A oltre 2.300 metri di quota, dove un tempo il cemento e le feritoie del Vallo Alpino segnavano il confine rigido e militarizzato tra Italia e Francia, oggi si respira aria di condivisione, memoria e cooperazione europea. Il Colle della Lombarda è stato lo straordinario scenario di una giornata interamente dedicata all'incontro transfrontaliero, alla storia e alla natura, promossa nell'ambito del progetto Interreg-ALCOTRA Francia-Italia "Cognitio-Fort".
Un evento che ha trasformato le storiche linee di difesa delle Alpi franco-italiane in uno spazio aperto di cultura e inclusione, con l'obiettivo prioritario di trasmettere alle giovani generazioni un messaggio forte di pace.
Finanziato da fondi europei, il progetto "Cognitio-Fort" nasce proprio per far conoscere l'eccezionale patrimonio delle fortificazioni alpine del XIX e XX secolo attraverso un'offerta culturale innovativa e accessibile al maggior numero possibile di persone. Per farlo, ha unito in una solida partnership internazionale il Dipartimento delle Alpi Marittime, il Parc National du Mercantour, l'Ente Aree Protette Alpi Marittime e l'Unione Montana Valle Stura.
I concetti cardine della manifestazione sono stati ribaditi durante i saluti istituzionali che hanno aperto la giornata, guidati dalla sindaca di Isola Mylène Agnelli, dal presidente delle Aree Protette Alpi Marittime Armando Erbì, dal presidente dell’Unione Montana Valle Stura Loris Emanuel e dalla vice direttrice del Parc National du Mercantour Sandrine Grandfils. Le autorità hanno sottolineato come queste opere, un tempo simboli di separazione e conflitto, rappresentino oggi un patrimonio culturale condiviso che testimonia il percorso compiuto verso un'Europa unita.
La risposta del pubblico è stata entusiasta grazie a un programma ricchissimo, articolato in diverse aree tematiche ad alta quota. Tra gli appuntamenti principali della giornata, i visitatori hanno potuto partecipare all'escursione guidata dal guardiaparco Stefano Melchio partita dal bivio per il Santuario di Sant'Anna, assistere a conferenze di approfondimento sull'inquinamento pirotecnico residuo dei conflitti armati, e immergersi nella storia quotidiana dei soldati francesi e italiani sulle Alpi. Molto apprezzati anche i momenti artistici, come il racconto teatrale "Il sussurro della Pietra del Forte" e lo spettacolo "L'Uccello e il Bambino Samurai", oltre ai laboratori di fotografia stenopeica.
Accanto alla memoria storica, l'evento ha proposto un originale punto di contatto tra patrimonio culturale e naturale: molte delle attività hanno infatti svelato come i vecchi forti e i bunker abbandonati si stiano trasformando, anno dopo anno, in preziosi rifugi e habitat ideali per la fauna e la flora alpine, diventando vere e proprie oasi di biodiversità.
Una festa di confine che, tra la distribuzione dei materiali di progetto e la grande partecipazione delle famiglie, ha dimostrato come la pietra delle antiche ferite di guerra possa oggi raccontare una bellissima storia di amicizia tra popoli.