Cronaca - 01 settembre 2026, 15:53

Sassi contro le auto in corsa sulla Bovesana: identificati quattro giovani

Individuati i presunti responsabili dei lanci dello scorso agosto: sono ragazzi tra i 22 e i 30 anni, residenti nell’Astigiano. Nei loro confronti l’obbligo di dimora. Tra le ipotesi di accusa, anche l’attentato alla sicurezza dei trasporti

Una delle pietre lanciate contro il veicolo

Un gesto folle, pericoloso, che avrebbe potuto trasformarsi in una tragedia. A poco più di un anno dai lanci di sassi contro i veicoli in transito sulla strada provinciale 21, nel territorio di Boves, sarebbero stati individuati i presunti responsabili. Si tratta di quattro giovani di età compresa tra i 22 e i 30 anni, residenti nell’Astigiano, alcuni dei quali avrebbero già precedenti penali.  Nei loro confronti è stata disposta la misura cautelare dell’obbligo di dimora.

La Procura di Cuneo contesterebbe loro 11 episodi, per i quali l’ipotesi di reato è quella del tentato omicidio, oltre all’attentato alla sicurezza dei trasporti.

I fatti risalgono a sabato 2 agosto 2025, quando sulla Bovesana, tra Becchis e Stella del Mattino, diversi veicoli furono presi di mira con il lancio di pietre di grosse dimensioni.

Tra i mezzi colpiti anche due pulmini con a bordo i giovani atleti della squadra sciistica “Equipe Limone”, di ritorno da un allenamento sullo Stelvio. Uno dei sassi sfondò il parabrezza di uno dei pulmini e penetrò nell’abitacolo come un proiettile.

Una giovane atleta rimase lievemente ferita. Per pochi centimetri, invece, la pietra non colpì l’allenatore che si trovava alla guida. "Un atto di violenza per fortuna con lievi danni ma che poteva trasformarsi in una vera tragedia", avevano raccontato dalla squadra sportiva subito dopo l’accaduto.

Ma quello contro il pulmino non fu un episodio isolato. Lo stesso gesto venne ripetuto ai danni di due automobili e di un camper, con conseguenze anche per gli occupanti dei mezzi, alcuni dei quali furono trasportati in ambulanza in ospedale.

Un’intera sequenza di episodi che aveva immediatamente fatto scattare le indagini dei Carabinieri.

I presunti responsabili, infatti, sarebbero stati individuati al termine di un’attività investigativa durata circa un anno. A permettere agli inquirenti di ricostruire quanto accaduto  e dare un volto agli autori del gesti, sarebbero state, le immagini delle videocamere di sorveglianza e le intercettazioni. Gli episodi contestati, si apprende, sarebbero complessivamente undici.

La contestazione del tentato omicidio restituisce la gravità di quei lanci: non semplici danneggiamenti, ma pietre di grosse dimensioni scagliate contro veicoli in movimento, con persone all’interno e con il concreto rischio che un colpo potesse provocare conseguenze ben più gravi.

Sul caso interviene anche il sindaco di Boves, Matteo Ravera, che esprime tutta la propria indignazione per quanto accaduto. "È una cosa grave, un atto vergognoso", sottolinea il primo cittadino, evidenziando quanto sia difficile comprendere le motivazioni alla base di un gesto simile.

Ed è proprio l’ipotesi che alla base dei lanci possa esserci stata la noia rende, secondo Ravera, la vicenda ancora più inquietante: "Fa ribrezzo pensare che si possa compiere un gesto così per noia".

Un gesto che, indipendentemente dalle responsabilità che dovranno essere accertate nelle sedi competenti, avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche.

Quel 2 agosto, sulla Bovesana, un sasso lanciato contro un parabrezza non era soltanto un atto vandalico: avrebbe potuto costare una vita.

CharB.