Economia - 08 luglio 2026, 10:31

Imprese più fiduciose per il terzo trimestre, produzione e ordini restano positivi

L’indagine del Centro Studi di Confindustria Cuneo evidenzia il rafforzamento del sentiment tra le aziende associate. Cassa integrazione su livelli fisiologici, capacità produttiva elevata e focus sul Medio Oriente

Mariano Costamagna, presidente di Confindustria Cuneo

Le imprese associate a Confindustria Cuneo guardano al terzo trimestre 2026 con un clima di fiducia in consolidamento. È quanto emerge dall’analisi congiunturale di previsione elaborata dal Centro Studi, che registra, per il secondo trimestre consecutivo, saldi positivi su livelli di attività, occupazione e ordini. Il quadro resta condizionato dalle tensioni geopolitiche e dai costi energetici, ma il sistema produttivo provinciale conferma una buona capacità di tenuta.

Nel manifatturiero, il sentiment delle circa 200 aziende del campione migliora rispetto alla rilevazione di marzo. Il saldo sulla produzione sale all’8%, quello sugli ordini al 5,3% e l’export torna, seppur marginalmente, in territorio positivo (+0,8%). Restano favorevoli anche le attese sull’occupazione (+6%), mentre il ricorso alla cassa integrazione si ferma al 4,1%, un livello fisiologico e vicino ai minimi degli ultimi anni. Il tasso di utilizzo degli impianti cresce al 78,2% e aumenta la quota di imprese che prevede investimenti significativi, salita al 24,7%.

Il comparto dei servizi, dopo qualche timore nei mesi più recenti che ne ha frenato le attese, riprende a mostrare un clima di fiducia ampiamente favorevole, ma con un profilo diverso rispetto al manifatturiero. Il saldo sui livelli di attività raggiunge il 16,2%, quello sui nuovi ordini l’8,1% e quello sull’occupazione il 12,2%. Nessuna impresa del campione prevede il ricorso alla cassa integrazione e il tasso di utilizzo delle risorse aziendali resta elevato (85,3%). Permangono però elementi di cautela: il saldo sull’export è ancora negativo (-11,9%) e la quota di aziende orientate a investimenti significativi scende al 18,3%.

«Il dato che emerge con maggiore chiarezza – dichiara Mariano Costamagna, presidente di Confindustria Cuneo – è la solidità delle imprese della provincia, che continuano a programmare anche in una fase internazionale complessa. Questa fiducia va accompagnata con scelte coerenti su energia, credito, infrastrutture e sostegno agli investimenti. La competitività non si tutela solo nei momenti di emergenza, intervenendo sui fattori strutturali che incidono ogni giorno su costi, margini e capacità di stare sui mercati».

Il quadro cuneese si inserisce in un contesto regionale in tenuta, ma con andamenti differenziati a livello territoriale. In Piemonte, l’indagine condotta su circa 1.200 imprese registra saldi positivi per occupazione (+6,2%), produzione (+2,3%) e ordini totali (+1,6%), mentre restano negativi per export (-3,8%) e redditività (-8,6%).

«Il confronto con il Piemonte – sottolinea Giuliana Cirio, direttore di Confindustria Cuneo – conferma che la ripresa resta selettiva. Il dato regionale segnala un cauto ottimismo del clima complessivo, ma anche il permanere di criticità su estero e redditività. In questo quadro, Cuneo mostra indicatori robusti, in particolare per basso ricorso agli ammortizzatori e utilizzo elevato della capacità produttiva. Il focus sul Medio Oriente conferma che l’incertezza geopolitica si traduce soprattutto in pressione su costi per energia, logistica e catene di fornitura».

L’indagine dedica infatti un focus al Medio Oriente. Per il 46,1% delle imprese cuneesi il conflitto avrà un effetto significativo e di lunga durata sull’attività aziendale; il 13,2% prevede conseguenze importanti ma di breve periodo, mentre il 33,8% stima un impatto moderato. Il caro energia resta il principale elemento di pressione sui margini: il 50,9% delle aziende prevede un impatto considerevole e il 20,4% molto rilevante.

Per reagire a rincari e strozzature logistiche, l’87% delle imprese ha già adottato almeno una misura correttiva o la sta valutando. La risposta prevalente è la diversificazione dei fornitori (45,1%), seguita dalla rinegoziazione dei contratti con i clienti (33,3%), dall’aumento delle scorte (19%) e dalla rinegoziazione dei contratti con i fornitori (16,9%). Sul piano delle priorità, il 53% delle aziende indica la necessità di misure strutturali sui costi energetici; il 25% chiede servizi informativi e di monitoraggio su prezzi, forniture critiche e scenari di breve periodo.

«Il comparto industriale cuneese – spiega Elena Angaramo, responsabile del Centro Studi di Confindustria Cuneo – sta confermando la sua solidità, sostenuto, in particolare, dal buon dinamismo di meccanica, alimentare ed edilizia e dalla fase espansiva dei servizi. La previsione di graduale normalizzazione degli scambi mondiali nella seconda parte dell’anno, sebbene depotenziali dagli effetti della situazione di crisi in Medio Oriente e dagli altri fattori di incertezza, potrà contribuire ad un miglioramento del contesto operativo. Fondamentale per la tenuta del manifatturiero nell’anno in corso sarà il contributo della domanda interna, soprattutto degli investimenti in beni strumentali, che potranno essere sostenuti dal nuovo pacchetto di incentivi fiscali (iper-ammortamento, ndr) ».

Comunicato stampa