Savigliano, evidentemente, non si accontenta più di essere una tranquilla città di provincia. Eh sì, perché in riva al Maira sembrerebbe addirittura poter approdare il nuovo Stato del Vaticano.
Restano da definire i confini: si estenderà fino a Monasterolo o, al massimo, fino a Sanità? Battute a parte, la città si è ritrovata dentro una vicenda che, a leggerla tutta d’un fiato, sembra uscita da un romanzo di fantareligione.
Protagonista è Don Alessandro Maria Minutella, il sacerdote palermitano che da anni porta avanti la propria battaglia contro quella che considera la deriva della Chiesa cattolica e che, nel frattempo, ha costruito attorno a sé il movimento del “Piccolo Resto Cattolico”.
E proprio il “Piccolo Resto” ha una sua casa anche qui: “Casa Betania”, nell’area artigianale di via Alba, inaugurata nel dicembre 2024. Un nome biblico, una sede piemontese e una storia che, ultimamente, sembra pronta a fare un ulteriore salto di livello.
Perché adesso c’è una data: 8 settembre 2026.
Secondo quanto riferito in ambienti tradizionalisti e in discussioni online, peraltro piuttosto critiche nei confronti di Minutella, quel giorno dovrebbe essere addirittura redatto un atto destinato ad attribuirgli nientemeno che la “potestas ordinis” direttamente dal cielo, oltre a indicarlo come “successore di Benedetto XVI”. Con buona pace di Francesco e Leone XIV, saltati a piè pari.
Insomma, altro che conclave.
Altro che fumata bianca.
Altro che cardinali chiusi nella Cappella Sistina.
Qui la procedura sarebbe decisamente più verticale: si salta direttamente ai piani alti.
A rilanciare la storia è stato il dottor Taylor Marshall, commentatore statunitense dell’area cattolica tradizionalista, che in un post su X ha ironizzato pesantemente sull’ipotesi, parlando di un possibile nuovo “antipapa” e accostando la vicenda al movimento palmariano.
Naturalmente, prima di preparare la tiara e prenotare il biglietto del treno per Savigliano o aereo su Levaldigi, è bene mettere qualche paletto.
Non risultano, infatti, documenti ufficiali della Chiesa cattolica che confermino una simile investitura. E non esiste alcun riconoscimento canonico di Minutella come papa o come successore di Benedetto XVI.
Ma la storia è interessante perché arriva al termine di un percorso che, di per sé, non è esattamente ordinario.
Minutella, nato a Palermo nel 1973 e ordinato sacerdote nel 1999, ha alle spalle una formazione teologica importante, con laurea e dottorato alla Gregoriana. Poi, nel corso degli anni, è arrivata la rottura con la Chiesa ufficiale.
Nel 2018 è stata resa pubblica la scomunica “latae sententiae” per eresia e scisma. Nel 2021 è arrivata anche la dimissione dallo stato clericale. Per la Chiesa cattolica, quindi, Minutella non è più sacerdote.
Il diretto interessato, però, ha continuato la propria attività religiosa e ha dato vita al “Piccolo Resto Cattolico”, movimento che considera sé stesso come custode della vera fede, in contrapposizione alla Chiesa ufficiale.
Poi è arrivato il “Grande Prelato”.
Il 29 giugno 2025, a Monza, il Sodalizio Sacerdotale Mariano ha proclamato Minutella con questo titolo, inserendolo in una lettura fortemente profetica.
E adesso, apice degli apici, si passerebbe al livello successivo: la “potestas ordinis” direttamente dal cielo e la successione a Benedetto XVI.
A questo punto, la domanda sorge spontanea: e Savigliano?
Perché se il protagonista di questa vicenda ha già una “Casa Betania” in via Alba, se il centro piemontese del movimento è proprio qui e se Savigliano è diventata una delle sedi operative del “Piccolo Resto”, qualcuno potrebbe iniziare a chiedersi se il futuro Vaticano non abbia trovato casa proprio nella Granda.
Il paragone con Avignone è troppo ghiotto per non far fare almeno un sorriso.
Avignone, XIV secolo: il papato si trasferisce fuori Roma.
Savigliano, XXI secolo: per ora c’è Casa Betania.
La differenza è che ad Avignone c’erano papi riconosciuti dalla Chiesa, mentre qui siamo davanti a una realtà che si colloca apertamente in rottura con la Chiesa cattolica.
Insomma, niente “cattività avignonese”. Al massimo, “cattività saviglianese”.
Una cosa è certa: non capita tutti i giorni di trovarsi al centro di una vicenda che mette insieme un “Grande Prelato”, un presunto papato ricevuto direttamente dal cielo, una “potestas ordinis” ultraterrena e persino l’ombra ingombrante di Avignone.
Il tutto in via Alba.
A questo punto manca soltanto una cosa: la fumata bianca dal camino di Casa Betania.
E magari, per prudenza, sarebbe meglio controllare anche se il Comune ha già previsto un piano viabilità per il nuovo conclave.