Agricoltura - 23 luglio 2026, 10:13

Frutta destinata all'industria ritirata a un centesimo al chilo: la denuncia di Coldiretti contro le pratiche sleali

L'associazione di categoria chiede controlli immediati per tutelare le imprese frutticole e far rispettare la legge sul giusto valore del lavoro agricolo

Quotazioni insostenibili per la frutta destinata all'industria di trasformazione: è la dura denuncia di Coldiretti Piemonte, che richiama con fermezza al rispetto della normativa vigente contro le pratiche commerciali sleali. In questi giorni, infatti, sono comparsi cartelli affissi davanti ad alcuni centri di raccolta del territorio che indicano il ritiro del prodotto al prezzo di appena un centesimo al chilogrammo.

"Una quotazione che lede la dignità del lavoro agricolo, mette in difficoltà le famiglie e rischia di compromettere un'intera economia territoriale – evidenzia il vicepresidente di Coldiretti Piemonte con delega territoriale alla frutticoltura Enrico Nada –. Dietro ad ogni chilo di frutta ci sono mesi di lavoro, investimenti, manodopera e costi sempre più elevati. Attribuire al prodotto un valore pressoché nullo significa umiliare le imprese agricole e costringerle a produrre in perdita".

La situazione sta creando forte preoccupazione in tutto il comparto ortofrutticolo regionale e cuneese, già messo a dura prova dai rincari e dalle sfide legate alla sostenibilità.

"Una situazione non più sostenibile: di fronte a prezzi così lontani dai costi reali chiediamo controlli immediati e la rigorosa applicazione del decreto legislativo 198/2021 contro le pratiche commerciali sleali – affermano la presidente di Coldiretti Piemonte Cristina Brizzolari e il delegato confederale Bruno Rivarossa –. Difendere il giusto valore della frutta significa tutelare le imprese, l'occupazione e il futuro della frutticoltura piemontese. Oggi più che mai il comparto frutticolo è chiamato a misurarsi con una doppia sfida cruciale: sostenibilità e innovazione, condizioni di competitività e sopravvivenza economica".