Si è conclusa ieri a Sestriere la giornata evento “Sulle tracce della Piemontese”, promossa dal Coalvi (Consorzio di Tutela della Razza Piemontese) nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale Piemonte 2023-2027. Un’occasione di confronto e approfondimento che ha coinvolto media ed esperti del settore, impegnati nell’osservazione diretta della mandria dell’allevatore Giuseppe Basso.
Nel corso della sessione tecnica a Champla du Col, è stato evidenziato come la Razza Piemontese rappresenti un esempio di perfetto adattamento all’ambiente alpino. Tra le caratteristiche distintive spicca l’ipertrofia muscolare, nota come “della Coscia”, dovuta a una mutazione naturale del gene della miostatina, che conferisce alla carne una particolare tenerezza.
A rendere questa razza particolarmente adatta alla vita in alta quota è il bilanciamento tra una muscolatura sviluppata e uno scheletro leggero ma resistente. L’ossatura fine e gli arti robusti, uniti a unghioni duri, consentono agli animali di muoversi con agilità anche su terreni impervi, garantendo resistenza e stabilità.
Al centro dell’incontro anche il ruolo fondamentale dei prati permanenti d’alta quota, ecosistemi ricchi di biodiversità e importanti per lo stoccaggio del carbonio. Il pascolamento tradizionale della Razza Piemontese contribuisce a mantenere questi ambienti in equilibrio, limitando la crescita di specie infestanti e favorendo la rigenerazione della flora originaria.
Un’attività che ha ricadute positive anche sulla sicurezza del territorio: mantenendo il cotico erboso compatto e pulito, gli animali riducono il rischio di accumuli di biomassa secca e contribuiscono a prevenire fenomeni come le slavine e il dissesto idrogeologico.
La giornata si è conclusa al ristorante du Gran Pere con una degustazione guidata di prodotti certificati dal Sistema di Qualità Nazionale “Fassone di Razza Piemontese” e dall’IGP “Vitelloni Piemontesi della Coscia”. Marchi che garantiscono tracciabilità e qualità, ma che rappresentano anche un modello zootecnico sostenibile, capace di valorizzare il lavoro di centinaia di allevatori e di tutelare l’equilibrio ambientale delle aree montane.