Attualità - 04 agosto 2026, 12:37

Cuneo, salvare le orchidee del parco Gesso e Stura: scatta la protezione della piccola oasi a Tetto Dolce [FOTO]

La Giunta dà il via libera alla posa di una recinzione amovibile: entra nel vivo il progetto di Legambiente in sinergia con Ente Parco, Comune e Fondazione Crc

Orchidea selvatica, immagine di repertorio

Un piccolo scrigno di biodiversità celato all'ombra del Viadotto della Pace si prepara a ricevere una protezione speciale per preservare il suo inestimabile patrimonio botanico. La Giunta comunale di Cuneo, guidata dalla sindaca Patrizia Manassero, ha approvato ufficialmente l'intervento finalizzato alla tutela delle orchidee spontanee che crescono nell'area di località Tetto Dolce, posizionata lungo la sponda idrografica destra del torrente Gesso all'interno del Parco Fluviale Gesso e Stura.

Questo prezioso angolo naturalistico ospita ben nove differenti specie di orchidee, alcune delle quali costituiscono gli unici esemplari censiti sull'intero territorio della Provincia di Cuneo. Proprio la straordinaria unicità e rarità di queste fioriture ha reso l'area una delle zone meglio conservate dell'intero parco, spingendo le istituzioni locali e le associazioni ambientaliste a stringere un'alleanza strategica per garantirne la sopravvivenza nel tempo.

La decisione della Giunta, formalizzata con la delibera approvata all'unanimità su relazione dell'assessore Gianfranco Demichelis, dà il via libero alla posa di una recinzione in legno pensata per delimitare la zona a maggior pregio ecologico. La struttura protettiva sarà completamente amovibile e priva di fondazioni invasive, garantendo così il minimo impatto visivo e la totale reversibilità dei luoghi, nel pieno rispetto del paesaggio fluviale.

L’opera rientra all'interno dell'iniziativa denominata "Guardiani delle orchidee", un progetto promosso da Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta APS insieme al Circolo Legambiente di Cuneo e all'Ente Parco. L'intero piano di salvaguardia ha trovato un fondamentale sostegno economico nelle risorse del bando "Percorsi di sostenibilità" messo a disposizione dalla Fondazione Crc, consentendo al Comune di procedere alla messa in sicurezza dell'habitat senza gravare minimamente sulle casse pubbliche municipali.

L'area di Tetto Dolce appartiene al demanio regionale ed è gestita direttamente dal Comune di Cuneo, che ha formalizzato la concessione nel luglio del 2024. Grazie a questo quadro amministrativo e alla stretta collaborazione con i tecnici della Regione Piemonte, il progetto ha ottenuto rapidamente tutte le autorizzazioni necessarie, beneficiando delle deroghe paesaggistiche previste per gli interventi leggeri di salvaguardia agro-silvo-pastorale e di fruizione sostenibile del territorio.

Sotto la direzione dell'ingegner Massimiliano Galli, responsabile del Settore Urbanistica e direttore del Parco Fluviale, i lavori rappresentano un segnale concreto di attenzione verso la transizione ecologica e la tutela della memoria naturale di un territorio che continua a rivelare tesori botanici di inestimabile valore. Il progetto prevede la realizzazione di una staccionata in legno, elettrificata, atta ad impedire il pascolamento delle greggi in certi periodi dell’anno. Per consentire la fruizione del sentiero che attraversa gli habitat, durante il periodo di chiusura del sito, è prevista la realizzazione di un nuovo tratto sentieristico, che fiancheggerà più a monte quello attualmente esistente.

L’area interessata dall’intervento si estende per circa 7.500 m² ed è censita catastalmente come terreno demaniale classificato “Acqua”. Ricade all’interno di un contesto sottoposto a tutela paesaggistica e naturalistica e presenta caratteristiche ambientali di particolare interesse sotto il profilo floristico e vegetazionale. L’area di Tetto Dolce riveste infatti un ruolo di primaria importanza per la conservazione della biodiversità locale, ospitando numerose specie di "Orchidaceae spontanee", con una consistenza stimata di circa 2mila  individui, oltre a habitat seminaturali di elevato valore ecologico.

L’intervento è finalizzato al perseguimento di obiettivi specifici. Parallela a quest'azione è la conservazione e il miglioramento dello stato degli habitat prioritari e di interesse comunitario della Rete Natura 2000, insieme al mantenimento delle condizioni ecologiche favorevoli per le praterie aride. A tal fine, l'iniziativa mira a contenere i processi di inarbustimento e colonizzazione arbustiva, regolamentando al contempo le attività di pascolamento in funzione degli specifici traguardi conservazionistici. L'opera consentirà inoltre di ridurre l'impatto del disturbo antropico diretto sulle specie e sugli habitat protetti, promuovendo parallelamente la valorizzazione didattica, naturalistica e divulgativa del sito e l'attivazione di rigorosi protocolli scientifici per il monitoraggio floristico, vegetazionale ed ecologico dell’area. 

Angela Panzera