Il Piemonte torna a fare i conti con la siccità. A fine giugno il quadro idrico regionale era in peggioramento e, pur senza raggiungere ancora la gravità della crisi del 2022, i principali indicatori segnalano una situazione che richiede attenzione, soprattutto in vista di un luglio annunciato ancora caldo e povero di precipitazioni.
Le aree più colpite sono il sud-ovest della regione, dove è stata dichiarata una condizione di siccità severa, e il nord-est, insieme al bacino della Dora Baltea, interessati da una siccità moderata. Valori che non si registravano dal febbraio 2022.
A pesare è soprattutto la scarsità di piogge degli ultimi mesi. A giugno sul bacino del Po sono caduti in media appena 62 millimetri di pioggia, il 36% in meno rispetto alla media del periodo 1991-2020. Il deficit si aggiunge a quelli già registrati ad aprile (-56%) e maggio (-44%), mentre il bilancio dell'anno idrologico resta negativo con uno scarto del 24%.
A rendere ancora più critica la situazione è stato il caldo eccezionale. Giugno ha chiuso con una temperatura media superiore di 3,5 gradi rispetto ai valori climatici, entrando tra i mesi di giugno più caldi mai registrati in Piemonte e avvicinandosi ai record del 2003. Le elevate temperature hanno aumentato l'evapotraspirazione, riducendo ulteriormente l'umidità dei terreni e aggravando lo stress della vegetazione.
Le risorse idriche superficiali continuano così a diminuire. A fine mese risultavano disponibili circa 681 milioni di metri cubi d'acqua tra neve residua, invasi e Lago Maggiore, il 31% in meno rispetto alla media. Le situazioni più critiche si registrano nel Piemonte settentrionale (-42%) e in quello occidentale (-38%), mentre in diversi bacini la neve in quota è ormai quasi completamente esaurita.
L'elemento di maggiore preoccupazione resta però quello delle portate fluviali. Quasi tutti i principali corsi d'acqua piemontesi presentano valori ben inferiori alla norma. Emblematico il caso del Po a Isola Sant'Antonio, dove la portata media di giugno si è fermata a 138 metri cubi al secondo, con un deficit del 76% rispetto alla media storica del mese. Situazioni di forte sofferenza interessano anche Tanaro, Sesia, Toce e numerosi affluenti occidentali.
Anche le falde sotterranee mostrano livelli generalmente inferiori alla norma, segnale di un progressivo impoverimento della risorsa idrica, sebbene in alcune aree si osservino lievi segnali di recupero.
Il confronto con il 2022 evidenzia differenze importanti. Allora la siccità era il risultato di un lungo periodo di precipitazioni assenti iniziato già nell'anno precedente, mentre oggi il fenomeno è legato soprattutto alla combinazione di tre fattori: piogge scarse negli ultimi mesi, temperature eccezionalmente elevate e riduzione della neve residua. La crisi, quindi, non ha ancora assunto il carattere strutturale osservato quattro anni fa, ma presenta già diversi elementi di criticità.
Le previsioni meteorologiche per luglio, orientate verso una prosecuzione del caldo e della scarsità di precipitazioni, impongono di mantenere alta l'attenzione. Il monitoraggio delle prossime settimane sarà decisivo per capire se il Piemonte riuscirà a evitare un'evoluzione simile a quella vissuta nell'estate del 2022.