Cronaca - 29 giugno 2026, 17:49

Recluso da marzo per le minacce alla ex: "Prima o poi esco dal carcere e ti ammazzo"

Ragazza residente nell’Albese parte offesa nel processo che vede il suo ex nuovamente imputato per atti persecutori

L'uomo è recluso da marzo nel carcere di Cuneo

E’ stato aggiornato al 15 settembre il procedimento penale in corso al Tribunale di Asti nei confronti di R. N., 29enne nato in Albania, residente a Prato, in Toscana, e di fatto domiciliato a Magliano Alfieri, imputato di atti persecutori nei confronti dell’ex compagna, una 26enne che vive in un centro alle porte dell’Albese.

La decisione nel corso dell’udienza preliminare tenuta nei giorni scorsi davanti al giudice per le indagini preliminari Matteo Bertelli Motta, che ha accolto la richiesta di giudizio immediato avanzata tramite decreto dalla sostituta procuratrice astigiana Marina Spoletini .

L’imputato, difeso dall’avvocato Michele Nigro del foro di Prato, dal marzo scorso risulta ristretto in carcere a Cuneo in osservanza a quanto disposto dai giudici per il mancato rispetto di precedenti restrizioni emesse nei suoi confronti per vietargli di avvicinarsi o di cercare di mettersi in contatto con la parte offesa.

[Il Tribunale di Asti]

Nel fascicolo dell’indagine coordinata dalla Procura astigiana una assortita serie di comportamenti messi in atto non accettando la fine della relazione con la compagna.

Azioni che avrebbero cagionato alla giovane un perdurante e grave stato di ansia – refertata dal medico curante – e paura, ingenerandole un fondato timore per la sua incolumità, al punto da costringerla ad alterare le sue abitudini di vita dopo la fine della loro relazione, limitando la sua libertà di movimento e costringendo l'ex compagna a spostarsi sempre in compagnia e a gestire la paura di essere pedinata e aggredita.

Da qui la denuncia, arrivata anche grazie al supporto dell’associazione Mai+Sole di Savigliano, e la decisione di costituirsi come parte civile nel successivo giudizio con l’assistenza dell’avvocata del foro di Asti Silvia Calzolaro, mentre la madre della donna ha presentato analoga istanza sotto la rappresentanza del legale Marco Calosso.

Nel novero dei presunti atti persecutori sui quali dovrà pronunciarsi il tribunale – il difensore dell’uomo ha preannunciato l’intenzione di ricorrere a un rito alternativo come il rito abbreviato o un patteggiamento - gli insulti proferiti all’indirizzo della giovane come le diverse occasioni nelle quali lui si è presentato all'ingresso della sua abitazione, sul posto di lavoro o in vicinanza dei luoghi da lei frequentati.

Poi le continue telefonate e gli insistiti messaggi su WhatsApp, spesso inviati utilizzando utenze di conoscenti della vittima per entrare in contatto con lei.

Ricorrenti le minacce di mettere in atto comportamenti anticonservativi ogni volta che lei si convinceva a interrompere la loro relazione, mentre in una specifica occasione, nell'ottobre 2025, mentre erano sul divano di casa, lui la aggrediva stringendole le mani al collo ed esercitandole pressione con un ginocchio sul costato, costringendola a rivolgersi alle cure del pronto soccorso, dove, mentendo, spiegava di essere stata invece vittima di una rissa fuori da una discoteca.

"Prima o poi esco dal carcere e ti ammazzo", è stata una delle ultime minacce rivolte alla ragazza lo scorso 10 marzo, nel corso di una serie di incessanti chiamate a lei dirette in formata anonima, dopo averla informata che la sua istanza di applicazione della pena su richiesta delle parti - avanzata per un altro procedimento ma per lo stesso titolo di reato, commesso in danno di una sua altra ex fidanzata - non era stata accolta. Otto giorni dopo i giudici decideranno per inasprire la misura di sicurezza traducendo l’imputato in carcere.

[Gli avvocati Silvia Calzolaro e Marco Calosso, patrocinano la giovane parte offesa e la madre di lei]

Redazione