Ma davvero è un agriturismo?
Quando arriverete a Ca’ Mariuccia, a chiarirvi immediatamente l’identità della struttura in cui vi accingete ad entrare sarà, su una parete ben visibile, una grande scritta: Ca’ Mariuccia Agricoltura etica. Che cosa aspettarvi dunque se non il consueto agriturismo, reso forse un po’ più à la page dall’evocazione del suo tratto etico? E invece quello che vi aspetterà sarà una sorpresa, che comincerete a intuire non appena entrerete nel salone in cui sarete fatti accomodare per pranzare o cenare: uno spazio che, unendo tavoli in legno e lampade a sospensione dal sapore quasi industriale, vi accoglierà con le sue colonne scure e i chiari pannelli fonoassorbenti che gli imprimono un respiro tutto contemporaneo.
E, mentre sul fondo il bancone bar e le vetrine completano l'ambiente, la disposizione dei coperti valorizza la convivialità riportando il tutto a quell’orizzonte rurale che Ca’ Mariuccia intende mantenere. E sarà qui che avrete modo di assaggiare una cucina, quella dello chef Stefano Malvardi, capace di stupirvi almeno quanto l’ambiente.
Una cucina inattesa e capace di convincere
Il mio pranzo si è aperto con un Gazpacho fresco, ideale per la giornata estiva decisamente calda che avvolgeva le colline circostanti. Ed è questa stessa freschezza che ho ritrovato nel Pinzimonio di verdure con crema di fagioli borlotti e spuma all'olio extravergine d'oliva, uno dei piatti che meglio sintetizza la filosofia della casa: la croccantezza delle verdure trova nella crema di borlotti un contrappunto morbido e nella spuma una leggerezza che completa il piatto senza appesantirlo.
Di notevole impatto anche la Battuta di trota salmonata con cetrioli, yogurt e sedano, nella quale la delicatezza del pesce di fiume viene accompagnata da una componente vegetale capace di sostenerla senza mai coprirne il sapore. Molto convincente il Risotto al finocchietto con rane: la mantecazione del riso è eseguita con mano sicura, mentre le rane, pur perfettamente amalgamate, risultano forse un po' troppo delicate per imprimere al piatto quel guizzo finale che l’avrebbe reso memorabile.
Cosa che invece è accaduta con i Plin di patata affumicata con fonduta, noci e tartufo nero: un piatto nel quale il ripieno lascia emergere con sorprendente nitidezza il gusto della patata, racchiuso in una sottilissima sfoglia davvero di grande livello.
La Quaglia farcita con salsiccia e cardoncelli all'orientale convince soprattutto per il ripieno, ricco e ben calibrato.
E anche i dolci mi sono sembrati capace di dire la loro: sia il Profiterole, costruito in chiave tutta artigianale, sia le Pesche alla brace il cui gusto unico basterebbe a sé stesso, tanto da rendere il gelato quasi una sorta di orpello estetico.
Se tavola e cantina si radicano nei sapori del territorio
Via via che i piatti arriveranno in tavola, peraltro con un servizio ad un tempo impeccabile e attentissimo alle vostre esigenze, vi accorgerete di aver trovato un indirizzo per il quale è valsa la pena attraversare colline e valli di fatto immediatamente alle spalle di Torino e tuttavia non così vicini come ci si potrebbe immaginare. I sapori e i colori delle diverse portate, senza per questo rinunciare a guardare lontano, sapranno infatti parlarvi di un territorio fatto di boschi e di prati, prima che di vigneti e noccioleti da cartolina. Ed è forse proprio questa biodiversità, che segna non solo il paesaggio ma anche le coltivazioni che in esso trovano posto, ad aver indotto Angela Calligaro e Andrea Maria Pirollo a lasciare il Varesotto per venire a dar vita proprio qui a una realtà ristorativa che intende mantenere solide le sue radici agricole. Come del resto dimostra la carta dei vini, di fatto legata esclusivamente alle loro produzioni: Malvasia, Sauvignon, Barbera, Nebbiolo… tutti capaci di accompagnare brillantemente un pasto capace di farsi ricordare.
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Ca’ Mariuccia
Tipologia locale: Agriturismo
Indirizzo: Frazione San Emiliano, 2 – Albugnano (AT)
Tel: (+39) 335 7507496
Sito web: www.camariuccia.it
Prezzi: antipasti (9-15€), primi (15-16€), secondi (12-18€), selezione di formaggi (16€), dolci (6-8€), coperto (3,50€).
Ultima visita (pranzo stampa): luglio 2026
Sensazioni al volo: Tra freschi gazpacho, creativi pinzimoni e intriganti tocchi di affumicatura, la cucina dello chef Stefano Malvardi gioca con le consistenze, offrendo un percorso che sa sorprendere il palato senza mai tradire l'anima agricola del luogo.