Politica - 06 luglio 2026, 11:05

Gradimento dei sindaci, Manassero al 54° posto della classifica del Sole 24 Ore: perso oltre il 10% dei consensi da inizio mandato

Stando al "Governance Poll" la prima cittadina è la 4ª amministratrice in Italia ad aver registrato il calo più netto in percentuale: il governatore Cirio invece, tra i più amati con il 60%

Il verdetto delle urne virtuali del "Governance Poll 2026", pubblicato dal Sole 24 ore, traccia un bilancio in chiaroscuro per il capoluogo di Cuneo, evidenziando un'erosione della fiducia dei cittadini nei confronti della sindaca Patrizia Manassero.

La prima cittadina, eletta alla guida della città nel 2022, si attesta infatti al 54° posto della classifica nazionale, registrando un indice di gradimento attuale pari al 52,5%.

L'elemento che desta maggiore preoccupazione per la giunta cuneese è la marcata flessione rispetto al giorno delle elezioni, quando la sindaca aveva ottenuto il 63,3% delle preferenze. Questa differenza, traducibile in una perdita secca del 10,8% dei consensi, rappresenta una delle contrazioni più vistose registrate tra i primi cittadini italiani e testimonia una crescente disaffezione o l'emergere di malumori nell'elettorato locale a quattro anni dall'inizio del mandato.

Esattamente un anno fa si trovava al 47° posto, con un consenso al 55%, in calo di 8,3 punti percentuali  sempre rispetto al 63,3% registrato al momento della sua elezione nel 2022. Rispetto quindi al 2025 perde altre sette posizioni. 

La performance di Manassero si inserisce in un quadro in cui diversi sindaci di centrosinistra e centrodestra faticano a confermare le percentuali plebiscitarie delle urne, ma per Cuneo il dato solleva inevitabili interrogativi sulle sfide amministrative aperte, sulla percezione della sicurezza, sullo sviluppo urbanistico e sulla capacità di rispondere alle aspettative quotidiane della cittadinanza, aprendo di fatto una delicata fase di riflessione interna alla coalizione di governo in vista delle future scadenze elettorali.

L'aver perso oltre dieci punti percentuale è un elemento che assume un rilievo politico significativo se letto su scala nazionale: la prima cittadina cuneese risulta infatti la quarta amministratrice in Italia ad aver registrato il calo più netto in percentuale, preceduta soltanto da Vito Leccese di Bari con un -13,8%, Matilde Celentano di Latina con un -13,2% e Alessandro Canelli di Novara con un -13,1%.

Si tratta di una dinamica in parte fisiologica e legata al cosiddetto voto di partenza: essendo stata eletta con una maggioranza molto ampia, il logorio del mandato tende a mostrare una flessione numericamente più vistosa, anche se il gradimento assoluto si mantiene comunque sopra la soglia psicologica del 50%. Questo posizionamento rappresenta per la giunta cuneese un utile termometro, un segnale d'attenzione per valutare l'impatto delle scelte amministrative sul territorio e per rinsaldare il dialogo con la comunità in vista delle prossime elezioni, elezioni su cui però ancora non ha sciolto la decisione sulla propria ricandidatura.

La classifica del "Governance Poll 2026", sul fronte dei governatori invece, incorona il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio come uno dei leader regionali più solidi e apprezzati dell'intero panorama nazionale. Il governatore di centrodestra mette a segno una performance eccezionale, invertendo il classico trend di logorio politico che spesso colpisce gli amministratori a metà mandato: eletto nel 2024 con il 56,1% delle preferenze, Cirio vede salire il proprio gradimento fino a toccare la soglia del 60%. Questo incremento del +3,9% si rivela un dato politico di primissimo piano, posizionando il presidente piemontese al secondo posto assoluto in Italia per crescita di consenso rispetto al giorno delle elezioni, superato soltanto dal governatore siciliano Renato Schifani. 

Nella classifica generale del gradimento, Cirio conquista così un brillantissimo 4° posto a pari merito con il calabrese Occhiuto, tallonando i vertici storici della graduatoria come Decaro, Stefani e Fedriga. Per la giunta piemontese si tratta di una netta promozione da parte dei cittadini a due anni dal voto, un risultato che blinda la leadership del presidente e testimonia un forte radicamento delle politiche regionali sul territorio.

 

Angela Panzera