Uncem Piemonte, con il presidente Roberto Colombero, esprime forte apprezzamento per il nuovo bando dello sviluppo rurale lanciato dalla Regione Piemonte e dedicato alla valorizzazione dei castagneti. Un intervento definito “avanzato”, perché punta non solo al sostegno economico, ma soprattutto a rigenerazione e aggregazione, trasformando la cura del castagneto in leva di sviluppo per i territori montani.regione+1
Secondo Uncem, il provvedimento si colloca in linea diretta con il protocollo firmato pochi giorni fa insieme all’Associazione nazionale Città del Castagno, che mette al centro la castanicoltura come risorsa economica, ambientale e paesaggistica per le aree interne. Potature, innesti, diradamenti, conversione delle piante alla produzione di frutto vengono indicati come operazioni fondamentali per riportare in produzione castagneti storici, contrastare l’abbandono e preservare biodiversità e paesaggio rurale.regione+3
Il bando regionale mette a disposizione 1,6 milioni di euro per i castanicoltori piemontesi, con un’attenzione specifica ai castagneti da frutto tradizionali e alla possibilità di recuperare anche superfici oggi abbandonate. Uncem ricorda come in Piemonte esista una filiera articolata e di valore: dalla produzione di tannini alla Silvateam ai Consorzi di marroni e castagne Igp, dalle segherie che lavorano legno certificato fino alle reti di produttori promosse da Slow Food, realtà che l’associazione sostiene da anni.regione+3
Elemento chiave del nuovo strumento è la gestione associata: gli interventi dovranno coinvolgere più proprietà e più soggetti, superando la storica frammentazione fondiaria che ha spesso ostacolato una gestione efficiente dei castagneti. Una scelta che Uncem giudica particolarmente lungimirante e per la quale ringrazia l’assessore regionale alla Montagna e Foreste Marco Gallo, sottolineando come la cooperazione tra proprietari, enti e imprese sia la condizione per rendere davvero sostenibile il rilancio della castanicoltura nelle vallate.regione+2
Colombero ricorda anche il lavoro portato avanti in questi anni con il Masterplan sul castagno, elaborato insieme a tecnici e ricercatori e al Centro nazionale di castanicoltura, che fa capo alla Regione Piemonte e all’Università di Torino. In questo quadro il nuovo bando viene letto come un tassello importante di una strategia di lungo periodo, capace di valorizzare tanto il frutto quanto il legno e i servizi ecosistemici legati al castagneto.uncem+1
Per Uncem, l’iniziativa del Piemonte rappresenta un modello che altre Regioni potrebbero adottare, soprattutto nelle “terre di mezzo” montane dove il castagno è risorsa identitaria e potenziale fonte di reddito. L’auspicio è che il bando diventi un punto di riferimento nazionale, spingendo a investire su gestione condivisa, innovazione colturale e filiera corta come strumenti concreti contro l’abbandono dei boschi e per il rilancio socioeconomico delle aree interne.