Simone Nosenzo, sindaco di Nizza Monferrato, esponente della Lega, è il nuovo presidente della Provincia di Asti.
Le operazioni di voto si sono concluse ieri sera, domenica 21 giugno, alle 20 e hanno interessato sindaci e consiglieri comunali dei 117 Comuni dell’Astigiano.
Tre le sedi di seggio: Asti (palazzo della Provincia), e presso i municipi di Castelnuovo don Bosco e Nizza Monferrato.
Si è votato dalle 8 alle 20. Nosenzo non aveva rivali in quanto la sua era l’unica candidatura ad essere stata presentata.
Chissà se il caso di Asti - è la seconda volta che si vota con una lista unica – farà testo anche per la Granda, dove si vocifera da tempo di una lista unica, ma le trattative languono.
Per la presidenza della Provincia di Cuneo, infatti, non risulta (almeno fino a questo momento) si sia fatto avanti alcuno, disposto a sfidare il potente e onnipresente presidente in carica, Luca Robaldo.
Più complesso il discorso della composizione del Consiglio provinciale, dove un incontro tra gli esponenti dei partiti – che avrebbe visto un tentativo di mediazione del presidente della Regione Alberto Cirio – non sarebbe approdato a risultati concreti.
Sulla ricandidatura di Robaldo nulla quaestio, sui numeri invece da assegnare a ciascuna forza politica si sono abbozzate varie ipotesi ma nessuna è stata definita nel dettaglio.
Sia destra che sinistra tengono alto il prezzo, ricordando a Robaldo – come ha fatto per primo l’assessore regionale di Fratelli d’Italia Paolo Bongioanni – che il “peso del presidente equivale a quello dell’intero Consiglio provinciale”.
Per sciogliere il nodo sarà provvidenziale ricorrere, ancora una volta, all’inossidabile manuale Cencelli.
Oggi come oggi una soluzione in grado di soddisfare tutti non è alle viste perché nessuno è disposto a cedere quote, a partire dal Patto Civico al quale destra e sinistra chiedono sacrifici di poltrone per concedere il via libera a Robaldo.
Questi, dal canto suo, appare poco incline a prendere in considerazione l’ipotesi nel momento in cui sta “esportando” il modello in altre zone del Piemonte e si appresta a cingere d’assedio la città di Cuneo col suo proconsole e sodale Enrico Collidà.
La situazione, per quanto confusa, resta aperta.
L’avvicinarsi delle elezioni, prima amministrative poi politiche, potrebbe tuttavia indurre i partiti ad accantonare la soluzione unitaria.
Di certo si sa soltanto che le elezioni provinciali si svolgeranno in autunno inoltrato, tra ottobre e novembre.