Attualità - 01 settembre 2026, 06:11

Sicurezza sul lavoro, Calabretta (Spresal) : “Gli infortuni lievi diminuiscono, ma sui casi gravi serve ancora attenzione”

Il direttore del Dipartimento di Prevenzione e dello S.Pre.S.A.L. dell’Asl Cn2 fa il punto sul 2026: agricoltura, cantieri, logistica e manifatturiero restano i settori più esposti. Tra le criticità la carenza di personale, la formazione ancora troppo spesso formale e le malattie professionali

Giuseppe Calabretta, direttore del Dipartimento di Prevenzione e del Servizio di Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro (Spresal) dell’Asl Cn2

La prevenzione ha un problema particolare: quando funziona, difficilmente fa notizia. Non c’è un incidente da raccontare, un’emergenza da affrontare, una conseguenza da misurare. È proprio da questo paradosso che Giuseppe Calabretta, direttore del Dipartimento di Prevenzione e del Servizio di Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro (Spresal) dell’Asl Cn2, parte per leggere il quadro della sicurezza sul lavoro nel territorio.

Nel 2026 qualche segnale positivo c’è: gli infortuni lievi sono in diminuzione. Quelli gravi, però, continuano a concentrarsi nei comparti tradizionalmente più esposti, mentre accanto ai rischi più conosciuti emergono il peso dell’organizzazione del lavoro, del fattore umano e delle procedure operative. Sullo sfondo rimane una difficoltà concreta per chi dovrebbe presidiare il territorio: la carenza di personale, che rende più complesso garantire vigilanza, prevenzione e accompagnamento alle imprese.

L’attività dello Spresal. restituisce anche un’altra fotografia: documenti di valutazione del rischio incompleti, procedure non aggiornate e formazione che talvolta rimane sulla carta. Parallelamente cresce l’attenzione verso le malattie professionali, mentre la prevenzione prova ad allargare il proprio campo d’azione attraverso piani mirati, uno sportello per le imprese, l’ambulatorio gratuito per gli ex esposti ad amianto, la Workplace Health Promotion e il Piano Calore.

Con Calabretta abbiamo fatto il punto su infortuni, controlli, formazione e strumenti di prevenzione, guardando anche ai prossimi appuntamenti di ottobre dedicati alla sicurezza sul lavoro.

 Qual è il quadro degli infortuni sul lavoro nel territorio dell’Asl Cn2 in questo 2026? I dati mostrano un miglioramento oppure ci sono segnali che destano ancora preoccupazione?

“Il quadro degli infortuni nel 2026 mostra elementi di miglioramento, ma anche aspetti che richiedono attenzione. Registriamo una riduzione degli eventi lievi, mentre gli infortuni gravi continuano a concentrarsi nei settori storicamente più esposti: agricoltura, cantieri, logistica e manifatturiero. Negli ultimi anni abbiamo incrementato la vigilanza a fatica, perché la carenza di personale è una criticità evidente. Ma lo abbiamo fatto perché crediamo profondamente nel nostro lavoro e perché il Servizio con cui collaboro – che desidero ringraziare – è composto da professionisti qualificati, giovani, motivati, volenterosi, che ogni giorno mettono competenza e dedizione al servizio del territorio. È grazie a loro se, nonostante le difficoltà, siamo riusciti ad ampliare il nostro raggio d’azione e a mantenere una presenza costante nelle aziende. I rischi più preoccupanti restano le cadute dall’alto e gli infortuni con macchine agricole, in particolare trattori e attrezzature con organi in movimento. Vorrei aggiungere un concetto che spesso passa inosservato: la prevenzione è invisibile, non fa rumore, non si vede. Ci si accorge della sua importanza solo quando non funziona, quando l’infortunio avviene. Ed è proprio questa invisibilità che rende ancora più difficile il nostro lavoro”.

Quali sono oggi i settori e le categorie di lavoratori maggiormente esposti al rischio?

“I settori più esposti restano quelli tradizionali: agricoltura e costruzioni. Grazie ai piani mirati di prevenzione abbiamo ampliato il focus ispettivo coinvolgendo settori meno presidiati, intercettando rischi emergenti e nuove dinamiche operative". 

Rispetto agli anni scorsi state osservando cambiamenti nelle cause o nelle tipologie degli infortuni più frequenti?

"Attualmente nella genesi degli infortuni, le disfunzioni organizzative, le procedure operative ed il fattore umano, hanno assunto un ruolo determinante rispetto al passato. Oggi osserviamo anche un aumento delle malattie professionali correlate a movimentazione manuale dei carichi, posture incongrue, e sovraccarico biomeccanico dell’arto superiore. Tali fattori di rischio stanno contribuendo in modo crescente allo sviluppo di malattie professionali, spesso sottodenunciate, che incidono sulla salute dei lavoratori e sulla continuità produttiva delle aziende. È qui che la valutazione del rischio assume un ruolo decisivo. Una valutazione deve essere reale, puntuale, aggiornata e capace di mettere in luce le criticità emergenti. Un Dvr non è un documento burocratico: è il primo segnale, il primo avviso, il primo allarme che permette di individuare ciò che non funziona e ciò che deve essere corretto. Quando un DVR è fatto bene, racconta la realtà del lavoro; quando è fatto male, nasconde i rischi e rende invisibili le fragilità operative”.

Che cosa emerge concretamente dall’attività dello Spresal  nelle aziende? 

“Le nostre attività ispettive mostrano criticità ricorrenti: procedure non aggiornate, DVR incompleti, formazione solo formale e comportamenti imprudenti spesso legati alla pressione produttiva. Troppo spesso gli adempimenti risultano solo su carta. La formazione dei neoassunti deve essere reale, pratica, centrata sulle mansioni: non può ridursi a un documento firmato o a una lezione generica. Un punto che ritengo fondamentale riguarda i datori di lavoro. È vero che hanno molte responsabilità gestionali, ma rimangono i garanti della sicurezza. E troppo spesso disconoscono concetti fondamentali della prevenzione. Per questo è essenziale una collaborazione reale tra tutte le figure della prevenzione: il datore di lavoro, l’RSPP e soprattutto il medico competente. Il medico competente è il fulcro della prevenzione e auspico una collaborazione sempre più stretta tra tutte le parti”.

La formazione sulla sicurezza è molto regolamentata, ma resta il problema di trasformare gli obblighi in comportamenti quotidiani. Quanto è ancora ampio il divario tra formazione formale e reale consapevolezza dei rischi?

“Il divario tra formazione obbligatoria e consapevolezza reale del rischio è ancora ampio. La formazione è spesso percepita come un adempimento, non come uno strumento di prevenzione. Serve formazione pratica, centrata sulle mansioni reali; maggiore coinvolgimento dei preposti; materiali e metodi efficaci per i lavoratori stranieri; verifica dell’apprendimento, non solo della frequenza. È solo con la formazione reale che si comprende quanto sia importante la prevenzione. E la prevenzione funziona solo quando diventa comportamento quotidiano, sostenuto da un’organizzazione coerente. Vorrei aggiungere un concetto che ritengo strategico: la formazione deve partire dalle scuole. Il tema della prevenzione deve entrare nella cultura dei giovani, perché solo così potremo avere lavoratori consapevoli, capaci di riconoscere il rischio e di adottare comportamenti corretti. La prevenzione non è un obbligo: è un valore che deve essere interiorizzato”.

Prevenzione, vigilanza, assistenza alle imprese e controlli richiedono personale e competenze. Quali strumenti ha oggi a disposizione lo Spresal dell’Asl Cn2 e quali sarebbero, invece, le risorse o gli interventi necessari per rendere più efficace la prevenzione?

“Lo Spresal dell’Asl Cn2 dispone di competenze tecniche e professionali solide, ma la carenza di personale è un limite che oggi pesa molto. Nonostante ciò, abbiamo ampliato la vigilanza, rafforzato i piani mirati e potenziato la formazione. Abbiamo inoltre attivato uno sportello per le imprese ed avviato un ambulatorio dedicato agli ex esposti ad amianto, completamente gratuito e senza liste d’attesa. Nonostante questo, le adesioni rimangono poche. È un dato che ci preoccupa e che ci fa comprendere quanta poca attenzione ci sia ancora sulla prevenzione, anche quando viene offerta in modo accessibile, immediato e senza costi. Questo è un esempio concreto di quanto la prevenzione sia un concetto invisibile: non si vede, non si percepisce, e spesso non viene colta nemmeno quando è a disposizione. Vorrei aggiungere un elemento che ritengo strategico.".

Prego.

"La riduzione delle liste d’attesa parte dalla prevenzione primaria. Quando la prevenzione funziona – quando intercetta i rischi, quando promuove comportamenti corretti, quando evita l’insorgenza di malattie – si riduce la domanda di prestazioni sanitarie, si alleggeriscono gli ambulatori, si liberano risorse e si migliora l’accessibilità dei servizi. La prevenzione non è solo tutela della salute: è anche un motore di efficienza del sistema sanitario. Accanto alla vigilanza, oggi abbiamo uno strumento che sta dimostrando di essere il più efficace per arrivare al territorio prima che l’infortunio avvenga: la Workplace Health Promotion (WHP). Il WHP ci permette di lavorare sulla cultura, sui comportamenti, sulla salute complessiva dei lavoratori. È prevenzione anticipatoria, che integra sicurezza e benessere".

Importante in questo periodo è stata l'attivazione del Piano Calore.

"Un'azione fondamentale per gestire correttamente il rischio microclimatico nei mesi più critici, con azioni di informazione e sensibilizzazione rivolte alle imprese e ai lavoratori. Noi siamo a disposizione del territorio. La vigilanza è una componente del nostro ruolo, ma è con il dialogo, la sensibilizzazione, la formazione reale e la collaborazione tra tutte le figure della prevenzione che possiamo ottenere risultati duraturi. Tuttavia, la prevenzione – proprio perché invisibile – richiede tempo, presenza e continuità. E la carenza di personale non ci aiuta: limita la possibilità di essere costantemente sul territorio, di intercettare i segnali deboli, di accompagnare le aziende nei percorsi di miglioramento. La prevenzione è un investimento: ogni euro speso in sicurezza genera salute, produttività e sostenibilità sociale".

Nei prossimi mesi ci saranno diversi eventi importanti per il territorio.

"Il mese di ottobre, dedicato alla sicurezza sul lavoro, sarà un momento particolarmente significativo per il nostro territorio. Quest’anno l'Asl Cn2 avrà l’onore di ospitare il Convegno Nazionale Agricoltura, un appuntamento di riferimento per tutto il settore. Inoltre, il 21 ottobre si terrà la quarta edizione di “Stammi Bene”, quest’anno dedicata al benessere organizzativo, un tema che rappresenta una componente essenziale della prevenzione moderna. Due eventi importanti, due occasioni di confronto e crescita”

Daniele Vaira