Solidarietà internazionale e impegno per la prevenzione sul territorio cuneese unite in un'unica missione. È questo il filo conduttore della collaborazione tra Casa do Menor e l'associazione "Tito Tocco Toccati", presieduta dal chirurgo vascolare Claudio Novali, che hanno presentato un progetto destinato a sostenere la realizzazione di un presidio sanitario a Bambadinca, in Guinea-Bissau.
L'iniziativa punta a raccogliere i fondi necessari per costruire un luogo dove poter accogliere chi ha bisogno di assistenza medica, un punto di riferimento per una comunità che oggi non dispone di un servizio sanitario di prossimità. “Non lo chiamerei ambulatorio sanitario – ha spiegato Novali – ma un ambulatorio della speranza. Sarà un luogo dove le persone potranno trovare qualcuno che ascolta, cura e accompagna. Uno di quei progetti che consentono di passare da local a global”.
Nella fase iniziale la struttura sarà gestita da un infermiere, chiamato a svolgere un ruolo che andrà ben oltre quello strettamente sanitario, diventando un punto di riferimento umano per la popolazione locale.
L'associazione "Tito Tocco Toccati", nata dieci anni fa per sensibilizzare sulle malattie della circolazione e sulla prevenzione delle patologie vascolari, ha contribuito con una prima considerevole donazione al progetto, con l'auspicio che l'iniziativa riesca a coinvolgere un numero sempre maggiore di sostenitori. “Vorrei che questa idea si allargasse come uno tsunami”, ha affermato Novali, sottolineando come la solidarietà possa diventare un ponte tra il territorio cuneese e una delle aree più povere dell'Africa occidentale.
A spiegare nel dettaglio il progetto è stato Matteo Ghiglione responsabile progetti e raccolta fondi della Casa do Menor Italia. La missione opera da almeno 5 anni a Bambadinca grazie alla presenza di quattro missionari laici brasiliani inviati da padre Renato. “Pur svolgendo prevalentemente attività educative, si sono trovati di fronte a un bisogno primario – ha detto Ghiglione -: garantire cure per le emergenze più comuni, dalla malaria alle ustioni domestiche, in un Paese dove l'assistenza sanitaria è a pagamento e il sistema pubblico dispone di risorse molto limitate”.
L'intervento prevede la costruzione di una sala medica e l'organizzazione dell'assistenza attraverso la collaborazione con l'ospedale di Bafatá, distante una quarantina di minuti, oppure con un giovane medico del posto, già sostenuto negli studi grazie a una borsa finanziata da benefattori italiani e disponibile a prestare servizio durante i periodi di pausa dagli esami universitari.
“Il costo complessivo dell'operazione è stimato in circa 25 mila euro: 15 mila serviranno per la realizzazione della struttura, mentre i restanti 10 mila saranno destinati all'acquisto delle attrezzature di base e al sostegno dell'attività sanitaria nel tempo”. La raccolta fondi è iniziata a maggio raggiungendo il 15%, l'obiettivo è arrivare preparati alla missione prevista per gennaio 2027, quando una delegazione raggiungerà la Guinea-Bissau per definire gli accordi con l'ospedale di Bafatá e se possibile persino con il Ministero della Salute, avviando concretamente il progetto.
La collaborazione tra Casa do Menor e Claudio Novali nasce da un rapporto costruito negli anni, consolidatosi durante l'emergenza umanitaria in Ucraina, quando l'associazione poté contare anche sul supporto logistico del fratello del medico, console italiano in Romania. Da quella esperienza è maturata una sinergia che oggi si traduce in un nuovo progetto di cooperazione internazionale.
Ma l'intesa guarda anche al territorio cuneese. Novali ha infatti proposto di utilizzare gli spazi del Monastero di San Biagio per organizzare incontri dedicati alla prevenzione, alla formazione all'educazione sanitaria, promuovendo corretti stili di vita, oltre a giornate di screening vascolare gratuito con strumenti diagnostici portatili. Un modo per riportare la medicina a diretto contatto con le persone. “Dobbiamo uscire dalla torre d'avorio della sanità – ha osservato – e tornare a dialogare con i cittadini, offrendo loro informazioni corrette e sicurezza in un'epoca in cui troppo spesso ci si affida a "dottor Google"”.
Con le celebrazioni per i trent'anni di Casa do Menor in Italia, in programma il 19 e 20 settembre al Monastero di San Biagio, a cui parteciperà anche padre Renato, sarà l'occasione per conoscere meglio il progetto per cui è stata lanciata la raccolta fondi in una catena di solidarietà che avvicina Cuneo all'Africa. Per chi è interessato, oltre agli aggiornamenti sullo stato di avanzamento della raccolta fondi, è possibile sostenere e contribuire al progetto che punta a trasformare un gesto di solidarietà in un presidio concreto di cura e speranza.