Attualità - 29 luglio 2026, 16:45

Feste e sagre, la burocrazia rischia di spegnere il volontariato: l’appello delle Acli cuneesi

Oltre a Fossano anche Gaiola approva l’ordine del giorno per semplificare le procedure. Nel mirino norme considerate sproporzionate per le piccole manifestazioni: si chiede di passare da un sistema prescrittivo a una valutazione dei rischi più aderente alla realtà degli eventi

Immagine di repertorio

Troppa burocrazia per feste e sagre, così è partita l'iniziativa delle Acli provinciali cuneesi volta a coinvolgere tutte le istituzioni per arrivare al governo e far alleggerire la norma rendendola più coerente a seconda delle realtà.

Oltre a Fossano anche il Consiglio comunale di Gaiola, lunedì 27 luglio, ha approvato l'ordine del giorno proposto dall'Acli provinciale di Cuneo per la semplificazione delle procedure per l’organizzazione di piccole manifestazioni.

“Se è giusto porre attenzione alla sicurezza non si possono invocare i fatti di Crans Montana per costringere le Pro Loco e o comitati di festeggiamenti, guidati da volontari, a procedure costose e che rischiano di fare sparire tutto ciò che di bello viene proposto nei piccoli comuni durante i festeggiamenti estivi – sbotta il sindaco Paolo Bottero sui social - . 

In qualità di Presidente della commissione pubblico spettacolo istituita ad hoc dall'ufficio SUAP mi sono reso conto che questa sarà la morte di molte realtà di volontariato poiché non tutti sono nelle condizioni, anche economiche, di rispettare tutte le prescrizioni richieste.

Non vuole dire non essere attenti alla sicurezza – conclude - ma semplicemente non considerare un tendone all'aperto gestito da volontari come uno scantinato adibito a discoteca per fare business”.

La proposta è stata inviata a tutti i Comuni della Granda, che potranno scegliere quale posizione assumere in merito, nella speranza aderiscano numerosi per dar voce alle diverse piccole realtà che per rispettare la norma si trovano ad affrontare onerosi adempimenti.

E' di pochi giorni fa l'intervento del prefetto di Cuneo Mariano Savastano con invito a non sottovalutare i rischi e a imparare a divertirsi con le dovute precauzioni.

Ma come già più volte segnalato negli ultimi anni dalle pro loco o organizzatori di eventi locali la burocrazia è spesso un ostacolo tale da indurre molti ad abbandonare progettualità, peraltro a titolo volontaristico.

L'iniziativa delle Acli cuneesi nasce proprio dalla volontà di preservare feste patronali e sagre che “rappresentano un elemento fondamentale per la vita sociale dei nostri Comuni, in particolare nei piccoli centri, dove la partecipazione attiva dei cittadini e il volontariato costituiscono un presidio essenziale di coesione sociale, solidarietà e valorizzazione delle tradizioni locali. Tuttavia, gli attuali adempimenti normativi risultano spesso complessi, onerosi e sproporzionati rispetto alla reale dimensione degli eventi, scoraggiando l'impegno dei volontari e mettendo a rischio la continuità di manifestazioni storiche e profondamente radicate nel tessuto comunitario”

Si chiede una modifica della normativa vigente in materia che consente un massimo di 200 partecipanti auspicando in un aumento a 500. Ma il punto focale avanzato dalle Acli cuneesi si trova nel superamento “dell’attuale sistema normativo di tipo prescrittivo a favore di norme che lascino in maniera effettiva spazio alla valutazione dei rischi redatta dai professionisti, dando la possibilità di distinguere in maniera oggettiva trattenimenti che oggi sono considerati come se comportassero gli stessi rischi, mentre di fatto non è così. Una normativa basata sulla valutazione dei rischi, pur partendo da un’individuazione di requisiti minimi richiesti per ogni pubblico spettacolo, permetterà di individuare misure di sicurezza progressive e che garantiscano lo svolgimento degli eventi in sicurezza, ma con modalità operative più “su misura” ”.

Lo stesso appello è stato rivolto anche alle istituzioni regionali e provinciali. Nello specifico l'obiettivo è sollecitare la Regione e, per il suo tramite, il Parlamento e il governo, ad adottare misure normative di semplificazione per l'organizzazione di eventi di piccole dimensioni; differenziare gli adempimenti richiesti in base alla tipologia e alla dimensione delle manifestazioni, mantenendo adeguati livelli di sicurezza; e infine sostenere le associazioni locali e i volontari attraverso strumenti di supporto amministrativo, informativo ed economico. 

“Si ritiene – scrive nel documento il presidente Elio Lingua - che una posizione condivisa e unitaria da parte delle Amministrazioni locali possa infatti rappresentare un segnale forte e concreto a tutela della socialità, della partecipazione civica e della vitalità delle nostre comunità locali”.

Sara Aschero