Diano d’Alba | Grazie alla sinergia tra l’Associazione Divergenti, l’Associazione produttori I Sörì di Diano d’Alba e l’Enoteca Comunale di Diano d’Alba, prende forma una giornata iconica per celebrare il Dolcetto, in tutte le sue forme. L’occasione è la celebrazione di un doppio anniversario: 40 anni dell’esposizione all’albo pretorio delle aree comunali vocate per l’attribuzione della denominazione del vigneto e 30 anni della costituzione dell’Associazione I Sori di Diano d’Alba, nata per promuovere e condividere iniziative varie per aumentarne la notorietà.
Qual è il presente del Dolcetto e quali sono le prospettive future per uno dei vitigni più identitari del territorio? Per rispondere a queste domande in modo originale e coinvolgente, domenica 21 giugno il comune di Diano d’Alba ha definito un palinsesto provocatorio capace di coinvolgere un pubblico ampio e variegato, tra degustazioni e intrattenimento.
Assaggi e percorsi saranno inframezzati dal Processo al Dolcetto, un appuntamento unico nel suo genere, in programma per le ore 15.30. Il format prende ispirazione dalle dinamiche di un vero tribunale per dare vita a un confronto costruttivo, approfondito e stimolante. Di fronte a una platea aperta al pubblico, si schiereranno le diverse anime di questo vino, animate dal desiderio di sviscerare i punti di forza, i limiti percepiti e le grandi potenzialità di questa denominazione sul mercato contemporaneo. L’obiettivo degli organizzatori è stimolare la riflessione superando, una volta per tutte, l’aneddotica del Dolcetto che si vendeva meglio del Barolo o del bel tempo andato che non torna più, concentrandosi su tematiche di vera attualità.
Per garantire un dibattito completo e multidisciplinare, sul banco dei testimoni saliranno autorevoli figure del settore enogastronomico e della comunicazione, equamente divise tra accusa e difesa e moderate dal giudice Nico Conta. Il confronto vedrà la partecipazione di sommelier, ristoratori, giornalisti di settore, distributori e consumatori finali e sarà aperto agli interventi del pubblico. La voce della terra, della tradizione e dell’innovazione, sarà rappresentata dai produttori di Diano docg Walter Abrigo e Luca Aimasso. Saranno presenti, tra gli altri, Gianni Fabrizio e Giancarlo Montaldo, Fabrizio Rosso, Pierpaolo Tassinario e Pony dell’Enoteca del Ponte, Paolo Defendenti e Matteo Fornasiero oltre ad alcune speciali sorprese.
Il Processo dibatterà, tra il serio e il faceto, una serie di capi d’accusa che sono stati individuati come stimolo e punto di partenza della discussione tra i presenti. Utilizzando un linguaggio ironicamente mutuato da quello legale verranno trattati argomenti come, ad esempio, “l’Alterazione del rapporto tra desiderio e prodotto e dissimulazione del principio di autenticità”, che verificherà la desiderabilità del dolcetto di Diano per il consumatore. Altro punto sarà il reato di “Iper-tecnicismo che modifica l'identità di Prodotto”, ovvero quelle azioni che hanno posto la tecnica al centro di tutto dimenticando che la fruibilità di un prodotto non è fatta solo di grammi litro o tenore alcolico.
Infine, ci si concentrerà sul reato di “Stagnazione tradizionalista e omessa evoluzione culturale”, ovvero sulla paura di evolvere i paradigmi culturali del dolcetto rimanendo al sicuro della tradizione. Ci sarà di che discutere ma sempre con l’obiettivo di affrontare con gaia serietà un tema importante per il territorio e per la comunità.
La sentenza non sarà severa e il vino ne uscirà assolto. L’obiettivo del dibattimento non è quello di dare risposte ma solo di trovare le domande che stimolino il ragionamento per il futuro del Dolcetto di Diano che può essere veramente di grande successo nel dinamico mercato contemporaneo. Questo successo arriverà evitando le facili semplificazioni, perché il rapporto con il consumatore è sempre sfaccettato. Il Dolcetto dovrà mettere in campo la propria anima che, insieme alla cultura fatta dei nostri valori più importanti, ci permetterà di vendere l’autenticità che il mercato si aspetta.