Il Consiglio Generale della Fondazione Crc ha deliberato, nella riunione di questo pomeriggio, una serie di modifiche allo Statuto dell’ente.
A darne conto, in una nota, la stessa Fondazione.
Alcune riguardano "disposizioni obbligatorie previste per tutte le fondazioni di origine bancaria che hanno aderito all’Addendum al Protocollo d’intesa tra Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) e l’Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio (Acri)" – il documento di autoregolamentazione delle Fondazioni di origine bancaria firmato lo scorso 28 ottobre 2025 dal ministro dell’Economia e delle Finanze e dal presidente di Acri.
"Le modifiche introdotte – si spiega – riguardano in particolare:
- gestione del patrimonio, grazie a cui alla Fondazione CRC è garantito il mantenimento degli attuali livelli d’investimento in Intesa Sanpaolo e la conseguente alta redditività;
- limiti alle operazioni in derivati;
- nuovi vincoli in uscita a carico dei componenti gli organi, per assicurare discontinuità e agevolare il rinnovamento;
- limiti ai compensi nel caso di cumulo di incarichi".
Rispetto alle modifiche facoltative proposte dall’Addendum – che prevedono la possibilità di allungare i mandati del presidente e del Consiglio Generale fino a un massimo di 6 anni – "il Consiglio Generale della Fondazione Crc ha scelto di mantenere inalterata l’attuale durata dei mandati degli organi (presidente, Consiglio di Amministrazione, Consiglio Generale e Collegio Sindacale) che lo Statuto prevede in 4 anni".
In aggiunta a queste modifiche, "il Consiglio Generale ha ritenuto opportuno allineare i limiti di età per l’accesso al Consiglio di Amministrazione uniformandoli a 75 anni", si aggiunge ancora. "Il provvedimento entrerà in vigore dal prossimo mandato. I provvedimenti introdotti saranno quindi posti all’attenzione del Mef, quale autorità di vigilanza, per le necessarie approvazioni".