Attualità - 06 luglio 2026, 18:06

Incendi boschivi, dall'8 luglio scatta in tutto il Piemonte lo stato di massima pericolosità

La Regione dispone il divieto di accendere fuochi e di qualsiasi attività che possa innescare roghi entro 100 metri da boschi, pascoli e aree arbustive. Stop anche alla combustione dei residui vegetali e nessuna deroga è ammessa

Immagine di repertorio

Su tutto il territorio regionale a partire da mercoledì 8 luglio entrerà in vigore lo stato di massima pericolosità per gli incendi boschivi, come previsto dalla determinazione della Regione Piemonte del 5 luglio. Il provvedimento resterà valido fino a una successiva revoca, che sarà disposta quando le condizioni meteorologiche non renderanno più elevato il rischio di propagazione del fuoco.

Alla base della decisione ci sono le valutazioni del Centro funzionale di Arpa Piemonte e del Settore regionale di Protezione civile, che hanno evidenziato condizioni climatiche particolarmente favorevoli allo sviluppo degli incendi. A pesare sono anche i numerosi roghi registrati negli ultimi giorni, che hanno richiesto l'intervento del sistema regionale antincendi boschivi, del servizio elicotteristico e dei mezzi aerei della Protezione civile nazionale, in un contesto aggravato dalla persistente siccità.

«Sulle temperature molto elevate e la scarsa piovosità purtroppo non possiamo incidere - rileva l'assessore regionale alla Protezione civile Marco Gabusi - ma siamo sempre in prima linea per contenere al massimo il pericolo e per intervenire rapidamente. Determinante in questa attività è l'apporto di tutte le componenti del sistema, che desidero ringraziare».

Con l'entrata in vigore dello stato di massima pericolosità scattano automaticamente una serie di divieti previsti dalla normativa nazionale e regionale. È vietata la combustione dei residui vegetali agricoli e forestali e, entro una distanza di 100 metri dai terreni boscati, arbustivi e pascolivi, non sarà consentito accendere fuochi, utilizzare fuochi d'artificio, impiegare apparecchiature che producano fiamme, scintille o brace, fumare, gettare mozziconi o fiammiferi accesi, lasciare veicoli a motore a contatto con vegetazione secca o svolgere qualsiasi altra attività che possa provocare anche solo potenzialmente un incendio. Non sono ammesse deroghe e inoltre è vietata qualunque generazione di fiamma libera non controllabile nel tempo e nello spazio.

La Regione ricorda che le violazioni dei divieti comportano l'applicazione delle sanzioni previste dalla normativa vigente (da un minimo di 200 euro a un massimo di 2000 euro), oltre alle eventuali responsabilità civili e penali nei casi più gravi.

Il provvedimento assume particolare rilievo anche per la provincia di Cuneo, dove le elevate temperature, la scarsità di precipitazioni e la presenza di vaste aree boschive rendono particolarmente elevata l'attenzione sul fronte degli incendi. La collaborazione dei cittadini, evitando comportamenti che possano favorire l'innesco di focolai, sarà fondamentale per limitare il rischio durante le prossime settimane.

Tutti i cittadini possono difendere il territorio in caso di incendio segnalando tempestivamente al numero unico di emergenza 112 anche le prime avvisaglie di un possibile incendio boschivo e non ostacolando la operazioni di spegnimento, sia a terra che nei bacini lacustri in cui si riforniscono i velivoli antincendi.

Fornendo informazioni il più possibile precise si contribuisce in modo determinante nel limitare i danni all’ambiente, consentendo a chi dovrà operare sul fuoco di intervenire con tempestività, prima che l’incendio aumenti di forza e di capacità distruttiva.

La durata varia in funzione della discesa della temperatura e dell'arrivo delle precipitazioni, che potranno evidenziare un rischio minore e consentire di rientrare nei livelli "normali" di pericolo.

Sara Aschero