C'è un edificio, nel cuore di Alba, che da tempo aspetta di tornare a essere quello che era: un luogo di cura. L'ex ospedale di via Pietrino Belli, con le sue architetture ormai segnate dal tempo, è al centro di uno dei progetti sanitari più attesi del territorio, quello della futura Casa e Ospedale di Comunità. Un progetto che, dopo anni di percorso amministrativo, lo scorso giugno ha trovato la sua tappa più concreta: l'aggiudicazione definitiva dell'appalto, da 19,6 milioni di euro, al raggruppamento di imprese guidato dalla torinese CO.GE.FA S.p.A..
A due mesi di distanza, quell'annuncio si sta traducendo nel lavoro meno visibile ma più necessario: la progettazione esecutiva, passaggio obbligato prima dell'apertura dei cantieri. L'intervento prevede la demolizione parziale dei fabbricati esistenti e la costruzione di un nuovo edificio lungo via Pietrino Belli, affiancata dal recupero della struttura monumentale dell'ex ospedale, per un completamento complessivo atteso entro il 2030. Una volta ultimata, la struttura offrirà cure primarie, servizi diagnostici, assistenza domiciliare e specialistica ambulatoriale, oltre a un Ospedale di Comunità da 20 posti letto, pensato come snodo intermedio tra il ricovero ospedaliero e l'assistenza a casa.
Dietro i numeri e le scadenze tecniche, il progetto porta con sé anche il significato di un ritorno: quello di restituire centralità a un luogo che per generazioni di albesi ha rappresentato un punto di riferimento sanitario. Lo racconta bene il modo in cui, al momento dell'aggiudicazione, ne avevano parlato sia chi rappresenta l'azienda sanitaria sia chi amministra la città.
"Un passo importante, nell'ottica di essere sempre più vicini alla nostra comunità, sia in termini di servizi prestati, sia in termini di prossimità degli stessi", aveva sintetizzato il Direttore Generale dell'ASL CN2, Paola Malvasio, leggendo nel nuovo intervento l'occasione per ridislocare e potenziare servizi già oggi attivi nella vecchia struttura del nosocomio. Un passaggio che, per il sindaco Alberto Gatto, ha soprattutto il valore di un traguardo raggiunto dopo un iter lungo e complesso: "Dopo un lungo percorso amministrativo, questo passaggio consente finalmente di entrare nella fase operativa di un progetto atteso e strategico, che restituirà nuova centralità all'area dell'ex ospedale", aveva dichiarato, impegnandosi a "seguire con attenzione le prossime fasi" affinché l'investimento si traduca, nei tempi previsti, in un beneficio concreto per la comunità.
Adesso, con l'aggiudicazione alle spalle, la partita si gioca sui tempi tecnici: dalla progettazione di dettaglio dipenderà l'apertura dei cantieri, primo passo reale verso quel 2030 che oggi segna l'orizzonte del progetto.