Attualità - 29 agosto 2026, 18:59

"Licenziati nel silenzio di sindacati e istituzioni": la protesta dei 9 dipendenti della Bricover di Roreto di Cherasco

Distributore di tabacchi per la provincia di Cuneo, ha annunciato la cessazione dell'attività. Il deposito opera per conto di Logista, la multinazionale che ha aperto procedure di licenziamento anche a Genova e Aprilia

Immagine generata con l'AI

Dal 20 settembre saranno licenziati. Lo hanno saputo con una lettera datata 27 luglio.

Sono i 9 dipendente di Bricover Srl, deposito con sede a Roreto di Cherasco che opera come unico distributore di tabacchi della provincia di Cuneo per conto di Logista, multinazionale spagnola che in Italia ha aperto una procedura di licenziamento collettivo anche nelle sedi di Aprilia e Genova, praticamente azzerate. Tra le due sedi, sono 13 i lavoratori coinvolti. 

Nella sola sede cuneese sono 9. Eppure, di Roreto nessuno sapeva niente.

Sdegno e preoccupazione per i lavoratori, per cui il licenziamento è giunto in maniera "inaspettata e ingiustificata", come scrivono nella lettera con la quale ci chiedono di dare voce alla loro situazione. 

"Il nostro è sempre stato un impianto sano, efficiente e perfettamente funzionante – spiegano i lavoratori – e grazie all’impegno e alla professionalità ha garantito negli anni un servizio puntuale per l’intero territorio".

La riorganizzazione prevede, secondo quanto riferito dai dipendenti, lo spostamento dell’attività verso il deposito principale di San Mauro Torinese. Ed è proprio su questo punto che si concentrano le loro perplessità: più distanza dal territorio cuneese potrebbe significare, sostengono, maggiori percorrenze dei mezzi, costi di trasporto e possibili ripercussioni sulla distribuzione.

Sono valutazioni dei lavoratori, alle quali dovrà fare da contraltare la posizione dell’azienda. Al momento, infatti, non risulta una spiegazione pubblica di Logista specificamente riferita alla chiusura di Roreto.

La protesta cuneese assume però un significato più ampio se inserita nel quadro delle altre vertenze aperte in Italia, Genova e Aprilia, appunto, dove i sindacati Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil hanno chiesto l’apertura di un tavolo di crisi, sottolineando anche le possibili conseguenze sul servizio alle tabaccherie liguri. 

La vertenza è arrivata sui tavoli istituzionali: il Comune di Genova ha incontrato lavoratori e rappresentanti sindacali il 20 luglio.

Ad Aprilia la situazione è analoga. La procedura riguarda sette degli otto dipendenti del transit point. Secondo quanto riportato dalla stampa locale sulla base delle contestazioni sindacali, il sito, aperto circa due anni fa, avrebbe registrato nel 2026 una crescita dell’attività del 25 per cento e servirebbe circa 900 tabaccherie.

Numeri che hanno portato i sindacati a chiedere il ritiro della procedura e un confronto con l’azienda e le istituzioni.

Perché in provincia di Cuneo questo licenziamento sta passando nel quasi totale silenzio. I lavoratori di Roreto lo dicono apertamente: "A un mese dal ricevimento di quella lettera, ciò che fa più male è constatare che questa vicenda sta passando nel quasi totale silenzio. È come se il licenziamento di dieci lavoratori fosse diventato un evento secondario, quasi una normale prassi aziendale di cui non si debba parlare".

Dietro i numeri, però, ci sono persone e famiglie.

E mentre a Genova la vicenda ha già raggiunto il tavolo delle istituzioni locali, e ad Aprilia sindacati e politica chiedono di intervenire, a Roreto i lavoratori chiedono ora che la vertenza venga resa pubblica.

Mancano poche settimane al 20 settembre. Prima di quella data, i dieci dipendenti auspicano che si apra un confronto per capire se esistano alternative alla chiusura e ai licenziamenti.

La domanda che resta sul tavolo è semplice: perché chiudere un presidio che, secondo i lavoratori, ha sempre garantito il servizio alla provincia di Cuneo?

Una risposta che ora spetta all’azienda e che invitiamo ad intervenire sulla vicenda, qualora ritenesse opportuno farlo. Così come siamo disponibili ad ospitare anche la posizione dei sindacati.