Cronaca - 05 agosto 2026, 16:03

Monte Piastra, il fuoco non si ferma: a Valdieri decine di uomini al lavoro tra fumo, caldo e solidarietà [FOTO E VIDEO]

Nella tarda mattinata si sono riattivati due focolai, uno verso Desertetto e uno in direzione di Madonna del Colletto. La nostra mattinata a Valdieri

Un fulmine venerdì notte. Poi l'illusione che l'incendio innescato dalla scarica fosse stato domato grazie al tempestivo intervento dei vigili del fuoco. 

Ma non è stato così. 

Nonostante il rogo fosse stato circoscritto, alcune piante hanno continuato a bruciare internamente, alimentando riprese favorite dal fenomeno dell’autocombustione.

I rilievi effettuati con il drone di Eurodrone di Boves, pilotato da Massimo Perotti, hanno evidenziato temperature di circa 350 gradi intorno a mezzogiorno e addirittura di 500 gradi verso le 13, con punte superiori ai 600 gradi in alcuni punti.

Il monte Piastra, anche oggi, a Valdieri, in valle Gesso, continua a fumare e a preoccupare. Nonostante siano passati ormai cinque giorni dall'innesco. 

Con l'innalzamento delle temperature si sono riattivati due focolai importanti a monte: uno verso Desertetto e uno in direzione di Madonna del Colletto. Entrambi sono monitorati dalle squadre sul campo per mantenerli confinati. Ma le forze sono allo stremo. 

La preoccupazione maggiore è che le fiamme possano raggiungere la pineta, ad una manciata di metri da dove il suolo continua ad essere attivo.

NEL VIDEO, DANIELE TALLONE CO.AIB. SQUDRA DI BORGO SAN DALMAZZO E DAVIDE RIVOIRA, CAPOSQUADRA DEI VIGILI DEL FUOCO E DIRETTORE OPERAZIONI SPEGNIMENTO (DOS)

Continuano ad operare le squadre di terra. L'intervento aereo non è continuo, purtroppo, perché i mezzi sono pochi e i fronti aperti in Piemonte sono tanti. Per cui gli elicotteri devono spostarsi da un'emergenza all'altra. Ora il mezzo si è spostato verso Alessandria.

In mattinata sono stati 23 i lanci di acqua: quattro minuti di volo dal Gesso al monte e ritorno, senza sosta. 

Ma non è bastato. E ora il rogo ha ripreso vigore.

Stamattina erano al lavoro due equipaggi dei Vigili del fuoco di Cuneo, i volontari di Busca, tre squadre Aib provenienti da Busca, Chiusa di Pesio e Torino, oltre al personale del Parco. 

Complessivamente 32 persone, affiancate dal sindaco Guido Giordana, dal vicesindaco Sharon Giraudo, dal consigliere comunale Davide Tonello e da numerosi cittadini che stanno portando cibo e bevande agli operatori.

Una intera comunità si è mobilitata, garantendo un supporto umano e di sostanza. Cibo e acqua per tutti gli operanti, ormai fiaccati dalle tante ore di presidio e di lavoro. 

Ne portano i residenti e i turisti: acqua, cioccolato, panini, focacce, croissant, salumi. Ed è stato portato anche un frigo per tenere al fresco le bevande. 

Il sindaco Guido Giordana è sempre stato presente, dando tutto il supporto possibile, come rappresentante dell'amministrazione ma anche come profondo conoscitore del territorio e dei suoi boschi.

QUI LE SUE PAROLE, CON LE QUALI EVIDENZIA L'IMPORTANZA DI POTER CREARE PISTE FORESTALI, A SALVAGUARDIA DEL TERRITORIO

Sa quanto sia importante il lavoro che stanno facendo tutti da giorni. Ricorda bene il 2003, quando le fiamme riuscirono a raggiungere proprio la pineta. "Dobbiamo evitarlo ad ogni costo", continua a dire. 

Il "quartier generale" è stato allestito nell'area della stazione di servizio, appena fuori dall'abitato, da dove la visuale è ottima e si riescono a coordinare le operazioni via cielo e via terra, guidando l'elicottero, le squadre e i mezzi che sono a poca distanza dai roghi attivi, pronti ad intervenire. 

Siamo stati anche lì, riuscendo a vedere da vicino la zona interessata dal rogo: non si vedono fiamme, ci sono solo fumo, odore di bruciato e caldo.

Tra su e giù è uno scambio continuo di informazioni e indicazioni. 

Un grande lavoro di squadra, con un solo obiettivo: scongiurare il riattivarsi del rogo e impedire che possa raggiungere la pineta. Difficilmente si riuscirà a chiudere l'intervento in giornata. Resterà un presidio per tutta la notte. E domani si spera in un nuovo intervento aereo. 

In quelle zone impervie, intervenire via terra è davvero difficile. Serve l'elicottero, ma non solo a Valdieri, purtroppo. 

E' una lotta contro le fiamme e contro il tempo.