Attualità - 24 luglio 2026, 20:27

La nuova legge sulle attività subacquee al centro del confronto: sicurezza, responsabilità e tutela del mare

Esperti, magistrati e professionisti a confronto sulle novità introdotte dalla riforma. Dalla posizione di garanzia alla responsabilità degli enti, fino alla tutela dell’Area Marina Protetta di Bergeggi e all’obiettivo di proteggere il 30% del mare entro il 2030

Una legge destinata a incidere profondamente sul mondo delle attività subacquee, non solo sotto il profilo sportivo e ricreativo, ma anche sotto quello della sicurezza, della responsabilità e della tutela ambientale. È questo il filo conduttore dell’incontro di ieri, giovedì 23 luglio presso il salone d'onore del Comune di Cuneo,  dedicato alla Legge n. 70 del 2026, promosso dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Cuneo e da Cuneo Sub, che ha visto una nutrita partecipazione di professionisti, operatori del settore e appassionati.

Ad aprire i lavori è stato Maurizio Santero, vice responsabile nazionale della didattica subacquea FIPSAS, che ha offerto un inquadramento generale della riforma, illustrandone struttura e finalità. Il suo intervento si è soffermato, in particolare, sui destinatari della normativa, distinguendo i soggetti inclusi e quelli esclusi dal suo ambito di applicazione, oltre ad approfondire le principali misure di prevenzione e le cautele che devono essere adottate nello svolgimento delle attività subacquee.

Il taglio più strettamente giuridico è stato invece affidato alla dottoressa Alessia Rosati, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Cuneo, che ha analizzato i principali nodi interpretativi della nuova disciplina. Al centro del suo intervento il tema della posizione di garanzia, il ruolo delle norme tecniche nella valutazione della condotta dopo l’entrata in vigore della legge e la responsabilità degli enti, affrontata anche attraverso il richiamo ad alcuni significativi arresti della giurisprudenza della Corte di Cassazione.

A completare il quadro è stato l’intervento dell’avvocato Riccardo Squinzani, dedicato alla disciplina dell’Area Marina Protetta di Bergeggi. L’analisi ha riguardato il sistema di tutela ambientale, le regole che disciplinano le immersioni nelle diverse zone dell’area protetta e le prospettive future, con particolare riferimento al progetto di ampliamento dell’area, nell’ambito delle politiche di conservazione del patrimonio marino. Il confronto si è arricchito anche grazie ai contributi in videocollegamento del biologo Simone Bava e di Davide Virzì, direttore dell’Area Marina Protetta Isola di Bergeggi, che hanno approfondito gli aspetti scientifici e gestionali legati alla conservazione dell’ecosistema marino.

A chiudere il convegno è stato il videomessaggio della campionessa mondiale di apnea Alessia Zecchini, realizzato proprio nei fondali di Bergeggi nell’ambito della campagna promossa da Greenpeace Italia e Blue Marine Foundation. Un messaggio che ha richiamato l’attenzione sull’importanza della tutela del Mediterraneo e sull’obiettivo di proteggere il 30% del mare entro il 2030. "È arrivato il momento di fare qualcosa di più per il nostro mare", afferma Zecchini nel video, che si conclude con un invito tanto semplice quanto efficace: "Non serve andare più a fondo, serve fermarsi in tempo".

Ad aprire l’incontro sono stati i saluti istituzionali dell’assessora del Comune di Cuneo Cristina Clerico, del presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Cuneo Alessandro Ferrero e del presidente dell’ASD Cuneo Sub, Silverio Buri, che hanno evidenziato l’importanza dell’iniziativa quale momento di confronto e approfondimento su una normativa destinata ad avere importanti ricadute per il settore delle attività subacquee, con particolare attenzione ai profili della sicurezza, della responsabilità e della tutela dell’ambiente

L’incontro è stato moderato dalla giornalista Carlotta Braghin di TargatoCn.

Redazione