A partire dalle ore 06:15 di giovedì 16 luglio sarà ripristinato l’ingresso principale del Presidio Ospedaliero “A. CARLE”.
Contestualmente, verranno trasferiti presso la nuova sede il Servizio Accettazione Cassa, il Servizio Accoglienza e Informazioni e il Servizio di Vigilanza.
Da tale data, utenti, accompagnatori, visitatori e tutto il personale potranno accedere alla struttura utilizzando l'ingresso principale.
Per consentire il completamento delle attività di ripristino, il Servizio Accettazione Cassa verrà trasferito mercoledì 15 luglio con una chiusura anticipata straordinaria alle ore 15:30.
Accettazione e cassa andranno ad occupare l'area del bar, quello chiuso e sostituito dai distributori, ma non senza numerose polemiche da parte di pazienti, familiari dei ricoverati e personale stesso. Al punto da diventare tema di una petizione su Change.org LEGGI QUI
Il bar, comunque, riaprirà, anche se non subito, scopriamo. Dovrebbe, ma al momento non ci sono conferme, andare ad occupare gli spazi al primo piano dove aveva sede la palestra della Reumatologia.
Il Carle, ne abbiamo scritto più volte, è stato interessato da lavori per l'adeguamento antisismico finanziati attraverso il programma del PNRR Missione 6 Salute, nell’ambito degli interventi “Verso un ospedale sicuro e sostenibile", per un costo di circa 6 milioni di euro.
Iniziati ad ottobre del 2024, dovevano durare 540 giorni. Scadenza rispettata: giovedì si potrà accedere dallo storico ingresso, dove verranno ricollocati tutti i servizi, per oltre un anno spostati e collocati in container.
Il cantiere ha riguardato una porzione dell’ospedale e una riorganizzazione tutt'altro che semplice, messa in piedi dall'allora direttore generale Livio Tranchida, che più volte ha organizzato incontri con la stampa locale per illustrare tutti gli step e gli spostamenti dei servizi e dei reparti, a partire dalla Radiologia, ora al Santa Croce.
La particolarità del cantiere è stata la necessità di lavorare senza fermare l’ospedale. Per questo la realizzazione delle opere è stata organizzata per fasi successive, con una gestione attenta degli spazi, dei percorsi e delle attività presenti nel presidio.
Gli interventi, come detto, hanno comportato una riorganizzazione: locali e servizi sono stati progressivamente liberati o adattati per consentire agli operai di lavorare in sicurezza, riducendo al minimo le interferenze con pazienti, personale sanitario e utenti.
La complessità non è stata soltanto tecnica: intervenire su un edificio ospedaliero significa coordinare lavori strutturali, impianti, sicurezza e continuità assistenziale. Al Carle è stato fatto, nel rispetto dei tempi.