Politica - 02 settembre 2026, 16:44

Lauria e Giraudo (Futuro Nazionale): “Le strade e le risorse pubbliche non sono premi per gli amici”

“Dobbiamo liberarci una volta per tutte da una concezione che riteniamo profondamente sbagliata: l’idea che un sindaco, per tutelare il proprio Comune debba necessariamente essere vicino a chi governa l’ente. La Provincia – affermano - non può diventare il club degli amici del presidente”

“Leggiamo su TargatoCN, in un articolo a firma di Giampaolo Testa, osservatore sempre attentissimo e puntuale delle dinamiche politiche della Granda, che qualcuno comincia già a ragionare sul dopo Cirio e sui possibili scenari per la futura presidenza della Regione Piemonte. Una riflessione certamente interessante. Ma, proprio prendendo spunto dall’analisi di Testa, ci permettiamo di fare una domanda: prima di occuparci di quello che succederà tra quasi tre anni, non sarebbe il caso di capire cosa succederà tra pochi mesi in Provincia di Cuneo?” 

È la riflessione congiunta di Beppe Lauria, coordinatore provinciale di Futuro Nazionale, e Paolo Giraudo, sindaco di Roccavione: “Si parla di liste separate, di candidati condivisi, di accordi trasversali, di centrodestra e centrosinistra che potrebbero ritrovarsi dalla stessa parte. Tutto è possibile. Ma allora bisogna avere il coraggio di dirlo chiaramente prima del voto, spiegando agli amministratori e ai cittadini quale progetto politico ci sia dietro.”

Per Lauria e Giraudo esiste però una questione ancora più profonda: “Dobbiamo liberarci una volta per tutte da una concezione della Provincia che riteniamo profondamente sbagliata: l’idea che un sindaco, per tutelare il proprio Comune, debba necessariamente essere vicino a chi governa l’ente. Una strada provinciale non appartiene alla maggioranza. Un intervento di manutenzione non è una cortesia personale. Un finanziamento non è un favore. Sono risorse pubbliche, dovute ai territori sulla base delle necessità, delle priorità e di criteri trasparenti. E un amministratore non dovrebbe mai trovarsi davanti al dubbio: se non sto con chi vincerà, il mio Comune sarà penalizzato?. Anche soltanto l’esistenza di questa percezione rappresenta un problema politico enorme.”

I due esponenti di Futuro Nazionale proseguono: “La Provincia non può diventare un club nel quale bisogna essere amici del presidente per poter bussare alla porta. Un sindaco deve poter sostenere un candidato diverso, avere idee politiche diverse e perfino criticare apertamente chi governa, sapendo che il giorno successivo il suo Comune verrà trattato esattamente come tutti gli altri. Questa si chiama istituzione. Il resto assomiglia pericolosamente a un sistema di relazioni personali.”

Da qui la critica agli accordi indistinti: “Ci viene spesso spiegato che alle provinciali le appartenenze politiche dovrebbero scomparire perché “si amministrano i territori”. Ma amministrare insieme non significa cancellare le differenze prima ancora che gli amministratori possano scegliere. Anzi: proprio perché la Provincia deve servire tutti, chi governa dovrebbe essere il primo a garantire che anche il sindaco politicamente più lontano abbia gli stessi diritti del sindaco politicamente più vicino. Per questo troviamo curioso che si considerino le identità politiche essenziali alle comunali, alle regionali e alle politiche, salvo poi dichiararle improvvisamente superate quando arriva il momento delle provinciali.”

Lauria e Giraudo chiedono quindi che gli schieramenti chiariscano le proprie intenzioni: “Centrodestra e centrosinistra vogliono presentare progetti alternativi? Lo dicano. Vogliono sostenere lo stesso presidente? Lo dicano altrettanto chiaramente e soprattutto spieghino sulla base di quale progetto. Quello che non ci convince è una grande area indistinta nella quale tutti stanno con tutti perché nessuno vuole rischiare di trovarsi domani dalla parte sbagliata del tavolo.” 

La conclusione è netta: “Un amministratore deve poter scegliere liberamente sulla base delle proprie convinzioni, non sulla base della paura di perdere una strada, un finanziamento o l’attenzione dell’ente provinciale. La Provincia appartiene ai Comuni, non agli amici di chi la governa. Se questo principio è davvero condiviso da tutti, allora non dovrebbe esserci alcun problema a tornare a confrontarsi apertamente su idee, programmi e candidati differenti.

E forse, prima di discutere del presidente della Regione del futuro, sarebbe utile spiegare agli amministratori della Granda quale Provincia si vuole costruire nel presente.”

C.S.