Economia - 29 luglio 2026, 08:56

Agenti di commercio, Fnaarc Cuneo chiede una svolta fiscale: “Norme ferme agli anni ’80, servono regole più adeguate ai costi reali”

Il presidente provinciale Arcangelo Galante lancia l’appello in vista della prossima Legge di Bilancio: “L’automobile è uno strumento di lavoro fondamentale, ma la deducibilità non rispecchia più la realtà”

Il presidente Arcangelo Galante

In vista del confronto sulla prossima Legge di Bilancio, Agenti Fnaarc-Confcommercio provincia di Cuneo torna a chiedere un intervento sul tema della fiscalità degli agenti di commercio, con particolare riferimento alla deducibilità delle autovetture e all’aumento dei costi legati alla mobilità.

A rilanciare la richiesta è il presidente provinciale Cav. Arcangelo Galante, che sottolinea come la categoria continui a essere penalizzata da una normativa fiscale ritenuta ormai superata rispetto all’evoluzione del mercato.

“Serve un aggiornamento della deducibilità delle autovetture – afferma Galante – e una fiscalità più aderente ai costi reali della professione”.

Secondo Fnaarc, gli agenti di commercio rappresentano una componente strategica dell’economia italiana: sono circa 230 mila imprenditori e, secondo i dati della Fondazione Enasarco, contribuiscono ogni anno all’intermediazione di una quota compresa tra il 20 e il 25% del Pil nazionale, per un valore stimato intorno ai 500 miliardi di euro.

Il nodo principale riguarda il limite di deducibilità delle autovetture per gli agenti che operano in regime ordinario, pari al 38% della categoria. Attualmente il costo fiscalmente riconosciuto per l’acquisto dell’auto resta fissato all’80% di un tetto massimo di 25.822 euro, una cifra che deriva dalla conversione degli originari 50 milioni di lire introdotti nel 1986.

“È anacronistico – sottolinea Galante – che chi utilizza l’auto ogni giorno per lavorare debba confrontarsi con limiti fiscali stabiliti quando il mercato automobilistico era completamente diverso. Oggi il prezzo delle vetture è aumentato in modo significativo, ma la normativa è rimasta invariata”.

Per gli agenti di commercio, infatti, l’automobile non rappresenta un semplice mezzo di trasporto, ma il principale strumento professionale. La categoria è tra i maggiori acquirenti di auto nuove in Italia: gli agenti sostituiscono mediamente il veicolo ogni quattro anni a causa degli elevati chilometraggi percorsi, acquistano circa 159 nuove vetture al giorno e nel solo 2024 hanno generato acquisti per oltre 700 milioni di euro.

A incidere sulla sostenibilità economica dell’attività sono anche gli aumenti dei costi di esercizio. Dal 2015, con l’introduzione del regime forfettario, sono cresciuti il prezzo dei carburanti, il costo delle autovetture nuove, i pedaggi autostradali, le spese di manutenzione e le assicurazioni.

“Una fiscalità che non considera i costi effettivi della professione rischia di ridurre progressivamente la capacità degli agenti di commercio di svolgere il proprio lavoro – prosegue il presidente Fnaarc Cuneo –. La nostra categoria è chiamata anche ad affrontare una sfida generazionale: l’età media degli agenti è di 52 anni e diventa difficile immaginare l’ingresso di giovani in un settore dove i costi iniziali sono sempre più elevati”.

L’associazione chiede quindi al Governo un intervento concreto nella prossima Legge di Bilancio per aggiornare il tetto di deducibilità delle autovetture e rendere il sistema fiscale più coerente con la realtà quotidiana degli agenti di commercio.

“Una categoria che contribuisce in modo così significativo all’economia del Paese – conclude Galante – merita risposte adeguate e una normativa finalmente al passo con i tempi”.