Per l’Istituto di Istruzione Superiore “Piera Cillario Ferrero” il nuovo anno scolastico si apre con iscrizioni in crescita, nuovi progetti e un’offerta formativa che punta sempre più sul rapporto con il territorio, il mondo del lavoro e l’internazionalizzazione.
La sede di Alba conta 27 classi e 600 studenti, quella di Neive 16 classi e 295 alunni, mentre a Cortemilia sono attive 5 classi per 70 studenti. Proprio ad Alba la domanda è stata tale da rendere necessaria l’attivazione di liste d’attesa. Continua inoltre a crescere l’interesse per i corsi serali, che al momento raccolgono 85 iscritti distribuiti in 6 classi, con le iscrizioni ancora in corso.
Sul fronte europeo, il Cillario Ferrero può contare su un doppio accreditamento Erasmus+ e su oltre 150mila euro di fondi destinati alla mobilità di studenti e personale. Con il nuovo anno scolastico vengono inoltre attivate due classi prime nei percorsi 4+2, una ad Alba e una a Neive, mentre a Cortemilia prosegue l’esperienza del laboratorio tecnologico realizzato all’interno dello stabilimento Brovind.
A raccontare programmi e novità del 2026/2027 è la dirigente scolastica Paola Boggetto.
Preside Boggetto, con quale quadro si apre il nuovo anno scolastico per il Cillario Ferrero?
“Ad Alba registriamo una forte crescita. Anche durante il periodo estivo abbiamo ricevuto diverse richieste di passaggio da studenti provenienti da altre scuole e siamo arrivati a dover attivare delle liste d’attesa, perché non siamo riusciti a soddisfare tutte le domande”.
Una partenza che, sottolinea la dirigente, avviene anche con un quadro del personale già definito: “Dal primo settembre abbiamo l’organico al completo, compresi i docenti di sostegno. Questo ci permette di iniziare l’anno in modo organizzato e con tutte le risorse necessarie”.
Continua a crescere anche l’istruzione degli adulti. Qual è oggi la situazione dei corsi serali?
“Abbiamo attivato sei classi e raggiunto circa cento iscrizioni. L’incremento riguarda in particolare le classi terze e quarte, con molti studenti che arrivano da percorsi professionali oppure adulti che in passato hanno interrotto gli studi e oggi desiderano conseguire il diploma”.
Le età sono molto diverse, ma il tratto comune, osserva Boggetto, è “la volontà di rimettersi in gioco”. Ai corsi serali possono iscriversi studenti con più di 16 anni che, per motivi di lavoro, non possono frequentare le lezioni diurne.
Negli ultimi anni anche per loro si è aperta la possibilità di partecipare ai programmi Erasmus+, grazie ad un progetto guidato dall’Ufficio scolastico regionale, con esperienze che consentono di sviluppare competenze linguistiche e professionali, ma anche autonomia e capacità personali.
Sul fronte dell’istruzione degli adulti la Regione Piemonte ha autorizzato anche l’indirizzo Servizi Commerciali presso la Casa di reclusione “G. Montalto” di Alba. Il percorso partirà già quest’anno?
“Abbiamo ottenuto la possibilità di attivare una classe, ma purtroppo i collaudi della struttura non sono ancora terminati e al momento la Casa di reclusione non può ospitare altre persone. Sarà comunque possibile organizzare incontri conoscitivi e momenti di approfondimento, per poi ripensare all’attivazione della classe nell’anno scolastico 2027/2028”.
Il progetto resta dunque tra gli obiettivi dell’Istituto, ma la sua partenza viene rinviata di un anno per ragioni legate alla disponibilità degli spazi.
L’internazionalizzazione si conferma uno dei punti di forza del Cillario Ferrero. Che cosa cambia quest’anno con il doppio accreditamento Erasmus+?
“Siamo l’unica scuola di Alba a poter contare su un doppio accreditamento Erasmus+, sia nel settore dell’istruzione scolastica sia in quello della formazione professionale. Per il nuovo anno scolastico questo ci consentirà di gestire direttamente oltre 150mila euro di fondi europei destinati alla mobilità di studenti e personale”.
L’accreditamento, spiega Boggetto, consente soprattutto di dare continuità ai progetti internazionali: non più singole iniziative, ma finanziamenti annuali attraverso i quali costruire nel tempo rapporti stabili con scuole, enti di formazione e organizzazioni europee.
Da quest’anno si apre inoltre la possibilità di progettare, grazie all’accreditamento nel settore della formazione professionale, esperienze di mobilità anche al di fuori dell’Unione Europea.
Le opportunità riguarderanno mobilità di gruppo nelle scuole europee e tirocini professionali all’estero, ma anche i neodiplomati, che potranno svolgere esperienze formative utili nel passaggio dalla scuola al mondo del lavoro.
“Erasmus+ coinvolge anche docenti e personale Ata, attraverso corsi di formazione e attività di job-shadowing nelle scuole straniere. E internazionalizzazione non significa soltanto partire: continueremo anche ad accogliere ad Alba studenti e docenti provenienti da altri Paesi, portando direttamente nelle nostre aule lingue, culture e modi diversi di vivere la scuola”.
Il primo appuntamento è già fissato: domenica 13 settembre, prima ancora dell’inizio delle lezioni, un gruppo di studenti dell’indirizzo Gestione delle Acque e Risanamento Ambientale partirà per Leeuwarden, nei Paesi Bassi, uno dei principali poli europei dedicati alla ricerca, alla formazione e all’innovazione nel settore dell’acqua. Qui parteciperanno ad attività didattiche insieme a giovani provenienti da altri Paesi, mettendo alla prova competenze professionali e linguistiche.
Lo scorso anno stavate lavorando anche all’avvio delle filiere formative 4+2. A che punto siete arrivati?
“Abbiamo attivato due percorsi: uno a Neive nell’indirizzo enogastronomico e uno ad Alba per Gestione delle Acque e Risanamento Ambientale”.
Sono previste visite aziendali, viaggi di istruzione e soggiorni formativi all’estero, molti dei quali inseriti nei progetti di formazione scuola lavoro. Esperienze attraverso le quali gli studenti possono confrontarsi con metodologie, progetti e obiettivi di sostenibilità anche in contesti internazionali.
La sperimentazione 4+2 si fonda inoltre su accordi di rete con realtà come Apro e ITS, agenzie formative e imprese che accolgono gli studenti durante gli stage.
“È una sfida importante. Non si tratta di ridurre il programma, ma di ottimizzarlo: il piano di studi quinquennale viene rivisto e modulato su quattro anni, facendo leva sulla rete costruita con il territorio e rafforzando il raccordo con il mondo del lavoro”.
Tra gli obiettivi dello scorso anno c’era anche il Patto educativo di comunità. Come sta proseguendo il progetto?
“L’obiettivo è riconvocare i diversi soggetti aderenti e ampliare progressivamente la rete, coinvolgendo altre scuole, associazioni e aziende. Una prima collaborazione è stata ufficializzata proprio nei giorni scorsi con il festival Profondo Umano, del quale siamo scuola partner”.
Il progetto punta quindi a costruire intorno all’Istituto una rete sempre più ampia di soggetti in grado di contribuire, con competenze e prospettive differenti, al percorso educativo degli studenti.
A Cortemilia, invece, il laboratorio realizzato all’interno della Brovind è ormai diventato parte integrante dell’attività scolastica. Come sta funzionando?
“Da gennaio 2026 gli studenti dell’indirizzo Industria e Artigianato per il Made in Italy frequentano ogni settimana il laboratorio tecnologico allestito da Brovind nel proprio stabilimento riqualificato di Cortemilia”.
Per l’intero anno scolastico le classi quarta e quinta svolgono qui parte delle lezioni, utilizzando macchinari all’avanguardia, dalla stampante 3D agli strumenti LEGO® per la progettazione, confrontandosi direttamente con gli ingegneri dell’azienda ed esplorando i reparti produttivi sotto la supervisione dei docenti.
“È un’esperienza continuativa, che permette ai ragazzi di acquisire competenze pratiche, conoscere da vicino i processi produttivi e maturare una maggiore consapevolezza rispetto alle proprie scelte professionali”.
La collaborazione con Brovind proseguirà anche attraverso un hackathon, una vera e propria maratona progettuale durante la quale gli studenti, divisi in gruppi misti e affiancati da coach, saranno chiamati a risolvere in due giornate una sfida proposta dall’azienda. L’iniziativa sarà aperta anche ad altre scuole del territorio e fuori Regione e coinvolgerà, tra gli altri, docenti del Politecnico di Torino. Tra gli strumenti utilizzati ci sarà anche l’intelligenza artificiale.
Ci sono infine progetti avviati negli scorsi mesi che oggi possono dirsi concretamente realizzati?
“Ad Alba abbiamo completato un laboratorio linguistico innovativo, che sarà utilizzato anche dagli alunni dell’Istituto comprensivo del Centro storico-Mussotto. Stanno inoltre terminando i lavori nel cortile, dalla tinteggiatura alla sistemazione di arredi funzionali alle attività di gruppo, per trasformarlo in uno spazio realmente a disposizione degli studenti”.
A Neive, invece, riparte il bar didattico inaugurato lo scorso anno, con una novità: “Quest’anno sarà aperto dal lunedì al venerdì mattina anche al pubblico esterno. Sarà gestito dai docenti insieme agli studenti, che avranno così la possibilità di sperimentare concretamente quanto appreso in aula”.
Inoltre, la sede di Cortemilia parteciperà, in qualità di partner, a un progetto promosso dalle associazioni Vagamondo di Bergolo e Turismo in Langa, dedicato alla valorizzazione della Ciclovia della Pietra, il percorso che collega Cortemilia a Ceva. Il progetto prevede incontri sulla sicurezza stradale e la partecipazione a eventi e iniziative in bicicletta lungo il circuito.
Un insieme di progetti diversi, accomunati dalla volontà di portare la formazione sempre più spesso fuori dalla dimensione tradizionale della classe, mettendo gli studenti a confronto con esperienze, persone e contesti reali.