Curiosità - 26 agosto 2026, 19:02

Don Minutella, il “papato dal cielo” e Savigliano: in riva al Maira arriva il nuovo Vaticano?

Dalla “potestas ordinis” conferita direttamente dal cielo alla presunta successione di Benedetto XVI: l’8 settembre potrebbe riservare una sorpresa mica da poco. E intanto il “Piccolo Resto” ha già messo radici in via Alba

Don Alessandro Minutella (Foto profilo Facebook)

Savigliano, evidentemente, non si accontenta più di essere una tranquilla città di provincia. Eh sì, perché in riva al Maira sembrerebbe addirittura poter approdare il nuovo Stato del Vaticano.

Restano da definire i confini: si estenderà fino a Monasterolo o, al massimo, fino a Sanità? Battute a parte, la città si è ritrovata dentro una vicenda che, a leggerla tutta d’un fiato, sembra uscita da un romanzo di fantareligione.

Protagonista è Don Alessandro Maria Minutella, il sacerdote palermitano che da anni porta avanti la propria battaglia contro quella che considera la deriva della Chiesa cattolica e che, nel frattempo, ha costruito attorno a sé il movimento del “Piccolo Resto Cattolico”.

E proprio il “Piccolo Resto” ha una sua casa anche qui: “Casa Betania”, nell’area artigianale di via Alba, inaugurata nel dicembre 2024. Un nome biblico, una sede piemontese e una storia che, ultimamente, sembra pronta a fare un ulteriore salto di livello.

Perché adesso c’è una data: 8 settembre 2026.

Secondo quanto riferito in ambienti tradizionalisti e in discussioni online, peraltro piuttosto critiche nei confronti di Minutella, quel giorno dovrebbe essere addirittura redatto un atto destinato ad attribuirgli nientemeno che la “potestas ordinis” direttamente dal cielo, oltre a indicarlo come “successore di Benedetto XVI”. Con buona pace di Francesco e Leone XIV, saltati a piè pari.

Insomma, altro che conclave.

Altro che fumata bianca.

Altro che cardinali chiusi nella Cappella Sistina.

Qui la procedura sarebbe decisamente più verticale: si salta direttamente ai piani alti.

A rilanciare la storia è stato il dottor Taylor Marshall, commentatore statunitense dell’area cattolica tradizionalista, che in un post su X ha ironizzato pesantemente sull’ipotesi, parlando di un possibile nuovo “antipapa” e accostando la vicenda al movimento palmariano.

Naturalmente, prima di preparare la tiara e prenotare il biglietto del treno per Savigliano o aereo su Levaldigi, è bene mettere qualche paletto.

Non risultano, infatti, documenti ufficiali della Chiesa cattolica che confermino una simile investitura. E non esiste alcun riconoscimento canonico di Minutella come papa o come successore di Benedetto XVI.

Ma la storia è interessante perché arriva al termine di un percorso che, di per sé, non è esattamente ordinario.

Minutella, nato a Palermo nel 1973 e ordinato sacerdote nel 1999, ha alle spalle una formazione teologica importante, con laurea e dottorato alla Gregoriana. Poi, nel corso degli anni, è arrivata la rottura con la Chiesa ufficiale.

Nel 2018 è stata resa pubblica la scomunica “latae sententiae” per eresia e scisma. Nel 2021 è arrivata anche la dimissione dallo stato clericale. Per la Chiesa cattolica, quindi, Minutella non è più sacerdote.

Il diretto interessato, però, ha continuato la propria attività religiosa e ha dato vita al “Piccolo Resto Cattolico”, movimento che considera sé stesso come custode della vera fede, in contrapposizione alla Chiesa ufficiale.

Poi è arrivato il “Grande Prelato”.

Il 29 giugno 2025, a Monza, il Sodalizio Sacerdotale Mariano ha proclamato Minutella con questo titolo, inserendolo in una lettura fortemente profetica.

E adesso, apice degli apici, si passerebbe al livello successivo: la “potestas ordinis” direttamente dal cielo e la successione a Benedetto XVI.

A questo punto, la domanda sorge spontanea: e Savigliano?

Perché se il protagonista di questa vicenda ha già una “Casa Betania” in via Alba, se il centro piemontese del movimento è proprio qui e se Savigliano è diventata una delle sedi operative del “Piccolo Resto”, qualcuno potrebbe iniziare a chiedersi se il futuro Vaticano non abbia trovato casa proprio nella Granda.

Il paragone con Avignone è troppo ghiotto per non far fare almeno un sorriso.

Avignone, XIV secolo: il papato si trasferisce fuori Roma.

Savigliano, XXI secolo: per ora c’è Casa Betania.

La differenza è che ad Avignone c’erano papi riconosciuti dalla Chiesa, mentre qui siamo davanti a una realtà che si colloca apertamente in rottura con la Chiesa cattolica.

Insomma, niente “cattività avignonese”. Al massimo, “cattività saviglianese”.

Una cosa è certa: non capita tutti i giorni di trovarsi al centro di una vicenda che mette insieme un “Grande Prelato”, un presunto papato ricevuto direttamente dal cielo, una “potestas ordinis” ultraterrena e persino l’ombra ingombrante di Avignone.

Il tutto in via Alba.

A questo punto manca soltanto una cosa: la fumata bianca dal camino di Casa Betania.

E magari, per prudenza, sarebbe meglio controllare anche se il Comune ha già previsto un piano viabilità per il nuovo conclave.

Cesare Mandrile