non soltanto ad Alba, ma anche a Cuneo e in altre città.
Il sindaco ha quindi riportato il confronto sulle competenze degli enti locali. I Comuni possono intervenire attraverso la Polizia Locale e con strumenti come la riqualificazione urbana e la pianificazione degli spazi, mentre ordine pubblico e sicurezza rientrano nelle competenze dello Stato.
"C'è una pressione da parte della cittadinanza che chiede più sicurezza, ma se non sono i sindaci e le amministrazioni ad avere le possibilità di agire in modo concreto, se non con quella che è la nostra forza della Polizia Locale, si fa davvero fatica a dare risposte", ha osservato Gatto. Anche gli interventi di riqualificazione, ha aggiunto, possono contribuire a rendere alcune zone più sicure, ma "spesso non basta".
Da qui il valore attribuito alla risposta arrivata dalla Prefettura. "Il dialogo è aperto, ed è una cosa molto positiva", ha sottolineato il sindaco. "Siamo stati convocati, questi nove sindaci, in Prefettura, dove avremo una riunione con il prefetto per condividere con lui le situazioni che viviamo e che abbiamo ripreso nella lettera".
Il tema ha una ricaduta diretta anche ad Alba, dove la sicurezza è stata recentemente al centro del confronto nel quartiere Piave. Lunedì 21 settembre è previsto un nuovo incontro tra cittadini e Carabinieri, dopo le richieste emerse durante la partecipata Giunta itinerante del 9 settembre.
Gatto ha inoltre indicato come probabile, ma al momento non confermata, una successiva convocazione di Comitati per l'ordine e la sicurezza pubblica nei singoli territori, per approfondire le rispettive situazioni. Il confronto potrà poi proseguire anche nelle commissioni consiliari competenti, entrando nel merito dei dati su furti, reati, segnalazioni e denunce.
Nella replica Luciano Giri ha valutato positivamente il rapido seguito dato alla lettera, richiamando però la necessità che agli incontri seguano risultati concreti. Tra gli aspetti indicati dal consigliere anche la formazione della Polizia Locale nell'affrontare situazioni di difficoltà e insicurezza.
"La complessità del problema della sicurezza ha necessità di una complessità di risposte che non possono arrivare solo dal sindaco e dagli enti locali", ha concluso Giri.