Le forbici che recidono il primo grappolo di Nebbiolo tra le colline dei Cannubi a Barolo segnano ufficialmente l'inizio di una campagna vendemmiale tra le più anticipate della storia. A dare il via simbolico alla raccolta 2026 è stato il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, giunto nelle Langhe su invito dell'associazione Deditus – guidata da Gianni Gagliardo e rappresentante di nove storiche famiglie della denominazione –, del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani e dell'Atl Langhe Monferrato Roero.
La giornata si è aperta a Serralunga d'Alba presso Il Boscareto Resort, dove il ministro, affiancato dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e dall'assessore regionale all'Agricoltura Paolo Bongioanni, ha incontrato i promotori della rassegna enogastronomica "Bra's", in programma dal 17 al 20 settembre. Successivamente la delegazione si è trasferita nei vigneti dell'azienda di Barbara Sandrone per il taglio del primo grappolo d'uva. Ad accogliere la rappresentanza di governo, insieme al presidente dell'Atl Mariano Rabino, c'erano il presidente del Consorzio del Barolo e Barbarasco Sergio Germano (alla giornata hanno anche preso parte i colleghi dei Consorzi dell'Asti, Sergio Ricagno, e del Barbera, Filippo Mobrici), la consigliera regionale Federica Barbero, il coordinatore provinciale di Fdi William Casoni e numerosi esponenti del tessuto economico locale.
Il programma è poi proseguito nel centro di Barolo, dove il ministro è stato ricevuto dal prefetto Mario Savastano e da una folta rappresentanza di amministratori guidati dal sindaco di Alba Alberto Gatto. Accompagnato dalla presidente Liliana Allena, Lollobrigida ha visitato l'Enoteca Regionale del Barolo e il Wimu-Museo del Vino all'interno del castello Falletti, ricevendo dal sindaco Fulvio Mazzocchi una bottiglia speciale dedicata a Giulia Colbert, marchesa di Barolo e personaggio centrale nella storia dell'enologia langarola. Presente all'incontro anche l'assessore all'Agricoltura della Basilicata Carmine Cicala.
Durante la tavola rotonda i vari attori istituzionali e produttivi hanno tracciato il bilancio e le prospettive del settore. Il produttore Gianni Gagliardo ha evidenziato il valore del confronto: "Questo incontro serve a conoscerci meglio ed essere venuto in vigna è un gesto importante – ha spiegato il presidente di Deditus –. La mia generazione ha accompagnato la vita del vino negli ultimi cinquant'anni".
Il presidente Cirio ha rimarcato la svolta politica del comparto: "Noi abbiamo necessità di restituire centralità politica all'agricoltura – ha affermato evocando la figura di Camillo Benso conte di Cavour –. La scelta del governo Meloni è stata importante perché ha restituito centralità politica a questo comparto".
L'assessore Bongioanni ha ricordato l'ottimo momento del turismo piemontese (+9.9% a luglio, maggior incremento registrato in Italia negli ultimi trent'anni) e le delicate sfide affrontate dal territorio: "Il sistema Regione-territorio ha funzionato", ha dichiarato l'assessore, con riferimento alle trattative con l'industria sui prezzi e al tema della sovrapproduzione.
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A chiudere il vertice è stato lo stesso ministro Lollobrigida, che ha elogiato l'eccellenza locale definendola un "ottimo modello agricolo piemontese", ricordando come il ruolo primario del settore sia "elemento centrale degli accordi in Europa fin dalla sua fondazione" e rappresenti il "primo custode dell'ambiente, garanzia di sicurezza alimentare".
"Abbiamo invertito la rotta – ha concluso Lollobrigida –. Nell'ultimo triennio l'Italia ha investito nell'agricoltura 17 miliardi, soprattutto sulla captazione dell'acqua e sull'energia. Ho proibito l'installazione dei pannelli solari a terra, ma ho incentivato l'energia da solare", stigmatizzando infine "la criminalizzazione del prodotto vino, fenomeno che provoca un aumento del consumo dei superalcolici a discapito della qualità dei nostri vini".