Trentanove anni di vita sacerdotale, quella di monsignor Derio Olivero. Trentanove anni di cammino, di incontri, di celebrazioni, di gioie e difficoltà vissute insieme e di una comunità pastorale cresciuta passo dopo passo.
Era il 12 settembre del 1987 quando veniva ordinato, all'età di 26 anni, nella chiesa parrocchiale di San Bernardo, a Roata Chiusani, frazione di Centallo, dall'allora vescovo di Fossano Severino Poletto.
Un cammino sacerdotale, quello di monsignor Olivero, guidato dalla testimonianza di una vita spesa per la difesa e la tutela dei più deboli, in perfetta osservanza con il carisma di papa Francesco. Proprio il Santo Padre, riconoscendo in lui profonde doti di guida pastorale, lo nominò vescovo di Pinerolo il 7 luglio 2017. L'ordinazione episcopale avvenne l'8 ottobre nella cattedrale di Fossano dall'allora arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia, co-consacranti i vescovi Piero Delbosco e Pier Giorgio Debernardi, e il successivo 15 ottobre fece il suo ingresso ufficiale nella diocesi.
La letizia, unita alla serenità evangelica, traspira in tutta la pastorale di monsignor Olivero, che ogni giorno continua a dire il suo «Sì» a Dio, per essere missionario del Suo amore, esortando fedeli e pellegrini alla fiducia, oltre che alla speranza.
Anche le sue omelie sono un invito instancabile ad affacciarsi sul mondo e vivere la vita con pienezza, abbandonandosi alla Parola di Dio. Riflessioni e pensieri che rappresentano un ulteriore patrimonio per attingere quasi alla sua stessa anima e alla sua passione evangelica.
Di tutto questo ne ha fatto esperienza la popolazione braidese che l'8 settembre scorso si è stretta in un abbraccio al vescovo classe 1961 originario di Roata Chiusani, arrivato a Bra, per presiedere la solenne processione in onore della Madonna dei Fiori e celebrare la Santa Messa a conclusione della festa patronale.
Nell'omelia ha parlato dell'importanza della Chiesa in uscita, testimoniata dal lungo corteo per le vie cittadine. Parole che hanno trovato un'ulteriore risposta subito dopo la celebrazione. All'uscita dal Santuario, infatti, il saluto ufficiale si è trasformato in una lunga serie di incontri personali. Molti fedeli hanno voluto stringere la mano al vescovo, mentre lui stesso è tornato verso le persone rimaste accanto alla navata per salutarle una ad una.
Un altro modo per ricordarci che siamo nel cuore di Dio, un Dio che è puro e semplice amore infinito. Grazie don Derio, ad multos annos!