Attualità - 27 giugno 2026, 12:08

Dall'assistenza sanitaria ai centri sportivi: la nuova sfida di Coesioni Sociali tra Langhe e Monregalese

Dopo i progetti dedicati alla continuità delle cure, la cooperativa albese assume la gestione di spazi pubblici a La Morra e Ceva. Porcheddu: “L'obiettivo resta lo stesso: creare comunità”

L'impianto sportivo comunale “Beppe Tarditi” di La Morra

Per molti è il nome associato ai servizi sociali, all'assistenza e ai progetti dedicati alle persone fragili. Negli ultimi mesi, però, Coesioni Sociali sta costruendo un percorso che allarga progressivamente il proprio raggio d'azione, entrando nella gestione di alcuni dei principali luoghi di aggregazione del territorio.

La cooperativa albese è stata infatti chiamata a gestire il centro sportivo comunale “Beppe Tarditi” di La Morra e, più recentemente, il polo comunale “La Rotonda” di Ceva, complesso che comprende piscina, area giochi e servizio bar affacciato sul Tanaro.

Una direzione che può apparire insolita per una realtà che nelle scorse settimane era invece al centro del dibattito sanitario con il convegno dedicato alle dimissioni protette e alla continuità assistenziale. In realtà, secondo il direttore Gian Piero Porcheddu, il filo conduttore è sempre lo stesso.

“Spesso si pensa che una cooperativa sociale debba occuparsi esclusivamente di assistenza. In realtà il nostro lavoro riguarda la qualità della vita delle comunità e questa passa anche attraverso i luoghi dove le persone si incontrano, praticano sport, costruiscono relazioni e vivono il proprio tempo libero.”

A La Morra la gestione è iniziata nelle settimane precedenti al Torneo dei Borghi. Il centro sportivo comprende campi da calcio, tennis, padel, beach volley e spazi dedicati alle attività ricreative.

“Non vogliamo limitarci alla gestione degli impianti sportivi. L'idea è far vivere questi spazi durante tutta la giornata, creando occasioni di incontro per famiglie, giovani, associazioni e cittadini. Lo sport è importante, ma è anche uno strumento per generare relazioni.”

Lo stesso approccio caratterizza l'esperienza appena avviata a Ceva, dove la cooperativa è stata individuata dal Comune come gestore del polo “La Rotonda”, uno dei luoghi più frequentati dell'estate cebana.

“Parliamo di spazi molto diversi tra loro, ma accomunati da una forte funzione pubblica. Quando un centro sportivo, una piscina o un punto di ritrovo funzionano bene diventano luoghi capaci di rafforzare il senso di comunità. È questo l'aspetto che ci interessa maggiormente.”

La crescita della cooperativa sembra dunque seguire una traiettoria sempre più ampia: dai servizi educativi e socioassistenziali ai servizi sanitari  di sostegno alla fragilità, alla vita della comunità, alla gestione di strutture pubbliche dedicate allo sport, al tempo libero e alla socialità.

“Il nostro obiettivo non è gestire edifici o impianti. È creare contesti in cui le persone possano stare bene, incontrarsi e partecipare alla vita della comunità. Cambiano gli strumenti, ma la finalità resta la stessa.”

Una sfida che oggi passa da un centro sportivo nelle Langhe e da una piscina nel Monregalese, ma che racconta anche l'evoluzione di un modello cooperativo sempre meno confinato ai servizi tradizionali e sempre più orientato alla costruzione di reti territoriali.

d.v.