Attualità - 07 luglio 2026, 15:10

Collisioni, Alba supera anche la prova dei rifiuti: oltre il 90% di raccolta differenziata

Dal prefiltraggio alle isole ecologiche, il piano coordinato dal Comune ha trasformato la gestione ambientale del festival in un’esperienza di partecipazione giovanile. L'assessora Lucia Vignolo: "Un segnale di attenzione e sensibilità da parte dei ragazzi"

L'assessore Roberto Cavallo e l'assessora Lucia Vignolo insieme ai volontari

Il successo di Collisioni 2026 non si misura soltanto nei concerti, nelle piazze piene e nella partecipazione del pubblico. C’è un altro bilancio, meno visibile ma decisivo per una città che ospita grandi eventi: quello della gestione dei rifiuti. Dopo il primo banco di prova del concerto di Ben Harper & The Innocent Criminals, il sistema predisposto dal Comune di Alba ha retto anche nel weekend delle Giornate Giovani, arrivando a superare il 90% di raccolta differenziata.

Un risultato costruito non solo con cassoni, isole ecologiche e presidio degli accessi, ma soprattutto grazie al lavoro dei volontari, in larga parte giovani, impegnati tra corso Torino, i varchi di ingresso e l’area concerto. Una presenza che ha permesso di intercettare i rifiuti prima che venissero abbandonati, accompagnare il pubblico al corretto conferimento e separare i materiali già durante lo svolgimento degli eventi. I volontari sono stati 20 per Ben Harper, 35 sabato e 55 domenica.

A seguire da vicino l’organizzazione è stata l’assessora alla partecipazione giovanile Lucia Vignolo, che sottolinea come il progetto sia cresciuto nel tempo.

"Ormai è il terzo anno che lavoriamo su questo modello. Nel 2024 eravamo appena insediati e l’organizzazione era partita un po’ in corso d’opera, perché ci eravamo resi conto della complessità della gestione dei rifiuti, soprattutto fuori dall’area concerto, nella zona della coda. Quest’anno, invece, il sistema è arrivato molto più strutturato."

Già nella serata inaugurale il piano aveva dato risultati incoraggianti. Nell’area di prefiltraggio lungo corso Torino, i volontari avevano intercettato bottiglie, lattine, contenitori alimentari e piccoli rifiuti prima dell’ingresso del pubblico. All’interno, altri gruppi avevano affiancato i food truck e presidiato i punti di conferimento, mentre alcuni volontari itineranti, dotati di zaini per la raccolta, avevano attraversato i corridoi tra gli spettatori per raccogliere e separare i materiali.

Nel weekend, con un pubblico più numeroso e giovane, l’organizzazione è stata rafforzata. Il numero dei volontari è cresciuto sensibilmente e la risposta, secondo Vignolo, è stata uno degli aspetti più significativi dell’edizione.

"Abbiamo avuto tantissime richieste, circa novanta adesioni. A un certo punto ho dovuto chiudere il modulo, perché continuavano ad arrivare disponibilità. Mi sembra un segnale molto positivo, nato anche dal passaparola rispetto allo scorso anno. L’adesione è sempre più alta."

La partecipazione ai concerti ha certamente rappresentato un incentivo, ma il dato più interessante riguarda il modo in cui i ragazzi hanno interpretato il proprio ruolo.

"Sono tutti ragazzi giovani, magari anche motivati dai concerti, ma questo non toglie valore alla loro disponibilità. Mi sembra anzi un segnale di attenzione e sensibilità. Sono stati tutti molto collaborativi e questo ha fatto la differenza."

Il lavoro si è concentrato soprattutto su due obiettivi: mantenere pulite le aree esterne, in particolare la coda su corso Torino, e garantire una vera raccolta differenziata. Non bastava, infatti, pulire l’area al termine degli eventi: il punto era evitare che i materiali venissero raccolti in modo indistinto.

"Fuori, lungo corso Torino, la zona della coda è sempre rimasta pulitissima. Ma l’aspetto più importante è stato riuscire a differenziare. A concerto finito si può anche passare con la spazzatrice, ma la spazzatrice non differenzia. Aver predisposto le isole ecologiche ci ha permesso invece di separare praticamente tutto."

Il risultato finale, con oltre il 90% di differenziata, conferma la tenuta del modello e indica una strada possibile anche per altri grandi eventi cittadini: prevenire prima ancora di pulire, coinvolgere il pubblico, rendere visibili i punti di raccolta e affidare ai volontari un ruolo attivo non solo di supporto, ma di educazione ambientale sul campo.

Daniele Vaira