Un intervento per fare chiarezza e precisare i contorni di una vicenda che ha travalicato i confini locali, finendo al centro del dibattito politico e mediatico. Stefano Degioanni, frontman e cofondatore dei Lou Seriol, è intervenuto direttamente attraverso un video diffuso sui canali social per spiegare quanto accaduto ad Aisone e rispondere al polverone sollevatosi dopo il concerto tenutosi in occasione della festa patronale.
Dopo le prese di distanza delle istituzioni locali e il clamore suscitato da alcune frasi pronunciate prima dell'esecuzione del brano Bella Ciao, l'autore delle dichiarazioni ha voluto rivolgere un messaggio diretto alla comunità, ai volontari e all'opinione pubblica, rimarcando come le sue parole siano state espresse a titolo strettamente personale.
Riportiamo di seguito le sue dichiarazioni integrali:
"Prima di tutto chiedo immensamente scusa alla Pro loco e ai volontari, mi dispiace per la situazione che si è venuta a creare: la serata è stata straordinaria e avete fatto un grande lavoro per il paese per la Madono, non vi meritavate di finire al centro di questa polemica.
Nessuno dei Lou Seriol sapeva cosa avrei detto. Non preparo mai le presentazioni dei brani a tavolino, non l'ho mai fatto in trent'anni. Quello che è uscito dal microfono prima di Bella Ciao è tutta farina del mio sacco, frutto dell'istinto, della foga del momento e del fatto che mi trovassi ad Aisone, a casa mia, insieme alla mia gente, ai miei parenti. Gradirei non tiraste in ballo gli altri componenti del gruppo per parole che sono state esclusivamente mie.
Sui toni della polemica effettivamente posso fare un passo indietro. La foga del palco mi ha portato a usare espressioni forti ed esasperate. Se qualcuno si è sentito urtato o offeso, e ha percepito una minaccia personale, me ne rammarico, ma non faccio mezzo passo indietro sui valori.
La frase 'Li abbiamo sotterrati una volta, li appendiamo anche questa volta' non è mai stata una minaccia verso singole persone, meno che mai verso le istituzioni. È un richiamo storico e categorico al fascismo. Significa una cosa sola: se la storia dovesse ripresentarsi, se il fascismo dovesse ritornare sotto qualsiasi forma, a minacciare libertà e democrazia, la risposta di queste valli sarà la stessa di allora. Il fascismo è stato sconfitto dalla storia e dalla Resistenza, e lì deve rimanere. La nostra musica e la nostra terra, come tutti sanno, affondano le radici nell'antifascismo, e chi pensa di usare questo episodio per fare mera speculazione politica ha sbagliato indirizzo.
Voglio ringraziare le persone che in questi giorni ci hanno espresso vicinanza, e invito tutti ad abbassare i toni dello scontro personale, fermo restando che sul rifiuto di ogni deriva fascista la nostra voce non tremerà mai."