Attualità - 12 settembre 2026, 11:19

Festival art. 27 - Expo, la prima giornata: lavoro, imprese e inclusione al centro del confronto

La quarta edizione si apre con espositori raddoppiati e una giornata di tavoli dedicati all’economia carceraria. Oggi il programma prosegue con le buone pratiche dall’Italia e si chiude con il caso Tortora e lo spettacolo teatrale “Non calpestare i fiori”

La quarta edizione di Festival Art. 27 - EXPO ha aperto venerdì 11 settembre, i suoi tre giorni di appuntamenti nel centro di Cuneo. Un’edizione cresciuta nei numeri e nella partecipazione, con il raddoppio degli espositori rispetto allo scorso anno e una presenza sempre più ampia di soggetti provenienti da diverse realtà italiane dell’esecuzione penale, dell’impresa e del terzo settore.

«Questa edizione ci restituisce con ancora più forza la necessità di costruire un’alleanza tra tutti i soggetti che operano nel mondo carcerario, mettendo insieme esperienze, relazioni e competenze per aumentare le opportunità di lavoro per le persone detenute e trasformare le buone pratiche in un cambiamento più ampio e duraturo». Così Davide Danni, presidente dell’Associazione Articolo 27 e amministratore delegato di Panatè Società Benefit, sintetizza il senso della quarta edizione della manifestazione.

L’obiettivo è superare la frammentazione delle singole esperienze e creare una rete capace di rafforzare l’identità di chi opera nel sistema penitenziario e la sua capacità di incidere. Condivisione, conoscenza reciproca e collaborazione diventano così gli strumenti per portare esperienze nate localmente su una dimensione nazionale.

La giornata si è aperta in via Roma con il taglio del nastro davanti al Duomo e i saluti istituzionali, alla presenza della sindaca di Cuneo Patrizia Manassero, dello stesso Danni, di Matteo Rossi Sebaste, vicepresidente di Fondazione Industriali ETS e di Davide Sannazzaro, in rappresentanza della Provincia di Cuneo. 


Il lavoro e il trattamento penitenziario

Il primo tavolo, moderato dal giornalista de La Stampa Sandro Marotta, ha affrontato il rapporto tra lavoro, trattamento e obiettivo della riduzione della recidiva. Dal confronto è emersa innanzitutto la necessità di leggere i dati tenendo conto delle condizioni giuridiche e personali dei detenuti. Tra le strategie indicate, l’aumento delle attività produttive direttamente all’interno degli istituti, così da ampliare la platea delle persone coinvolgibili. Al centro anche il raccordo tra carcere, servizi territoriali, formazione e imprese, con esperienze provenienti da Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta, Lombardia, Emilia-Romagna e Sicilia.


Il ruolo dei finanziatori

Il secondo confronto ha posto l’attenzione sul contributo delle fondazioni allo sviluppo dell’economia carceraria. Il ruolo dei finanziatori è stato descritto non soltanto in termini di sostegno economico, ma come capacità di accompagnare e far crescere esperienze radicate nei territori, favorendone la diffusione. È emersa l’idea di superare una logica esclusivamente filantropica per arrivare alla co-costruzione di progetti duraturi insieme a imprese sociali, aziende e istituzioni. Un passaggio centrale ha riguardato anche il modo di raccontare queste esperienze: le persone coinvolte non sono soltanto portatrici di fragilità, ma di competenze e talento. Analogamente, prodotti e servizi realizzati in carcere chiedono di essere valutati per la loro qualità e capacità di stare sul mercato, non soltanto per il valore sociale che esprimono.

I match tra imprese che funzionano

Nel pomeriggio il Tavolo delle imprese ha analizzato le collaborazioni tra aziende e organizzazioni impegnate nell’inclusione lavorativa delle persone detenute. Dal confronto è emersa una richiesta precisa: considerare le attività produttive realizzate in carcere come vere imprese, capaci di garantire qualità, affidabilità e competitività. Il valore sociale non può sostituire quello economico e professionale del prodotto o del servizio. L’esperienza diretta è stata indicata anche come uno degli strumenti più efficaci per superare diffidenze e pregiudizi: la collaborazione quotidiana tra lavoratori esterni e detenuti permette di ridurre le distanze iniziali e costruire rapporti fondati sulle competenze. Fondazione Industriali ETS ha illustrato inoltre il proprio lavoro nell’individuazione dei processi produttivi, degli spazi e dei percorsi formativi necessari a portare nuove attività negli istituti cuneesi.

Il confronto dei Garanti

Il Tavolo dei Garanti ha rappresentato un ulteriore spazio di analisi sulle condizioni del sistema penitenziario e sulle possibili aree di miglioramento. Moderato da Bruno Mellano, coordinatore del Progetto Carcere di Fondazione Industriali ETS, ha riunito rappresentanti nazionali, regionali e locali provenienti da diversi territori. Il confronto, che ha visto la partecipazione anche del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale Irma Conti, ha consentito di mettere in comune esperienze, criticità e buone pratiche, con l’obiettivo di far crescere una cultura del “buon lavoro” in carcere e di individuare strumenti concreti per rafforzare i percorsi di inclusione. La pluralità delle esperienze ha permesso anche di evidenziare differenze territoriali e problemi ancora aperti, in un dialogo orientato non soltanto alla denuncia delle difficoltà, ma alla costruzione di proposte e possibili correttivi.

La prima giornata è proseguita presso e alla Camera di Commercio di Cuneo con il tavolo strategico riservato dedicato al futuro dell’economia carceraria italiana. Moderato da Giada Susca, head of social innovation & sustainability di Elis, il momento di approfondimento ha rappresentato un’occasione di confronto tecnico inserita nel percorso del Festival per ragionare sulle prospettive dell’economia carceraria e sul rapporto tra sistema produttivo e lavoro negli istituti penitenziari.

Il programma serale ha affiancato ai momenti di approfondimento due appuntamenti culturali: il concerto di “Parole Liberate – oltre il muro del carcere” in via Roma e, al Varco, lo spettacolo teatrale “Agenti” di Mimmo Sorrentino.

Festival Art. 27 - EXPO proseguirà per l’intero fine settimana, mantenendo al centro il rapporto tra lavoro, inclusione e sistema penitenziario e portando nel cuore della città esperienze produttive e realtà provenienti dagli istituti di tutta Italia. La giornata di oggi, sabato 12 settembre sarà dedicata alle buone pratiche italiane, con una serie di tavoli regionali, a partire dalle 10,30, che metteranno a confronto esperienze provenienti da Lombardia, Lazio, Puglia, Sicilia, Campania, Veneto e Piemonte. Spazio anche alla presentazione di progetti di formazione e lavoro. In serata il programma si apre alla cultura: alle 18 un incontro sul caso Tortora con il giornalista e autore Vittorio Pezzuto, seguito alle 21 dallo spettacolo teatrale “Non calpestare i fiori”.

Per il programma in dettaglio: https://www.art-27.it/

c.s.