Cronaca - 17 settembre 2026, 08:26

Carceri di Alba e Saluzzo, aggressione a un agente e telefoni cellulari sequestrati

Nuovi episodi segnalati dall’Osapp nei due istituti penitenziari cuneesi: ad Alba un detenuto avrebbe aggredito un agente, a Saluzzo diversi dispositivi sono stati trovati durante le perquisizioni e in un pacco destinato a un detenuto

Nuovi episodi segnalati dall’Organizzazione sindacale autonoma di Polizia penitenziaria (Osapp) negli istituti di Alba e Saluzzo. Nella giornata di martedì 15 settembre, alla Casa di reclusione di Alba un detenuto italiano avrebbe aggredito un agente della Polizia Penitenziaria con alcune spinte e uno schiaffo al volto. Successivamente, dopo aver nuovamente forzato un cancello, avrebbe impugnato un bastone da scopa e rivolto altre minacce al personale. L’agente è stato accompagnato al Pronto soccorso per gli accertamenti sanitari.

Sull’episodio è intervenuto Leo Beneduci, segretario generale dell’Osapp, che ha denunciato le condizioni di lavoro del personale. “Ormai il carcere di Alba è totalmente fuori controllo e le carceri vanno avanti soltanto grazie ai sacrifici quotidiani della Polizia Penitenziaria. Con organici ridotti di circa il 30%, gli istituti sono allo sfascio e alla deriva. Non è più accettabile che la sicurezza venga garantita esclusivamente dal sacrificio degli agenti”.

Il segretario dell’Osapp chiede quindi interventi sul sistema penitenziario. “Servono interventi immediati. Non possiamo aspettare che accada qualcosa di irreparabile prima che qualcuno si assuma le proprie responsabilità”.

A Saluzzo, invece, sono diversi i sequestri di telefoni cellulari e materiale destinato al loro utilizzo effettuati negli ultimi giorni dal personale della Polizia Penitenziaria della Casa di reclusione Morandi.

Durante una perquisizione effettuata nella mattinata di martedì 15 settembre nella 9ª sezione, che ospita circa 400 detenuti sottoposti al regime di Alta Sicurezza, gli agenti hanno trovato nella stanza adibita a barberia due smartphone Samsung, uno dei quali a conchiglia, dieci caricabatterie, cinque cavi con adattatore jack, una batteria ricaricabile da 9 volt e un power bank. Il materiale era nascosto nel foro di scarico del lavandino.

Altri accessori sono stati individuati nel frigorifero della saletta destinata alla socialità: un caricabatterie, due cavetti e un ulteriore cavetto con adattatore jack.

Sempre a Saluzzo, nella giornata di ieri, mercoledì 16 settembre, un ulteriore rinvenimento è avvenuto durante il controllo di un pacco destinato a un detenuto. All’interno sono stati scoperti tre microtelefoni, due smartphone, caricabatterie e numerosi cavetti. Gli apparecchi erano stati nascosti sotto le suole di due paia di scarpe e sono stati individuati prima che il pacco venisse consegnato al destinatario.

Secondo quanto riferito dall’Osapp, il detenuto destinatario del pacco è ristretto nel circuito dell’Alta Sicurezza ed è indicato dal sindacato come appartenente alla criminalità organizzata di matrice ’ndranghetista.

Beneduci ha commentato anche il sequestro del materiale nel pacco. “Ormai il carcere rischia di trasformarsi in un vero e proprio call center abusivo. Tre microtelefoni, due smartphone e una quantità di accessori nascosti nelle scarpe rappresentano un ulteriore segnale della pressione alla quale sono sottoposti quotidianamente gli istituti penitenziari”.

Il segretario dell’Osapp ha sottolineato il ruolo svolto dagli agenti nei controlli. “Ancora una volta è stata la professionalità della Polizia Penitenziaria a impedire l’ingresso di questi apparecchi. Un risultato ottenuto nonostante le gravissime carenze di organico che continuano a caratterizzare il sistema penitenziario”.

Il sindacato chiede un rafforzamento degli organici, maggiori investimenti nei sistemi tecnologici di controllo e risorse specifiche per contrastare l’introduzione e l’utilizzo illecito dei telefoni cellulari negli istituti penitenziari.

“Non possiamo pensare che sia sempre e soltanto la Polizia Penitenziaria a dover colmare le falle del sistema. Siamo stati abbandonati da tutti”, ha aggiunto Beneduci, che ha infine rivolto un ringraziamento agli agenti impegnati nei controlli: “A questi uomini e a queste donne va il nostro ringraziamento. La loro professionalità e la loro intelligenza operativa sono una garanzia fondamentale per la sicurezza dell’istituto e della collettività”.

redazione