Il caso del giovane segretario del circolo Roccavione – Borgo San Dalmazzo del Partito Democratico Matteo Giordano, che fa parte della stessa maggioranza guidata da un sindaco, Paolo Giraudo, che ha fatto la scelta di Futuro Nazionale a fianco dell’ex generale Vannacci agita le acque del Partito Democratico provinciale. E non solo.
(In foto Matteo Giordano)
Scende in campo anche il segretario provinciale Pd, Davide Sannazzaro, che tenta un’ultima disperata difesa provando a ribaltare la questione sulle spalle del sindaco.
“Insieme alla segreteria provinciale, ho preso atto della decisione di Matteo Giordano di rassegnare le dimissioni da segretario del circolo PD.
È una scelta – afferma con toni concilianti Sannazzaro - che non intendiamo né condannare né mettere in discussione nelle motivazioni personali che l’hanno determinata. Al tempo stesso, però, è una scelta che non possiamo condividere fino in fondo. Avremmo auspicato una posizione più netta rispetto alle vicende politiche che hanno finito per coinvolgere anche la comunità democratica.
Matteo – afferma il segretario provinciale dem - ha scelto di mantenere fino in fondo l’impegno amministrativo assunto con gli elettori di Roccavione, ma ha anche riconosciuto che, a causa delle iniziative e delle scelte politiche del suo sindaco, questo rendeva non più compatibile la sua permanenza alla guida del circolo. Ha quindi deciso, non senza rammarico, di fare un passo indietro dall’incarico di partito, ritenendo così di tutelare la comunità democratica da polemiche sterili e da contrapposizioni che nulla hanno a che vedere con il suo impegno amministrativo”.
“In questi mesi, del resto – aggiunge - si è trovato a fare i conti con una traiettoria politica del sindaco sempre più difficile da seguire: prima Forza Italia, poi Fratelli d’Italia, oggi Futuro Nazionale e domani chissà, accompagnata da una crescente esposizione mediatica e da frequenti prese di posizione, anche molto dure, nei confronti di amministratori di altri Comuni del territorio. Una serie di ardite giravolte politiche – sostiene - che hanno inevitabilmente reso sempre più difficile mantenere distinto l’impegno amministrativo da quello politico e di partito”.
Sannazzaro cerca di ribaltare la questione attribuendo gran parte delle responsabilità politica al sindaco Giraudo.
“Il punto – ribadisce - è che le scelte del sindaco di Roccavione hanno finito per mettere in difficoltà un giovane amministratore che vuole restare leale verso gli elettori e continuare a lavorare per la propria comunità. Proprio per questo, Matteo ha ritenuto necessario separare il proprio ruolo amministrativo da quello politico e di partito. Resta, semmai, un piccolo paradosso tutto politico: nell'intera vicenda l'unico ad aver avvertito il bisogno di rimettere un incarico è stato Giordano. Il sindaco, che di cambi di casacca se ne intende, per ora non ne ha ravvisato la necessità.
A Matteo – conclude Sannazzaro - va comunque il mio ringraziamento sincero per il lavoro svolto alla guida del circolo e per il senso di responsabilità dimostrato anche in questa circostanza. E alla luce di quanto detto, l’ipotesi di una qualche alleanza tra il Pd e Futuro Nazionale appartiene più alla categoria degli effetti del caldo di agosto che a quella della politica”.
È comunque interessante annotare che le ultime elezioni amministrative del 2024 avevano già registrato una spaccatura nella sinistra.
Infatti, Giordano, segretario del locale circolo dem, aveva aderito alla lista civica di Paolo Giraudo “Tra le gente, per la gente” pur essendoci dall’altra parte, a capo della lista (anch’essa civica) “Con Roccavione” Germana Avena, storica esponente della gauche valligiana, sindaca di lungo corso nonché ex consigliera provinciale Pci, poi Pds e Ds.
Le urne, due anni fa, hanno premiato la squadra di Giraudo che aveva vinto col 64,37%, contro il 35,63% dell’Avena.
Quest’ultima, dopo la sconfitta, si era dimessa lasciando ad altri il compito di occuparsi dell’opposizione.
Ora questo caso, parafrasando il titolo del libro di Emilio Gadda “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana”, scuote un Partito Democratico già alle prese con mille questioni, a partire dalla difficile situazione politico-amministrativa del capoluogo di provincia per arrivare alle imminenti elezioni provinciali.
E il “pasticciaccio brutto”, che sta trovando vasta eco su tutti gli organi di stampa della destra di governo, avviene in casa della vicepresidente nazionale del partito, la deputata di Borgo San Dalmazzo Chiara Gribaudo.