Passeggiate in gruppo, attività motorie, laboratori culturali e momenti di socializzazione possono trasformarsi in veri e propri strumenti di salute. È il principio alla base della prescrizione sociale avviata dall'Asl Cn2 attraverso la sperimentazione del "Progetto Ponte" (Percorsi Organizzati per le malattie Neurodegenerative: Territorio e Empowerment sociale), sostenuto finanziariamente dalla Fondazione Crc in stretta collaborazione con le realtà socio-assistenziali del territorio.
L'iniziativa parte dalla consapevolezza che il benessere individuale dipende anche da fattori relazionali: solitudine, isolamento, sedentarietà e fragilità psicologica incidono profondamente sulla qualità della vita. Accanto alle classiche terapie farmacologiche o alle prestazioni cliniche, i professionisti sanitari potranno ora prescrivere opportunità di partecipazione presenti nella comunità. Il percorso vede integrati gli infermieri di famiglia e comunità (Ifec), gli psicologi, i medici di medicina generale e gli specialisti.
Come spiega Mario Grimaldi, responsabile della gestione operativa territoriale: "Gli Ifec, grazie alla prossimità con la popolazione e alla conoscenza delle risorse territoriali, svolgono un ruolo importante nella valutazione globale della persona e nell'accompagnamento verso le opportunità offerte dalla comunità". A integrare l'approccio è Ileana Agnelli, direttore della struttura di Psicologia: "Lo psicologo contribuisce alla lettura dei bisogni psicologici e relazionali e al sostegno motivazionale, favorendo la partecipazione attiva".
Per facilitare l'incontro tra domanda e offerta di salute, la responsabile Progetti, Ricerca e Innovazione Giuliana Chiesa evidenzia l'impiego di un nuovo supporto informatico: "Il progetto prevede la sperimentazione di un software appositamente sviluppato per la prescrizione sociale, che faciliterà l'individuazione e il collegamento con le opportunità presenti nella comunità e consentirà di monitorare i percorsi attivati".
L'iniziativa coinvolge diversi partner locali, tra cui la Convenzione per la gestione associata dei Servizi Socio Assistenziali dell'Ambito di Bra, il Consorzio Socio Assistenziale Alba-Langhe-Roero, la Cooperativa Sociale Progetto Emmaus e la Fondazione dei Santi Lorenzo e Teobaldo. Ad oggi sono oltre venti le attività già mappate sul territorio, comprese le Palestre della Memoria.
La referente Health Equity Audit e coordinatrice del Piano Locale della Prevenzione Daniela Alessi ricorda come queste attività si affianchino a progetti consolidati come "Argento Attivo", i gruppi di cammino e i corsi per i caregiver, avvalendosi anche del supporto della rete di volontari delle Sentinelle della Salute.
In questa prima fase, avviata ufficialmente il giovedì 17 settembre 2026 a Verduno, la sperimentazione si rivolge in particolare agli over 65 con fragilità cognitive o sociali, alle persone affette da patologie neurodegenerative (come demenza, Parkinson o sclerosi multipla) e ai loro caregiver, valorizzando il ruolo centrale delle Case della Comunità.
"Per aiutare qualcuno a stare meglio non è sufficiente intervenire solo sulla malattia, ma occorre creare le condizioni perché la persona possa mantenere relazioni, interessi e autonomia – sottolinea il direttore generale dell'Asl Cn2 Paola Malvasio –. La vera missione è trasformare le risorse della nostra comunità in strumenti accessibili e integrati nei percorsi di cura".
Apprezzamento per il modello è giunto anche dall'assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi: "La prescrizione sociale è un esempio concreto di come la sanità possa dialogare con il territorio. La prevenzione non si fa soltanto negli ambulatori: si costruisce anche attraverso le relazioni e la capacità di non lasciare sole le persone più fragili".