Scuola e corsi - 14 settembre 2026, 09:35

Primo giorno di scuola, il Grandis di Cuneo entra nella sua nuova, bellissima casa [FOTO]

Stamattina una festa e un momento di accoglienza speciale per gli studenti che hanno varcato la soglia del nuovo istituto

È un primo giorno di scuola che difficilmente dimenticheranno.

Non soltanto perché per i circa 270 ragazzi delle 14 classi prime dell’Istituto Grandis comincia oggi il percorso delle superiori, ma perché la prima campanella li ha accolti in una scuola completamente nuova.

Questa mattina, lunedì 14 settembre, gli studenti hanno infatti fatto il loro ingresso nella nuova sede di corso Alcide De Gasperi, l’edificio nato sulle macerie dell’ex Provveditorato agli studi e realizzato nell’ambito del grande piano di edilizia scolastica, con il contributo dei fondi Pnrr.

Ad attenderli, nell’anfiteatro della scuola, c’erano la dirigente scolastica Milva Rinaudo, il presidente della Provincia Luca Robaldo, la sindaca di Cuneo Patrizia Manassero, il dirigente provinciale Fabrizio Freni, che ha guidato la complessa operazione di edilizia scolastica, e il direttore dei lavori, l’ingegner Andrea Breida di Mondovì.

In tanti sono arrivati accompagnati dalle famiglie, per condividere un momento che per il Grandis rappresenta una vera svolta.

L’accoglienza è cominciata con la musica, sulle note di Buon viaggio di Cesare Cremonini. Un titolo che sembrava fatto apposta per accompagnare l’inizio di questo nuovo percorso.

Grande emozione nelle parole della dirigente Milva Rinaudo, che ha ricordato soprattutto il lavoro di squadra che ha permesso di arrivare a questo giorno.

Una squadra composta dalla Provincia, dal Comune, dalla scuola, dai docenti e da tutto il personale dell’istituto. E proprio la collaborazione di insegnanti e personale scolastico è stata fondamentale nelle ultime settimane, per consentire un trasloco portato a termine in tempi record.

Un grande lavoro tra le istituzioni, dunque, ma anche un grande lavoro all’interno della scuola. Perché spostare un istituto scolastico non significa soltanto trasferire arredi e materiali: significa ricostruire in un nuovo spazio la quotidianità di centinaia di studenti e di chi ogni giorno lavora con loro.

A sottolinearlo è stato anche Luca Robaldo, che ha riconosciuto l’impegno profuso e ha chiesto ai ragazzi un po’ di pazienza per ciò che ancora, inevitabilmente, dovrà essere messo a punto. “Chiedo scusa per quello che ancora non funzionerà. Ma noi non spariremo e saremo sempre pronti a correggere o migliorare ciò che non sarà perfetto”, ha detto.

Ma soprattutto il presidente della Provincia ha voluto consegnare agli studenti una responsabilità precisa: avere cura della scuola. “Avete la fortuna di entrare in una delle scuole più belle d’Italia”, ha detto Robaldo.

Una scuola luminosa, moderna, pensata per essere vissuta e abitata dagli studenti. E proprio per questo da rispettare e custodire.

Un concetto ripreso anche dalla sindaca Patrizia Manassero, che ha dato il benvenuto ai ragazzi e ha sottolineato ancora una volta il valore della collaborazione tra le istituzioni. Un lavoro che ha riguardato anche aspetti molto concreti, come la riorganizzazione dei trasporti necessaria dopo il trasferimento del Grandis nella nuova sede.

Il momento dell’accoglienza si è chiuso in bellezza e con una riflessione sulla bellezza.

Due professori hanno recitato un brano che racchiudeva un messaggio semplice e potente: la scuola forse non può rendere bello il mondo, pieno di cose che non vanno, ma può insegnare a riconoscere ciò che nel mondo è bello e fornire gli strumenti per proteggerlo e conservarlo.

È, in fondo, il senso più profondo di questa giornata. I ragazzi ricevono in consegna una scuola nuova, una struttura che è stata definita una delle più belle d’Italia. Hanno il diritto di viverla pienamente, di goderne gli spazi, di farla propria. Ma insieme a questo diritto ricevono anche un dovere: quello di averne cura, di preservarla e di lasciarla bella, accogliente e fruibile a chi arriverà dopo di loro.

Barbara Simonelli