Sanità - 24 giugno 2026, 19:07

Caldo e afa si fanno sentire: in crescita gli accessi di anziani e fragili al Pronto Soccorso di Cuneo

I consigli del coordinatore infermieristico Mauro Giraudo restano i più semplici: "Non uscire nelle ore più calde e idratarsi"

Mauro Giraudo, coordinatore infermieristico del Prono soccorso di Cuneo

Disagio bioclimatico. 

E' il parametro con cui Arpa Piemonte misura la pervasività e soprattutto le conseguenze del caldo afoso. 

Da giorni su tutto il territorio regionale l'allerta è massima, con un livello di disagio di grado 3, corrispondente al bollino rosso: una condizione di pericolo che indica impatti significativi sulla salute in particolare dei soggetti fragili, quali anziani, bambini molto piccoli o persone con patologie croniche. 

Dal disagio all'impatto sui servizi sanitari - e in particolare sui Pronto soccorso - il passo è stato breve, ma non inatteso.  

Pur senza un significativo aumento degli accessi, al DEA di Cuneo da qualche giorno si registra un incremento di presenze tra i pazienti più fragili, con quadri clinici influenzati proprio dalle alte temperature. 

Il caldo intenso sta infatti incidendo in particolare sulle persone anziane e su chi presenta patologie croniche, con un incremento di scompensi cardiaci e disturbi legati alla scarsa idratazione.

La riduzione dell’assunzione di liquidi, spesso sottovalutata, contribuisce a peggiorare condizioni già precarie, rendendo necessario prestare particolare attenzione ai soggetti più a rischio. 

Mauro Giraudo, coordinatore infermieristico del Pronto Soccorso dell'ospedale santa Croce e Carle di Cuneo, osserva come la situazione sia destinata a evolvere e perdurare, alla luce delle previsioni meteorologiche.

Il quadro al momento è sotto controllo, ma l’aumento delle temperature, con punte che si avvicineranno ai 40 gradi, potrebbe mettere sotto pressione il reparto.

Consigli e indicazioni? Quelli più semplici. ma fondamentali: "Limitare le uscite nelle ore più calde, mantenere un’adeguata idratazione - cosa che gli anziani spesso dimenticano - e ridurre gli spostamenti non indispensabili. Per i soggetti a maggior rischio, la permanenza in casa nelle ore centrali della giornata resta tra le misure più efficaci di prevenzione".